<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639</id><updated>2011-07-07T21:59:01.640-07:00</updated><title type='text'>marco di stefano</title><subtitle type='html'>- Regista e Scrittore-</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>59</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-5414830099767415115</id><published>2009-12-21T08:56:00.000-08:00</published><updated>2009-12-21T09:07:19.593-08:00</updated><title type='text'>Eleonora Brianzoli intervista Marco Di Stefano</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#cc0000;"&gt;Sapessi com’è strano… riuscire a far teatro a Milano&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;Marco Di Stefano è un regista, un poeta e un drammaturgo di 28 anni. Come molti giovani della sua età, guarda Milano con occhi arrabbiati e disillusi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Aspetto Marco davanti al Teatro della Cooperativa con cui collabora e intanto do un’occhiata al cartellone: testi comici e impegno civile. Al civico accanto, un circolo espone la locandina del programma culturale dedicato ai soci: mi stupisco constatando che, mentre non viene fatto nessun cenno ai “vicini di casa”, sono proposti biglietti (poco) scontati per grandi eventi che si svolgeranno dall’altra parte della città (tra gli altri il musical “La bella e la bestia” e “Amici in tour”). Quando lo faccio notare a Marco, sbotta:&lt;br /&gt;“Io penso che ci sia un paradosso in questa città. Probabilmente c’è un paradosso in questo Paese, ma Milano è uno degli esempi più eclatanti. C’è una contraddizione interna, per cui tutti vogliono fare cultura e in realtà molto pochi se ne interessano. Penso che il problema sia promozionale. Questo è il risultato della politica culturale degli ultimi dieci anni, dove l’evento che porta denaro e immagine viene pubblicizzato in tutti i modi, mentre la normale vita culturale della città no.&lt;br /&gt;Ad esempio, c’erano pochi spettacoli legati alla Festa del Teatro di quest’anno che non hanno fatto il tutto esaurito, tra l’altro coinvolgendo anche realtà molto periferiche, spazi molto piccoli, spazi nati negli ultimi due o tre anni. Quindi la gente vuole andare a teatro, vuole mangiare cultura. Probabilmente diserta le iniziative meno pubblicizzate perché gli è stato insegnato, in maniera abbastanza distruttiva, che deve aspettare di sapere che cosa è giusto andare a vedere.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;– “Gli è stato insegnato” a chi è riferito?&lt;br /&gt;“C’è chi dice di occuparsi di teatro o di occuparsi di cultura ma in verità fa del mero intrattenimento e sta rovinando questo Paese”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;– Quindi da una parte ci sono le persone troppo poco curiose per andarsi a cercare cose nuove e dall’altra c’è quella che, molto genericamente, potremmo indicare come “pubblicità” che le imbocca spacciando per cultura qualcosa che non è cultura?&lt;br /&gt;“Esattamente. C’è un concorso di colpa. Nel senso che non te lo ordina il dottore di guardare Amici. D’altra parte penso che manchi un codice deontologico rispetto a chi lavora nel mondo dello spettacolo”.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;– Crolloprospettico, il collettivo artistico di attori e danzatori di cui fai parte, nasce anche dall’esigenza di proporre qualcosa di diverso rispetto a questo tipo di spettacolo?&lt;br /&gt;“Crolloprospettico è una piccola organizzazione che, dato un percorso comune di riflessione sull’oggi, cerca di fare delle cose. Ci sono progetti di cui io firmo la regia, progetti la cui regia è firmata da qualcun altro, progetti di cui io firmo la regia e qualcun altro la coreografia, ci sono progetti di teatrodanza in cui le due coreografe firmano anche la regia… è una materia mutevole”.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;– E nuova…&lt;br /&gt;“In realtà no, la Fura dels Baus ha sempre funzionato così. Probabilmente è nuova in Italia ed ora ti spiego perché: siamo una categoria che tende ad odiare chi non fa cose che sente vicine. Sembra che se tu fai qualcosa di diverso da me io ti debba per forza in qualche modo detestare. Trovo che sia un atteggiamento distruttivo, non credo che il teatro abbia bisogno di questo. Il teatro ha bisogno di gente che faccia capire dove sta andando questa società. Poi il modo è tutto sommato secondario. Come artisti abbiamo la tendenza ad essere poco spettatori: lo spettatore questo problema non se lo pone, dice mi piace o non piace, punto. Noi invece facciamo continuamente distinzioni mentre dovremmo cercare di essere un collettivo unico, essere di più un’associazione di categoria – i teatranti – e spalleggiarci. O meglio, spalleggiare chi rispetta il codice deontologico dei teatranti ed escludere quelli che non lo rispettano, cioè coloro di cui parlavo prima.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;– Tu hai fatto teatro un po’ dappertutto: gli studi a Bologna, l’insegnamento a Torino, la collaborazione con diverse compagnie sparse in tutta Italia. Che differenze hai riscontrato rispetto a Milano?&lt;br /&gt;“Il problema fondamentale di Milano è che è un mercato saturo. Sia dal punto di vista dell’offerta &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;– è probabilmente la città con più teatri operativi in Italia – sia dal punto di vista professionale. Ci sono sette scuole di recitazione importanti a livello nazionale, tre delle quali sono qui. Chi vuole fare teatro viene a Milano. Questo porta a due cose: una, come dicevo, è la saturazione del mercato, c’è molta più concorrenza. In secondo luogo c’è un basso riconoscimento sociale per chi si occupa di teatro. Quando vado a lavorare a Macerata, ma anche a Napoli o a Berlino, sono trattato molto bene, non solo dagli organizzatori, ma proprio dalla gente. Dalle altre parti il ruolo dell’artista è più riconosciuto”.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;– Cioè a Milano se dici che fai il regista ti chiedono “sì, ma qual è il tuo vero lavoro?”&lt;br /&gt;“Sì, esattamente, è questo il punto. A Milano ti dicono così. Anche se a Milano tutti fanno teatro e se non lo fanno hanno pensato di farlo. Ma è proprio questa concentrazione che porta a un disconoscimento dell’arte e del ruolo dell’artista”.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;– E a che cosa serve il teatro secondo Marco Di Stefano?&lt;br /&gt;“Più che a cosa serve il teatro ti dico a cosa penso serva l’arte in generale. È l’educazione sentimentale della gente. Se non c’è arte non c’è educazione sentimentale. Probabilmente nel mondo perfetto l’arte non avrebbe ragione di esistere, perché la gente sarebbe già educata. Secondo me il problema di Milano è che la gente non è più educata, intendo sentimentalmente. Anche sentimentalmente è un termine un po’ ambiguo: quando non faccio sedere la vecchietta sul tram è un problema civile? Sì, ma forse è anche un problema personale. Uno dei due attori di “Servi”, l’ultimo spettacolo cui collaboro come assistente alla regia con Renato Sarti, è Ahmed Ba, un ragazzo di colore. A maggio è stato accoltellato da un naziskin; quando una città intera non si alza indignata per una cosa del genere è, sì, un problema civile, ma significa che non hai un’educazione sentimentale. Il fatto che un essere umano si indigni se un altro essere umano viene accoltellato senza motivo è proprio alla base della civiltà. È sempre culturale il problema. Per cui sì, l’arte serve a educare sentimentalmente la gente”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-5414830099767415115?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/5414830099767415115/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=5414830099767415115' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/5414830099767415115'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/5414830099767415115'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2009/12/eleonora-brianzoli-intervista-marco-di.html' title='Eleonora Brianzoli intervista Marco Di Stefano'/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-2136182690270107963</id><published>2009-09-02T12:51:00.000-07:00</published><updated>2009-09-02T12:55:23.356-07:00</updated><title type='text'>Difendiamo la Paolo Grassi!</title><content type='html'>Come ex allievo aderisco e sostengo la protesta contro il sollevamento di Maurizio Schmidt dall'incarico di direttore della Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allego di seguito l'ultimo comunicato degli studenti della scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari tutt*,&lt;br /&gt;in seguito agli incontri tenutisi in questi giorni a scuola e in linea con le posizioni espresse dal comunicato stampa del 23 luglio sottoscritto da tutti noi e da importanti personalità del teatro, vi comunichiamo gli appuntamenti per le prossime azioni .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sottolineiamo l’importanza della presenza massiccia di tutti quanti, ne va dell’autonomia della nostra scuola, della qualità della nostra formazione e della credibilità della nostra protesta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per dare visibilità ai nostri problemi e per ottenere l’appoggio della pubblica opinione, dei media e di tutti i fruitori del teatro, e per ottenere una partecipazione seria e informata della cittadinanza alla manifestazione del 7 settembre, abbiamo deciso di intraprendere le seguenti azioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4 SETTEMBRE: appuntamento ore 19,30 davanti alla Scala, per la prima serata del festival MITO a Milano.&lt;br /&gt;Si distribuiranno volantini per spiegare la situazione e invitare a partecipare ai presidi del 7 e alle serate che si terranno successivamente a scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6 SETTEMBRE: appuntamento ore 19,30 davanti al Piccolo Teatro, in occasione di due anteprime assolute al Teatro Studio. Stesse finalità informative e di coinvolgimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7 SETTEMBRE: PRESIDIO ARTISTICO&lt;br /&gt;9,30 Concentramento in P.zza XXIV Maggio, presso il circolo Lato B e spostamento autorizzato.&lt;br /&gt;10,00 Presidio artistico davanti alla Fondazione SCM in via Alzaia Naviglio Grande, 20, per consegnare il programma e la ricandidatura di Maurizio Schmidt.&lt;br /&gt;12,00 Presidio artistico davanti a Palazzo Marino, sede del comune di Milano.&lt;br /&gt;13,30 Scioglimento del presidio e rientro a scuola per preparare l’evento della sera stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante tutta la manifestazione e negli spostamenti coinvolgeremo più cittadini possibili, consegnando loro volantini e invitandoli nella nostra scuola, che aprirà le porte a tutta Milano nelle serate a venire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ABBIAMO BISOGNO DELLA PARTECIPAZIONE DI TUTTI E SUBITO!&lt;br /&gt;PORTATE AMICI, PARENTI, CONOSCENTI, FIDANZATI, AMANTI CHE ABBIANO VOGLIA DI SOSTENERCI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PIU’ SIAMO MEGLIO E’!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comitato degli Studenti Difendiamolapaolograssi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-2136182690270107963?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/2136182690270107963/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=2136182690270107963' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/2136182690270107963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/2136182690270107963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2009/09/come-ex-allievo-aderisco-e-sostengo-la.html' title='Difendiamo la Paolo Grassi!'/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-656415821337881679</id><published>2009-07-08T03:07:00.000-07:00</published><updated>2009-07-08T03:08:24.451-07:00</updated><title type='text'>G8</title><content type='html'>&lt;strong&gt;G8; Roma, corteo pacifico caricato dalla Guardia di Finanza&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Roma, 7 lug. (Apcom) – Volevano solo prendere la metropolitana per raggiungere gli altri manifestanti alla Sapienza. Ma sono stati caricati dalla Guardia di finanza che li ha respinti indietro per centinaia di metri, fino a scatenare una “caccia all’uomo” per le vie del quartiere Testaccio. È la ricostruzione avanzata dagli studenti dell’Onda di Roma, che questa mattina avevano organizzato una manifestazione nei pressi dell’Università Roma3. Il corteo, spiega Valerio del centro sociale Acrobax, è partito dalla facoltà di architettura. Da lì si è mosso verso piazzale della Piramide. “Ci siamo fermati solo qualche minuto a Porta San Paolo, la manifestazione era tranquilla e pacifica, come si può vedere anche dalle foto che sono già circolate sui siti internet dei quotidiani. Quando siamo arrivati nel piazzale della Piramide, ci siamo mossi verso l’ingresso della stazione della metropolitana. La Guardia di finanza, però, ci ha preceduto bloccando gli ingressi, dopo di che ci ha caricato. A quel punto ci siamo spostati dall’altra parte della piazza, ma i militari ci hanno caricato di nuovo. Fino a quel momento il corteo era stato assolutamente pacifico. Nessun lancio di oggetti, nessun danneggiamento, solo qualche coro. È stato solo al ritorno, mentre scappavamo di nuovo verso la facoltà di architettura, che qualche cassonetto è stato rovesciato. La Finanza ci ha inseguito con le camionette sin dentro il quartiere di Testaccio, dove ci ha caricato almeno altre tre volte”. “E’ stato lì – aggiunge un altro manifestante – che è scattata la caccia all’uomo. Agenti, sia in borghese che in divisa, ci hanno inseguito fin dentro bar e locali, qualcuno si è rifugiato anche nella casa di qualche residente che ci ha aiutato. Ho visto anche qualcuno preso al volo dai finanzieri che passavano con la camionetta e che si sporgevano dal portellone per bloccarlo mentre correva”. “Dei 35 fermi di questa mattina – spiega Valerio – non sappiamo ora quanti saranno convalidati in arresto. Gli avvocati per adesso ci dicono che tutto può succedere. Può darsi nessuno – conclude – può darsi tutti”. Al momento, risultano 10 gli arresti convalidati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onmousedown="'UntrustedLink.bootstrap($(this)," href="http://forumambientalista.wordpress.com/2009/07/07/g8-roma-corteo-pacifico-caricato-dalla-gdf/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;http://forumambientalista.wordpress.com/2009/07/07/g8-roma-corteo-pacifico-caricato-dalla-gdf/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-656415821337881679?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/656415821337881679/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=656415821337881679' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/656415821337881679'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/656415821337881679'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2009/07/g8.html' title='G8'/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-4236852263860506976</id><published>2009-07-08T02:33:00.000-07:00</published><updated>2009-07-08T02:34:37.187-07:00</updated><title type='text'>Appello Importante</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Al Presidente della Repubblica On. Dr. Giorgio Napolitano&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Signor Presidente,il 23 giugno 2009, nella centrale piazza Bellini a Napoli, una studentessa di 26 anni, Maria Luisa Mazzarella , nella circostanza di trovarsi a difendere un proprio amico omosessuale dalle offese e dalle violenze fisiche per opera di un gruppo di coetanei, è stata lei stessa oggetto di un duro atto di violenza verbale e fisica che le ha procurato lesioni su tutto il corpo e l’ha esposta al rischio di perdere addirittura un occhio.In un contesto sociale in cui si moltiplicano gli atti di violenza dettati dall’odio nei confronti di cittadini con un differente orientamento sessuale e che spesso si consumano nell’indifferenza generale di coloro che vi assistono, il gesto di Maria Luisa assume un innegabile valore non solo simbolico. Ci permettiamo pertanto di chiederLe di valutare la possibilità di concedere a Maria Luisa la medaglia al valor civile per aver messo a rischio la propria stessa vita in difesa di un coetaneo vittima della violenza omofoba.Confidiamo nella Sua sensibilità in modo che Maria Luisa possa vedersi conferita la massima onorificenza della Repubblica.Cordialmente,i cittadini di seguito firmatari.&lt;br /&gt;Per firmare cliccare al link&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.gay.it/unamedagliapermarialuisa/"&gt;http://www.gay.it/unamedagliapermarialuisa/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-4236852263860506976?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/4236852263860506976/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=4236852263860506976' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/4236852263860506976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/4236852263860506976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2009/07/appello-importante.html' title='Appello Importante'/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-4677645704481677932</id><published>2009-05-27T11:05:00.000-07:00</published><updated>2009-05-27T11:13:32.355-07:00</updated><title type='text'>Recensione di Versione 2.0</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Versione 2.0 – 31 tragedie contemporanee&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Marco Di Stefano&lt;br /&gt;Edizioni Tespi, Roma, 2008&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Un bigino di miti in versi? Un catalogo di personaggi sbalzati fuori dalle pagine di una letteratura greca e riproposti in chiave moderna, sotto una luce che li renda più accattivanti, o piuttosto li trasformi in abitanti di un mondo familiare al lettore?&lt;br /&gt;Nessuna di queste definizioni ricostruisce appieno l’operazione poetica al centro di &lt;strong&gt;“Versione 2.0 – 31 tragedie contemporanee”&lt;/strong&gt; (Tespi, 2008), la seconda raccolta in versi di Marco Di Stefano, classe 1981 e un diploma alla scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano. Di Stefano, che oggi insegna drammaturgia e regia nei laboratori del Dams di Torino, è anche &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/Sh2B6NGue1I/AAAAAAAAALw/-Ss9roJXjJo/s1600-h/stratagemmi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5340567570081545042" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 213px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/Sh2B6NGue1I/AAAAAAAAALw/-Ss9roJXjJo/s320/stratagemmi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;assistente di Renato Sarti presso il Teatro della Cooperativa a Milano.&lt;br /&gt;Il suo esordio letterario risale a tre anni fa con un volume di Haiku “&lt;strong&gt;Sessanta lame all’ora - Analisi in forma di Haiku”&lt;/strong&gt; (Il filo, 2006). Focus della riflessione, la modernità e le sue storture, che vanno di pari passo con quelle dell’anima. Perché mentre «Anche quest’alba / la Palestina brucia / in technicolor», «Venticinque anni / colano come cera / dal davanzale». E così il gioco di indagine del fuori si scambia con l’osservazione del dentro, il visto in esteriore si alterna al vissuto interiore. È allora che emergono scenari metropolitani come interrotti, «anelli che non tengono» di montaliana memoria, si aprono su close up in soggettiva disarmante: «Anni passati / davanti a microsoft word / la cute secca».&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Con la stessa forza si intrecciano i tre fili che stanno dietro le composizioni di Versione 2.0: il mito, la contemporaneità e l’interiorità. In disordinato ordine di apparizione, come fosse la confusa scaletta di un programma televisivo da improvvisare in diretta, fanno capolino, pagina dopo pagina, i volti noti della tragedia greca. Siamo al provino per un reality show: Agamennone, Oreste, Ecuba, Elettra e gli altri entrano in sala di registrazione, guardano in camera e vomitano la loro storia, mimandola e riproducendola in un alternarsi di registri, alto e basso, aulico e volgare. Si dimenano, si giustificano, semplicemente agiscono, violentemente urlano la loro verità. Oppure capita che tentino, disarmati, a spiegare perché il mito ha voluto per loro quel destino.&lt;br /&gt;Ma tutto questo è a un passo prima della scrittura. Un astuto montaggio rielabora e ricuce le storie e le ossessioni dei protagonisti. Il risultato sono tanti mini-copioni che il regista-autore mette in scena sulla pagina, con potenza inedita, davanti al lettore-spettatore.&lt;br /&gt;E i personaggi del mito, in questo passaggio, mutano e si svelano nella loro nuova identità-interiorità.&lt;br /&gt;Così Elena la si incontra in metropolitana, e il lettore, con gli occhi di Paride, la guarda come la guardano due giovani con le cuffie dell’Ipod vestiti Dolce&amp;amp;Gabbana. E lei, tanto bella da far interferenza con gli scambi dei binari, timida, legge un libro che tiene sulle ginocchia, senza sapere che quelli «possono scatenare una guerra pur di averti».&lt;br /&gt;Arriva poi in scena Antigone, ragazza di 18 anni con l’orecchino al naso e i jeans a vita bassa. Nella litania, quasi una danza in parole, che le viene dedicata, è tratteggiata una donna-bambina tanto inesperta del mondo quanto ardita da sfidarne le leggi non scritte, divine o umane non importa. Nella prima scena è accoccolata tra i mobili dell’Ikea a leggere No logo di Naomi Klein, poi la si vede infervorata tra le strade di Genova a gridare con i no global.&lt;br /&gt;Decostruiti e riassemblati in questa nuova parte, i personaggi del mito sono ora attori inesperti. Banali e deboli, forse, ma di una debolezza che turba perché la si riconosce come universale e particolare insieme, che appartiene alla dimensione della tragedia come a quella della quotidianità.&lt;br /&gt;E così, nella vicenda di Medea, «La nutrice è un personaggio inutile / se la storia è incisa sul corpo dei due amanti», mentre l’autore sta come Filottete, con la ferita aperta, a guardare i compagni che se ne vanno e lo abbandonano. Come è stata abbandonata Andromaca, che nel suo personale reality show interpreta il ruolo di spettatrice solitaria mentre a recitare, nella vita come su un palco, è il pubblico-massa di maschere mute, in un componimento metateatrale tra i più originali della raccolta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesca Gambarini&lt;/div&gt;&lt;div&gt;(recensione apparsa sul numero 9 di &lt;strong&gt;Stratagemmi - Prospettive Teatrali&lt;/strong&gt;, Pontremoli Editore, Milno, aprile 2009)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-4677645704481677932?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/4677645704481677932/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=4677645704481677932' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/4677645704481677932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/4677645704481677932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2009/05/recensione-di-versione-20.html' title='Recensione di Versione 2.0'/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/Sh2B6NGue1I/AAAAAAAAALw/-Ss9roJXjJo/s72-c/stratagemmi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-6879925298428124320</id><published>2009-05-12T08:12:00.000-07:00</published><updated>2009-05-12T08:17:04.561-07:00</updated><title type='text'>Toys a RIgenerazione - domenica 17 maggio</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Previsioni + RIgenerazione&lt;br /&gt;Nuove esperienze teatrali in scena tra Milano e il Piemonte&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il progetto milanese &lt;strong&gt;Previsioni &lt;/strong&gt;e quello piemontese &lt;strong&gt;Rigenerazione &lt;/strong&gt;uniscono le forze per promuovere e far conoscere le giovani compagnie teatrali che si sono particolarmente distinte nell’ambito delle due selezioni.&lt;br /&gt;Il 17, 20 e 21 maggio le tre compagnie selezionate da Previsioni saranno in scena  a Biella mentre nel mese di luglio le compagnie selezionate da Rigenerazione saranno in scena  a Milano nell’ambito del Festival Arlecchino nelle città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;strong&gt;Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi  e la Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte&lt;/strong&gt; si sono interrogate, in consonanza con la loro vocazione, sulla necessità di dare spazi e possibilità di produzione e visibilità alle giovani compagnie emergenti in modo costante e sistematico.&lt;br /&gt;Previsioni e Rigenerazione sono le risposte che queste due realtà hanno messo in campo.&lt;br /&gt;Valore aggiunto ai due progetti è la collaborazione nata tra le due realtà che permette alle compagnie selezionate di travalicare i confini regionali andando in scena in contesti importanti e differenti da quello di appartenenza.&lt;br /&gt;Il progetto di collaborazione tra le due realtà si declina in due momenti di ospitalità reciproca:&lt;br /&gt;Nel mese di maggio 2009 le compagnie selezionate nell’edizione 2008 di Previsioni saranno in scena a Biella nel corso della rassegna di RIgenerazione.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Domenica 17 maggio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; la compagnia &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Crolloprospettico&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; sarà in scena con &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;TOYS Studio per una Salomè mutilata&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, spettacolo  in cui, accompagnati dal sociologo Zygmunt Bauman, si intraprende un percorso di ri-scoperta dell’amore all’interno della società del consumo.&lt;br /&gt;Mercoledì 20 maggio la compagnia Macelleria Ettore porterà a Biella lo spettacolo La porta Aperta, piccola tragedia familiare. Un’indagine ironica e spietata sul processo di creazione della propria identità. Uno spettacolo per dire che Il bello di una famiglia è di saperla lasciare.&lt;br /&gt;Giovedì 21 maggio è la volta di Malabobora con P.A.C.S. (Pamela. Alberto. Chiara. Stafano.): Qual è il significato della promessa di matrimonio? La famiglia tradizionale non sempre funziona, per chi non ne condivide il modello o se ne trova obbligatoriamente al di fuori, esiste un riconoscimento del diritto alla differenza e soprattutto a non restare soli?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quest’estate saranno invece le compagnie piemontesi ad essere ospitate a Milano presso la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, all’interno del Festival/laboratorio che si terrà da martedì 7 a venerdì 17 luglio.&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Previsioni – giovani proposte per la scena milanese&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;Previsioni è un progetto artistico e formativo. Ha come finalità l’accompagnamento dei giovani diplomati della Scuola Paolo Grassi, dell’Accademia Internazionale della Musica e della Scuola di Cinema Televisione e Nuovi Media verso la professione, offrendo al pubblico e al sistema teatrale, musicale e cinematografico milanese un osservatorio sulle fantasie creative delle ultime generazioni. &lt;br /&gt;L’edizione 2009, il cui bando si è chiuso il 20 aprile, vedrà l’esibizione delle compagnie selezionate in 6 teatri milanesi nel mese di settembre.&lt;br /&gt;Previsioni - giovani proposte per la scena milanese è un progetto ideato dalla &lt;strong&gt;Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi&lt;/strong&gt;, in collaborazione con il &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;&lt;strong&gt;Comune di Milano - Settore Spettacolo e con CRT, Sala Fontana, Teatro Litta, Teatro Out Off, Teatro Ringhiera e Teatro Verdi e con il sostegno della Fondazione Cariplo.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Rigenerazione&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;Dal 14 al 31 maggio si svolge tra Biella, Vigone (To) e Chiaverano (To) l’edizione 2009 di Rigenerazione.&lt;br /&gt;Tre le compagnie piemontesi selezionate:&lt;br /&gt;Tecnologia filosofica presenta Gymnasium, spettacolo di teatro-danza che indaga il pianeta giovanile nelle trasformazioni dell’età adolescenziale; Compagnia Torcigatti porta in scena lo spettacolo Troppa Polvere su Marte, che narra in modo surreale e curioso la vita di Ingvar Kamprad, fondatore di IKEA; Piccola Compagnia della Magnolia propone Hamm-let - Studio sulla Voracità, elaborazione drammaturgica basata su Hamlet di William Shakespeare e HamletMachine di Muller.&lt;br /&gt;A dispetto delle tante preoccupazioni sulla mancanza di mezzi e prospettive, il Circuito Teatrale del Piemonte si impegna con questa iniziativa a continuare a credere nel futuro e nella giovane creatività che di questo futuro è espressione lampante.&lt;br /&gt;RIgenerazione è un progetto ideato dalla Città di Torino, Vice Direzione Generale Gabinetto del Sindaco e Servizi Culturali - Settore Eventi Culturali, dalla Fondazione Teatro Stabile di Torino e dal Sistema Teatro Torino in collaborazione con la Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte  e con AGIS (Associazione generale Italiana dello Spettacolo).&lt;br /&gt;Un ringraziamento doveroso per la realizzazione di quest’appuntamento va inoltre alle seguenti istituzioni locali: l’Associazione Il Mercato dei Sogni/Festival delle Cantinelle e Residenza Multidisciplinare Arte Transitiva Stalker Teatro, il progetto Morenica – Cantiere Canavesano Residenza Multidisciplinare, l’associazione Dunamis, il Comune di Chiaverano e il Comune di Vigone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Arlecchino nelle città&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;Festival - laboratorio giunto quest’anno alla seconda edizione che si terrà dal 7 al 17 luglio presso la  Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-6879925298428124320?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/6879925298428124320/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=6879925298428124320' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/6879925298428124320'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/6879925298428124320'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2009/05/toys-rigenerazione-domenica-17-maggio.html' title='Toys a RIgenerazione - domenica 17 maggio'/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-2290826493763502948</id><published>2009-03-04T00:19:00.001-08:00</published><updated>2009-03-04T00:22:09.164-08:00</updated><title type='text'>8 marzo</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(51, 51, 51);  font-size:13px;"&gt;&lt;div class="post-body entry-content" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.75em; margin-left: 0px; line-height: 1.6em; "&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; line-height: normal; "&gt;&lt;h3 class="post-title entry-title" style="margin-top: 0.25em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 4px; padding-left: 0px; font-size: 140%; font-weight: normal; line-height: 1.4em; color: rgb(204, 102, 0); "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div class="post-header-line-1"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="post-body entry-content" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.75em; margin-left: 0px; line-height: 1.6em; "&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_qOVAkdFDBpc/Sa45DACZb_I/AAAAAAAAAIg/DTqmIK3lvOo/s1600-h/anpi8marzo.JPG" style="color: rgb(153, 153, 153); text-decoration: none; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_qOVAkdFDBpc/Sa45DACZb_I/AAAAAAAAAIg/DTqmIK3lvOo/s400/anpi8marzo.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5309243734428839922" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 393px; height: 400px; padding-top: 4px; padding-right: 4px; padding-bottom: 4px; padding-left: 4px; border-top-width: 1px; border-right-width: 1px; border-bottom-width: 1px; border-left-width: 1px; border-top-style: solid; border-right-style: solid; border-bottom-style: solid; border-left-style: solid; border-top-color: rgb(204, 204, 204); border-right-color: rgb(204, 204, 204); border-bottom-color: rgb(204, 204, 204); border-left-color: rgb(204, 204, 204); " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0); "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0); "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 24px; "&gt;Resistere per esistere&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 24px; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 24px; "&gt;-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;le donne e la Costituzione della Repubblica Italiana&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;ne parliamo con&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Onorina Pesce  - Partigiana, vice presidente dell' A.N.P.I. provinciale&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;e&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Benedetta Liberali  - Università degli Studi di Milano&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Domenica 8 Marzo 2009 - ore 15&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Salone di Via P. Mascagni, 6 - Milano&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;a seguire letture recitate da Sara Urban e Milvis Lopez Homen&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;a cura di Renato Sarti - Teatro della Cooperativa&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;con la collaborazione di Marco Di Stefano e Riccardo Pippa&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;e...un piacevole brindisi!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="clear: both; "&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="post-footer" style="margin-top: 0.75em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.75em; margin-left: 0px; color: rgb(153, 153, 153); text-transform: uppercase; letter-spacing: 0.1em; font: normal normal normal 78%/normal 'Trebuchet MS', Trebuchet, Arial, Verdana, sans-serif; line-height: 1.4em; "&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="clear: both; "&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="post-footer" style="margin-top: 0.75em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.75em; margin-left: 0px; color: rgb(153, 153, 153); text-transform: uppercase; letter-spacing: 0.1em; font: normal normal normal 78%/normal 'Trebuchet MS', Trebuchet, Arial, Verdana, sans-serif; line-height: 1.4em; "&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-2290826493763502948?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/2290826493763502948/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=2290826493763502948' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/2290826493763502948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/2290826493763502948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2009/03/8-marzo.html' title='8 marzo'/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_qOVAkdFDBpc/Sa45DACZb_I/AAAAAAAAAIg/DTqmIK3lvOo/s72-c/anpi8marzo.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-7306261504541086160</id><published>2009-02-11T04:52:00.000-08:00</published><updated>2009-02-11T05:08:01.691-08:00</updated><title type='text'>Previsioni. Intervista a Marisa Villa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Previsioni per un nuovo teatro: quando il testo nasce sulla scena.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Intervista a Marisa Villa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;di Maddalena Giovannelli&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Renato Palazzi, in occasione dei venticinque anni del supplemento&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;domenicale del “Sole 24 ore” (30 nov. 2008), ha osservato&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;come il teatro dell’ultimo quarto di secolo abbia visto emergere,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;in luogo di poche personalità o realtà produttive di spicco, una&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;molteplicità di proposte che in molti casi riescono effettivamente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;a incidere. Non solo: c’è stato, secondo Palazzi, un autentico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;ricambio generazionale, “grazie al quale formazioni giovani o&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;giovanissime accedono senza problemi alle più importanti ribalte&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;nazionali”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Se questo è vero, la Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi ha&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;colto nel segno presentando, all’inizio dell’estate 2008, Previsioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Giovani proposte per la scena milanese con il contributo dell’Assessorato&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;alla cultura del Comune di Milano. Il progetto si definisce&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;“osservatorio sulle fantasie teatrali delle ultime generazioni” ed è&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;stato elaborato con l’obiettivo di creare occasioni per lo sviluppo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;di nuove proposte artistiche e contribuire a una “qualificazione”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;del ricambio generazionale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;La scuola ha emesso un bando per la presentazione di testi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;teatrali completi con scadenza a fine giugno 2008. Pochi i vincoli:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;che nel gruppo fossero presenti ex allievi della scuola, che i&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;progetti avessero alle spalle una società in grado di farsi carico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;delle incombenze amministrative e fiscali, che lo spettacolo non&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;fosse già stato presentato a Milano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Fra le 18 proposte pervenute, ne sono state selezionate sei: ai&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;vincitori, oltre a mille euro di contributo per le spese di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;produzione, la possibilità di venire ospitati da uno tra i principali&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;teatri di innovazione milanesi. Hanno dunque aderito all’iniziativa:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Teatro Sala Fontana, Teatro Litta, Teatro Verdi, Teatro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ringhiera, CRT Teatro dell’Arte, TeatroLaCucina (ex Paolo Pini).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;È stata poi creata una commissione preposta alla selezione dei&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;partecipanti, commissione dove figuravano – senza che la&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;direzione artistica della Paolo Grassi influisse direttamente – un&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;rappresentante del Comune di Milano e uno per ciascun teatro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Vediamo in sintesi i progetti scelti. In Ameleto dei Porselli, testo e&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;regia di Riccardo Festa, il principe di Danimarca si tormenta su&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;questioni di successione riguardo un allevamento di maiali. I&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Fratelli Martirio, regia di Fulvio Vanacore per un testo di Gianluca&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;De Col, racconta di una badante ucraina appassionata di gialli che&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;diventa investigatrice. Sabato Sera (dalla provincia con amore) è un&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;“viaggio al termine della notte” di una serata come tante,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;raccontato dal testo e dalla regia di Paolo Faroni. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Toys – regia e&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;drammaturgia di Marco Di Stefano, coreografie di Francesca&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Romano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; – è uno studio di teatro-danza su schizofrenie e&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;ossessioni della società contemporanea, mentre in P.A.C.S. di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Giulia Donelli, regia di Laura Casati, quattro amici attendono la&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;fine di un interminabile pranzo nuziale, in un progressivo ed&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;estenuante esaurirsi delle frasi di circostanza. La porta aperta.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Piccola tragedia familiare è invece l’esito di una scrittura scenica di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;gruppo a partire da Le muse orfane di Bouchard.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;I ‘fili rossi’ che attraversano questo cartellone di nuove proposte&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;sono molteplici. Primo e più evidente, il ricorrere di drammaturgie&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;originali: solo in due casi, infatti, si fa esplicito riferimento a&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;un testo già noto, che rimane comunque solo un punto di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;partenza da riadattare e capovolgere; negli altri quattro casi la&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;drammaturgia è totalmente inedita. Merita poi una lettura attenta&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;la scheda tecnica degli spettacoli: la distribuzione delle&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;competenze appare fluida e rivela duttilità e capacità di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;interazione. Non di rado lo stesso nome compare a diverso titolo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;o risulta difficile risalire a una sola firma o a un solo ideatore del&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;progetto: i lavori appaiono più che altro come l’esito dell’impegno&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;di un’equipe dove ognuno mette a disposizione la propria&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;esperienza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Qualche esempio. Sabato Sera è tratto da un testo di Paolo Faroni;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;lo stesso Faroni firma, con Massimo Canepa, regia e drammaturgia;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;per la drammaturgia compare un terzo nome, Roberto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Laurieri, che torna, ancora insieme a Faroni, nel cast degli attori.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;L’autrice di P.A.C.S. è Giulia Donelli, ma l’idea di partenza è di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Laura Casati, anche regista, e di Alessandro Mercurio, che&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;compare come attore. In &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Toys&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; si ha la compresenza di una&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;coreografa, Francesca Romano, e di un regista-drammaturgo,&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Marco Di Stefano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;. “Io e Francesca abbiamo cominciato a lavorare&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;insieme sin dalla Paolo Grassi e ora abbiamo una collaborazione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;stabile”, ricorda Marco. “Per Toys siamo partiti da un’idea: ci&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;interessava parlare dell’amore nella società contemporanea, di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;come venga frainteso o mercificato. A quel punto io ho cominciato&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;a creare una drammaturgia che coinvolgesse tre danzatori e&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;un attore: sulla base di quelle indicazioni, Francesca ha messo a&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;punto le coreografie. Ma è chiaro che il mio lavoro di stesura è&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;stato influenzato da lei: mentre scrivevo, le mandavo via via il&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;testo, e lo modificavo sulla base dei suoi suggerimenti. Anche nel&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;lavoro di regia complessiva ho sviluppato spunti di Francesca,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;così come lei nella messa a punto coreografica ha tenuto conto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;dei miei.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il caso forse più significativo di collaborazione, scambio di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;competenze, elasticità dei ruoli è La porta aperta, scrittura scenica a&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;dieci mani. “Siamo partiti dal testo di Bouchard”, racconta&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Carmen Giordano, che ha curato montaggio e regia: “Però&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;abbiamo immaginato i personaggi vent’anni prima del momento&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;narrato dall’originale. Sulla base di questo abbiamo lavorato a&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;lungo sulle improvvisazioni: io davo, per così dire, dei compiti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;scena per scena, chiedevo agli attori di improvvisare di volta in&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;volta su un particolare aspetto del testo che ci aveva colpito e poi,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;solo in un secondo momento, ho lavorato sul montaggio. Alla&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;prima sono andati in scena quegli stessi che avevano lavorato alla&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;scrittura: poi però, in vista di Previsioni, abbiamo fatto un passo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;indietro e deciso di lasciare spazio ad attori che lavorassero&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;‘vergini’ sul testo. Inevitabilmente la scrittura è stata influenzata&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;dai nuovi ingressi: così siamo arrivati al testo definitivo”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Previsioni è stato promosso dal “Settore progetti speciali” della&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Scuola: sotto la supervisione di Mimma Gallina, Marisa Villa – a&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;sua volta ex allieva del Corso di organizzazione – si è occupata&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;dell’iniziativa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Un bando per giovani proposte… Come è nata l’idea?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;“Abbiamo sviluppato un’intuizione di Antonio Calbi. Lo scopo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;era quello di offrire ai nostri ex allievi un canale privilegiato per&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;accedere ai luoghi teatrali milanesi d’eccellenza. E anche in&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;qualche modo stimolare la produzione: non è raro che i nostri&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;ragazzi, dopo essere usciti dalla scuola, per mancanza di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;occasioni, lascino in cantiere progetti iniziati o collaborazioni;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;invece è importante che si mettano subito alla prova, che&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;sfruttino i contatti e le conoscenze appena acquisite. Ma anche&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;che provino l’altra faccia della medaglia: la responsabilità di un&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;progetto tutto loro. Per questo abbiamo chiesto che si&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;costituissero legalmente società o associazioni e che i progetti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Previsioni per un nuovo teatro. Intervista a Marisa Villa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;fosse depositati; così è successo che alcune compagnie, magari già&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;esistenti, si sono ufficializzate proprio per questa occasione. E&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;speriamo che sia di buon auspicio.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Dunque nel bando non è stato posto alcun vincolo sul testo. Eppure tutti i sei&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;progetti selezionati presentano drammaturgie originali. Un caso?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;“Come hai detto, noi non avevamo posto alcun tipo di vincolo, è&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;stata la commissione a decidere in questo senso. Non credo ci&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;fossero preconcetti da questo punto di vista: il dato di fatto è&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;stato che i progetti più interessanti erano quelli originali.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Qualcosa questo vorrà dire.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;“Senz’altro abbiamo riscontrato tendenze comuni. Hanno&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;prevalso le drammaturgie originali, con lavori che privilegiavano il&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;testo: poca scenografia, poca tecnologia, pochi effetti. Questa, in&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;un certo senso, è una controtendenza rispetto ad alcuni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;esperimenti di anni fa. Poi forse i ragazzi hanno intuito che&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;questo bando rappresentava una possibilità di portare in scena&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;qualcosa che normalmente un teatro non avrebbe accettato a&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;scatola chiusa: hanno tirato fuori i loro progetti più complessi, in&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;un certo senso meno ‘commercializzabili’.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;C’è stato qualche criterio particolare per le selezione?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;“Il primo gradino è stato, per così dire, di tipo più tecnico: si è&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;controllata la stretta aderenza ai termini del bando. Poi la scelta è&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;avvenuta su criteri unicamente artistici e, in questo senso, non&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;abbiamo chiesto alla commissione di fornire troppe spiegazioni.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;La cosa interessante è che ogni teatro ha scelto il ‘proprio’&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;spettacolo: quello, cioè, che avrebbe poi ospitato.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;A una rapida lettura del programma, salta all’occhio una strana&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;distribuzione dei ruoli professionali tradizionali. Idee che portano più di una&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;firma, progetti che coinvolgono a vario titolo fino a undici persone,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;drammaturgie collettive, nomi che tornano con titoli differenti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;“Credo che questo sia esito della formazione della nostra Scuola.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Durante l’anno tutti gli allievi sono abituati a convivere con i&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;colleghi degli altri corsi: registi con drammaturghi e organizzatori,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;coreografi con attori e danzatori. Sono abituati a rivolgersi gli uni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;agli altri e a lavorare sul campo, insieme.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;E questo come influenza la produzione drammaturgica?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;“I nostri drammaturghi non scrivono sul tavolino, in solitudine.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Sono abituati a lavorare sulla scena, a raccogliere materiale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;guardando gli attori, a farsi modificare da loro. In particolare –&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;quasi solo qui – i coreografi lavorano a stretto contatto con i&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;drammaturghi: fortunati esperimenti di teatro danza sono nati&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;proprio dalla possibilità di queste collaborazioni.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Bilanci dell’iniziativa?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;“Ottimi; oltre le nostre stesse aspettative. Il Comune di Milano è&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;stato molto presente e ci ha dato davvero un grosso sostegno. Poi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;si sono creati rapporti molto buoni tra i teatri ospitanti e i&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;ragazzi… Chissà, magari vedremo qualcuno di loro nei prossimi&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;cartelloni. Anche il pubblico non è mancato – anche se, devo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;dire, un pubblico più che altro di addetti ai lavori: registi,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;organizzatori, giornalisti, che venivano a sbirciare in cerca di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;qualche talento promettente.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Insomma, un’esperienza da ripetere?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;“Certo. Magari ampliando la collaborazione tra i teatri.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;(tratto dal numero 8 di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;"Stratagemmi - Prospettive teatrali"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;, ottobre-dicembre 2008, Pontremoli Editore, Milano. Pubblicato per gentile concessione della redazione.)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-7306261504541086160?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/7306261504541086160/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=7306261504541086160' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/7306261504541086160'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/7306261504541086160'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2009/02/previsioni-intervista-marisa-villa.html' title='Previsioni. Intervista a Marisa Villa'/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-8828435128397249511</id><published>2009-02-11T04:42:00.000-08:00</published><updated>2009-02-11T04:50:54.254-08:00</updated><title type='text'>Sotto tregua - 16 febbraio 2008</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 190px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SZLIs73ml4I/AAAAAAAAALc/9cnq_jDJTvw/s400/Locandina+16+feb+09+L.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5301520385679202178" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:Arial;font-size:13px;"&gt;&lt;p class="EC_EC_EC_MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;“Saresti disposto a dare la tua voce a uno dei tanti bellissimi testi che ci arrivano da Palestina-Israele, e che aiutano a illuminare il presente, a non dimenticare il passato e ad aprire spiragli su un futuro non ripetitivo e meno feroce?”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="EC_EC_EC_MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;È con queste parole che, verso la metà di gennaio di quest’anno, abbiamo chiesto ad alcuni dei nostri migliori uomini e donne di teatro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di dare vita a un oratorio o corale a più voci sui fatti di Gaza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="EC_EC_EC_MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;L’occupazione ‘invisibile’ che da tre anni ha trasformato la Striscia di Gaza nella più grande prigione a cielo aperto del mondo è inaccettabile. E il massacro di civili palestinesi attuato dal 27 dicembre 2008 e sottratto alla vista di testimoni è troppo doloroso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="EC_EC_EC_MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Se abbiamo pensato a testi e voci che sappiano uscire dal silenzio e dall’ancor più disturbante chiacchiericcio mediatico, non è per esprimere il nostro lutto o denunciare soltanto, ma per creare insieme un luogo di pensiero e di ascolto, dove la parola riprenda a farsi sentire limpidamente e possa essere raccolta e trasportata altrove, fuori dal buio opaco del tornaconto politico e delle sue inerti frasi fatte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="EC_EC_EC_MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="EC_EC_EC_MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="EC_EC_EC_MsoNormal" align="right" style="text-align: right; "&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Maria Nadotti, Paola Redaelli, Caterina Serra&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="EC_EC_EC_MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-8828435128397249511?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/8828435128397249511/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=8828435128397249511' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/8828435128397249511'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/8828435128397249511'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2009/02/sotto-tregua-16-febbraio-2008.html' title='Sotto tregua - 16 febbraio 2008'/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SZLIs73ml4I/AAAAAAAAALc/9cnq_jDJTvw/s72-c/Locandina+16+feb+09+L.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-7374967113819577969</id><published>2009-02-11T01:05:00.000-08:00</published><updated>2009-02-11T01:29:51.838-08:00</updated><title type='text'>Su Eluana Englaro. Poi basta.</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"   style="  white-space: pre; font-family:'Lucida Grande';font-size:12px;"&gt;http://www.carmillaonline.com/archives/2009/02/002934.html&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';font-size:12px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre; font-family:'Lucida Grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Allego un link dove trovate un bell'articolo di Giuseppe Genna su Eluana Englaro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre; font-family:'Lucida Grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;E sulla buffonata governativa alla quale abbiamo assistito in questi giorni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre; font-family:'Lucida Grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Come al solito sono stati più importanti i giochi di potere che il rispetto e il dolore di una famiglia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre; font-family:'Lucida Grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Eluana se ne è andata, finalmente è libera e non bloccata in una prigione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre; font-family:'Lucida Grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Una prigione che nessuno riuscirà a convincermi a chiamare "vita".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;Un pensiero particolare va a Silvio Berlusconi, che per l'ennesima volta ha dimostrato di&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;non tenere ad alcune delle componenti essenziali dell'uomo:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;- la coscienza (di chi non voleva continuare ad assistere alla tortura ingiustificata di un essere umano)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;- la libertà (di Eluana e della sua famiglia di scegliere)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;- il libero arbitrio (di Napolitano, che ha rispedito al mittente un decreto legge vergognoso)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;Ma che soprattutto ha dimostrato di disprezzare la vita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;Perché chi si permette di dire che Eluana poteva "potenzialmente" procreare può essere solo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;una persona priva di qualsiasi sentimento umano&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;e senza alcuno rispetto per la donna e per ciò che rappresenta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre; font-family:'Lucida Grande';"&gt;Una persona che si permette di usare una storia di dolore per i propri scopi politici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;Vergogna. Ma non solo a Silvio Berlusconi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;Vergogna a tutti i politici che hanno marciato su una persona indifesa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;Vergogna a chi ha accusato Beppino Englaro di essere un assassino&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;Vergogna a chi ha anteposto l'ideologia (o la fede, che dir si voglia) alla pietà umana.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;Alla fine di questa "brutta" storia rimane solo un profondo senso di disgusto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;Ma anche il sollievo per la fine della tortura di Eluana.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre;font-family:'Lucida Grande';"&gt;Marco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-7374967113819577969?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/7374967113819577969/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=7374967113819577969' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/7374967113819577969'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/7374967113819577969'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2009/02/httpwww.html' title='Su Eluana Englaro. Poi basta.'/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-6789795193982499059</id><published>2009-01-28T23:16:00.000-08:00</published><updated>2009-01-28T23:17:52.029-08:00</updated><title type='text'>Appello per il Conchetta!</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); font-size: 13px; line-height: 20px; "&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Tahoma; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;Pubblico di seguito l'appello ufficiale per riaprire Cox 18.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0); font-family: Tahoma; font-size: 24px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Lo sgombero del Conchetta è l’ultimo segnale dell’insensibilità sociale e culturale di chi governa Milano. È l’ultimo atto dell’ottusa catena di scelte che stanno rendendo irriconoscibile il volto della nostra città.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; "&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;        &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;A colpi di sgomberi e atti di forza, si stanno distruggendo tutti i luoghi della cultura, della memoria e della socialità, senza proporre qualcosa di nuovo, ma lasciando sul terreno soltanto macerie.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Si sta procedendo sulla strada dell’omologazione, con il chiaro obiettivo di costruire una città in cui siano assenti le diversità,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;il dialogo e le culture. Una città in cui gli unici divieti assenti sono contro i poteri forti e la loro onnivora spinta a divorare fino all’ultimo centimetro di territorio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Tahoma; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Mettere a tacere le voci critiche eliminando i luoghi della socializzazione e della cultura alternativa, non è che un tassello di questo progetto di società disgregata, formata da tanti individui senza relazioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; "&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;        &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;A rischio non sono solo gli spazi sociali autogestiti. Ogni angolo della città è infatti sottoposto al medesimo processo di omologazione e di mercificazione della vita, dei diritti e dei bisogni. In primo luogo le periferie, nell’agenda degli amministratori esclusivamente per nuove speculazioni o per rinnovate politiche securitarie. Lo stesso centro storico da tribuna delle idee e di incontro è stato progressivamente trasformato in luogo destinato solo al consumo opulento, a vetrina infiocchettata della moda, impermeabile alla vita reale della metropoli.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Tahoma; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;È questa la Milano che vogliamo? Vogliamo aspettare che anche l’ultimo filo d’erba ci venga strappato da sotto i piedi o pensiamo di dover reagire? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Un editorialista del Manifesto chiedeva “Milano da che parte sta?”. Noi rispondiamo che la grande mobilitazione antirazzista per Abba e lo straordinario corteo di sabato, hanno mostrato che in questa città esistono energie, forze vive, spiriti liberi che ancora non si rassegnano al velo oscurantista che punta a cancellare cultura e umanità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Tahoma; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;La sinistra non può attendere oltre, divisa tra generosità impotente o timidezze. La sinistra, in tutte le sue articolazioni può e deve impegnarsi in una grande battaglia per la libertà e la democrazia. Deve incontrarsi subito per avviare una grande iniziativa unitaria e una battaglia culturale e di civiltà.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Noi siamo pronti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-6789795193982499059?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/6789795193982499059/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=6789795193982499059' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/6789795193982499059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/6789795193982499059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2009/01/appello-per-il-conchetta.html' title='Appello per il Conchetta!'/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-317321000416829920</id><published>2009-01-21T02:18:00.000-08:00</published><updated>2009-01-26T04:05:03.189-08:00</updated><title type='text'>Ale e Franz</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:Verdana;font-size:11px;"&gt;&lt;p   style="color: rgb(0, 0, 0);   padding-top: 2px; padding-right: 2px; padding-bottom: 2px; padding-left: 2px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:11px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" font-style: italic; font-weight: bold;font-size:13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" font-style: normal; font-weight: normal; font-size:11px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p   style="  padding-top: 2px; padding-right: 2px; padding-bottom: 2px; padding-left: 2px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:11px;"&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-size:85%;"&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-size:85%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;g&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;iovedì 22 gennaio 2009&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; - ore 21&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;ALE &amp;amp; FRANZ&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;con la prtecipazione di Rossana Mola&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;in&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;FOLLE AMORE&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;raccolta di poesie e liberi pensieri degli ospiti dell’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p   style="  padding-top: 2px; padding-right: 2px; padding-bottom: 2px; padding-left: 2px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:11px;"&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;organizzata da &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Associazione ARCA Onlus e MAPP&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; – museo d’arte Paolo Pini&lt;br /&gt;a cura di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Renato Sarti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Marco Di Stefano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;img src="http://www.teatrodellacooperativa.it/gest/data/upimages/Image/AleFranz.gif" alt="Ale&amp;amp;Franz" hspace="5" vspace="5" width="135" height="125" align="right" style="border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; margin-top: 5px; margin-right: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 5px; " /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;”...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;dare voce a mille e mille fogliettini sparsi qua e là come coriandoli, come foglie cadute. Raccoglierli è stato per noi un gesto emozionante, carico di attenzione e rispetto, un’occasione per fermarci… per interrompere il nostro frenetico modo di vivere e lavorare, per contemplare il sacro che appartiene alla natura umana… ascoltare la voce di chi ha saputo esprimersi nella solitudine… di chi non ha mai taciuto, ma semplicemente per lungo tempo faticato a trovare qualcuno disposto ad ascoltare, ad incontrarsi…”&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p   style="  padding-top: 2px; padding-right: 2px; padding-bottom: 2px; padding-left: 2px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:11px;"&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;POSTI LIMITATI&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;Info e prenotazioni:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;tel. 02-64749997&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; (ore 15-19)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;a href="mailto:promozione@teatrodellacooperativa.it"   style="text-decoration: none; font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:11px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;promozione@teatrodellacooperativa.it&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p   style="  padding-top: 2px; padding-right: 2px; padding-bottom: 2px; padding-left: 2px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:11px;"&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;PREZZO: € 25,00 - Serata fuori abbonamento (parte del ricavato andrà a finanziare il progetto di pubblicazione del libro 'Folle Amore')&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p   style="  padding-top: 2px; padding-right: 2px; padding-bottom: 2px; padding-left: 2px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:11px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p   style="  padding-top: 2px; padding-right: 2px; padding-bottom: 2px; padding-left: 2px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:11px;"&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;EVENTO CORRELATO: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;Nel foyer del teatro sarà allestita la&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;mostra &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Psicol'albile&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; con opere realizzate nelle Botteghe d'Arte del MAPP - Museo d'Arte Paolo Pini&lt;br /&gt;Ingresso libero&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-317321000416829920?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/317321000416829920/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=317321000416829920' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/317321000416829920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/317321000416829920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2009/01/ale-e-franz.html' title='Ale e Franz'/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-7796598871608747056</id><published>2009-01-19T04:11:00.000-08:00</published><updated>2009-01-19T04:14:38.811-08:00</updated><title type='text'>Pace in Palestina</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SXRunXZ0syI/AAAAAAAAALM/jg3k-pqShSQ/s1600-h/palestina.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5292977084643455778" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 269px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SXRunXZ0syI/AAAAAAAAALM/jg3k-pqShSQ/s400/palestina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Di Moni Ovadia e Ali Rashid&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Le immagini che giungono da Gaza ci parlano di una tragedia di dimensioni immani e le parole non bastano per esprimere la nostra indignazione. Col passare dei giorni cresce la barbarie che insieme alla vita, alle abitazioni, agli affetti, ai luoghi della cultura e della memoria, distrugge in tutti noi l'umanità e con essa il sogno e la speranza. E deforma in noi il buon senso, mortifica la cultura del diritto, forgiata dalle tragedie del secolo passato per prevenirne la ripetizione. Così diventano carta straccia le convenzioni internazionali e le norme basilari del diritto internazionale nonché le sue istituzioni, paralizzate dai veti e svuotate di autorevolezza oltre che di strumenti per l'agire. Così crescono l'odio e il rancore, si radicalizzano le posizioni e le distanze diventano incomunicabilità. Le stesse responsabilità si confondono, tanto che la vita in una prigione a cielo aperto diviene la normalità, l'invasione di uno degli eserciti più potenti del mondo è alla stessa stregua di un atto pur esecrabile di terrorismo. Ma così non si aiuta la pace, che è fatta in primo luogo di ascolto, dialogo e compromesso. Certo, anche di diritto, ma abbiamo visto che per questa sola via sessant'anni non sono bastati e dopo ogni crisi ci si è ritrovati con un po' di rancore in più e di certezza del diritto in meno. Noi sappiamo che l'occupazione genera resistenza, la guerra rafforza il terrorismo, la violenza cambia le persone e i fondamentalismi si alimentano reciprocamente. Ma abbiamo anche imparato in tutti questi anni che gli obiettivi di pace, sicurezza e prosperità non passano attraverso l'uso della forza delle armi, ma attraverso l'adozione di scelte accettabili per entrambe le parti in causa e l'avvio di un processo di riconoscimento reciproco, del dolore dell'altro in primo luogo, che è il primo passo verso la riconciliazione. Al contrario, ogni volta che ci si è avvicinati ad un compromesso accettabile, il ricorso scellerato alla violenza, all'assassinio premeditato, all'annichilimento dell'altro, è servito a demolire ciò che si era pazientemente costruito, quel po' di fiducia reciproca in primo luogo. Il tutto viene poi complicato dal peso della storia che in questo passaggio fra l'Europa e la Palestina agisce come un macigno non elaborato, generando falsa coscienza, ipocrisia, irresponsabilità. L'esito è stato l'incancrenirsi di una questione, quella palestinese, che ha avuto ed ha effetti destabilizzanti in tutta la regione ed anche oltre, diventando - come ebbe a definirla Nelson Mandela - "la questione morale del nostro tempo". Di questo vulnus si sono nutriti in questi anni il terrorismo e il fondamentalismo, regimi autoritari e cultori dello scontro di civiltà. A pagare sono state le popolazioni della regione, sono i bambini e i ragazzi cresciuti in un contesto di odio, di violenza e di paura, ma anche la democrazia e la cultura laica che pure traevano vigore dalle tradizioni ebraiche e arabo-palestinesi. Così anche da questa guerra, assassina e stupida come ogni guerra, a trarne vantaggio saranno solo i fondamentalismi e chi pensa che la soluzione possa venire dall'annichilimento dell'avversario. Come hanno scritto nei giorni scorsi Vaclav Havel, Desmond Tutu ed altri uomini di cultura «...quello che è in gioco a Gaza è l' etica fondamentale del genere umano. Le sofferenze, l' arbitrio con cui si distruggono vite umane, la disperazione, la privazione della dignità umana in questa regione durano ormai da troppo tempo. I palestinesi di Gaza, e tutti coloro che in questa regione vivono nel degrado e privi di ogni speranza non possono aspettare l' entrata in azione di nuove amministrazioni o istituzioni internazionali. Se vogliamo evitare che la Fertile Crescent, la "Mezzaluna fertile" del Mediterraneo del Sud divenga sterile, dobbiamo svegliarci e trovare il coraggio morale e la visione politica per un salto qualitativo in Palestina».&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per questo facciamo appello alle persone che amano la pace e che vedono nella tragedia di queste ore la loro stessa tragedia, di fare tutto ciò che è nelle loro possibilità affinché vi sia l'immediato cessate il fuoco e non la beffa delle tre ore; la fine dell'assedio sulla Striscia di Gaza e il rispetto delle istituzioni palestinesi democraticamente elette; l'intervento di una forza di pace internazionale sotto l'egida delle Nazioni Unite in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza lungo i confini del '67; l'avvio di un negoziato per arrivare ad una soluzione politica basata sul rispetto dei diritti dei popoli, delle minoranze e della persona, nell'ambito di un processo che possa garantire nell'immediato confini sicuri per lo Stato di Israele e per lo Stato di Palestina; la creazione di un comitato per la pace in Palestina, che liberi la sua causa dalle strumentalizzazioni per fini propri che hanno caratterizzato la condotta di alcuni gruppi negli ultimi anni; l'adesione delle persone e delle associazioni che hanno a cuore la pace in Medio Oriente per impedire che il conflitto si trasformi in guerre di religione e tra civiltà, con la promozione di iniziative su tutto il territorio italiano e la convocazione di una manifestazione nazionale al più presto. Non di meno, in un contesto dove l'interdipendenza è il tratto del nostro tempo e come persone che hanno comuni radici mediterranee, non smettiamo di pensarci come cittadini di una comune regione post-nazionale euromediterranea, parte di una cultura che - attraverso la storia di conflitti tra città e campagna, o nella concorrenza tra fede e sapere, o nella lotta tra i detentori del dominio politico e le classi antagoniste - si è lacerata più di tutte le altre culture e non ha potuto fare a meno di apprendere nel dolore come le differenze possano comunicare. In questo spirito ci impegniamo a ricostruire quel che la guerra sta abbattendo, i ponti fra le persone, le culture, i luoghi della pace in e fra entrambe le società, per creare nuovi terreni di relazione e collaborazione fra l'Italia e la Palestina, intensificando altresì gli atti di solidarietà verso tutte le vittime, in modo particolare la popolazione della Striscia di Gaza.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per aderire scrivere a &lt;a href="mailto:paceinpalestina@gmail.com"&gt;paceinpalestina@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a style="FONT-FAMILY: arial, sans-serif; TEXT-DECORATION: none" href="http://www.peacereporter.it/" target="_BLANK"&gt;http://www.peacereporter.it/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-7796598871608747056?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/7796598871608747056/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=7796598871608747056' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/7796598871608747056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/7796598871608747056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2009/01/pace-in-palestina.html' title='Pace in Palestina'/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SXRunXZ0syI/AAAAAAAAALM/jg3k-pqShSQ/s72-c/palestina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-1927496263364614024</id><published>2008-12-26T11:28:00.000-08:00</published><updated>2008-12-26T12:42:51.689-08:00</updated><title type='text'>Arte, verità e politica</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"   style="color: rgb(51, 51, 51);   font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;&lt;div class="deleteBody"&gt;&lt;h2 class="postTitle" style="color: rgb(102, 102, 102); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(51, 51, 51);  font-weight: normal; font-size:13px;"&gt;&lt;div class="deleteBody"&gt;&lt;h2 class="postTitle" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal; "&gt;&lt;div class="deleteBody"&gt;&lt;h2 class="postTitle" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Arte, verità e politica&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;p class="postBody" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Arte, verità e politica&lt;br /&gt;DISCORSO PER IL NOBEL DI LETTERATURA&lt;br /&gt;Harold Pinter - Stoccolma - 7 Dicembre 2005&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="postBody" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;Nel 1958 scrissi ciò che segue:'Non vi è una rigida distinzione tra ciò che è reale e ciò che è irreale, tra ciò che è vero e ciò che è falso. Una cosa non è necessariamente vera o falsa; essa può essere vera e falsa insieme'.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="postBody" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Credo che ancora oggi queste asserzioni abbiano senso e si applichino all'esplorazione della realtà attraverso l'arte. Perciò come scrittore rimango loro fedele, ma come cittadino non posso farlo. Come cittadino devo chiedere: che cosa è vero? Che cosa è falso?La verità drammaturgica è sempre elusiva. Anche se non si trova mai completamente, la sua ricerca è compulsiva. La sua ricerca è chiaramente ciò che guida gli sforzi. La sua ricerca è il compito che si ha. Più spesso che non si pensi si inciampa al buio nella verità, urtandole contro o soltanto intravedendo un'immagine o una figura che sembra corrispondere alla verità, spesso senza comprendere di averlo fatto. Ma la verità effettiva è che non c'è mai una sola verità da trovare nell'arte drammatica. Ce ne sono molte. Reciprocamente queste verità si sfidano, si ritraggono, si riflettono, si ignorano, si fanno dispetti, sono cieche. A volte si sente di avere tra le mani la verità del momento, poi essa scivola dalle dita ed è perduta.Spesso mi è stato chiesto come nascono le mie opere teatrali. Non lo so spiegare. Non so neppure riassumere le mie opere, salvo che per dire che cosa è accaduto. Che cosa è stato detto. Che cosa è stato fatto.La maggior parte delle opere sono generate da una battuta, una parola o un'immagine. Spesso la parola data è seguita poco dopo dall'immagine. Farò l'esempio di due battute che mi vennero alla mente inattese, seguite da un'immagine, seguita da me.I drammi sono 'Il ritorno a casa' e 'Vecchi tempi'. La prima battuta del Ritorno a casa è 'Cosa ne hai fatto delle forbici?' La prima battuta di Vecchi tempi è 'Scura'.In entrambi i casi non avevo ulteriori informazioni.Nel primo caso qualcuno ovviamente stava cercando un paio di forbici e ne chiedeva conto a qualcuno lì vicino che sospettava di averle rubate. Ma in qualche modo io sapevo che alla persona a cui si rivolgeva non importava nulla delle forbici né, a tale riguardo, di chi la interrogava.'Scura' lo intesi come descrizione dei capelli di qualcuno, i capelli di una donna, ed era la risposta a una domanda. In entrambi i casi mi trovai costretto a seguire l'argomento. Ciò si verificò visivamente, una dissolvenza molto lenta, attraverso l'ombra nella luce.Comincio sempre un testo teatrale chiamando i caratteri A, B e C.Nel testo che diventò 'Il ritorno a casa' io vidi un uomo entrare in una stanza spoglia e fare una domanda a un uomo più giovane seduto su un brutto divano a leggere un giornale di corse. In qualche modo sospettavo che A fosse il padre e B fosse il figlio, ma non ne avevo nessuna prova. Ciò fu peraltro confermato poco tempo dopo, quando B (che in seguito sarebbe diventato Lenny) dice ad A (che sarebbe diventato Max) 'Papà, ti dispiace se cambio argomento? Voglio chiederti una cosa. Il pranzo di prima, che nome aveva? Come lo chiami? Perché non compri un cane? Tu sei un cuoco per cani. Sul serio. Tu pensi di cucinare per un sacco di cani.' Così il fatto che B chiamasse A 'Papà' mi rese verosimile che essi fossero padre e figlio. A inoltre era chiaramente il cuoco e la sua cucina non sembrava tenuta in grande considerazione. Tutto ciò significava che non c'era una madre? Non lo sapevo. Ma, come mi dissi all'epoca, i nostri inizi non conoscono mai le nostre fini.'Scura.' Una grande finestra. Il cielo di sera. Un uomo, A (che sarebbe diventato Deeley), e una donna, B (che sarebbe diventata Kate), seduti con in mano un drink. 'Grassa o magra?' chiede l'uomo. Di chi stanno parlando? Ma allora io vedo, in piedi alla finestra, una donna, C (che sarebbe diventata Anna), in un'altra posizione di luce, le spalle voltate, i capelli scuri.È uno strano momento, il momento della creazione di personaggi che fino a quel momento non avevano alcuna esistenza. Ciò che segue è irregolare, incerto, perfino allucinatorio, sebbene a volte possa essere una valanga inarrestabile. La posizione dell'autore è singolare. In un certo senso non è gradito ai personaggi. I personaggi gli fanno resistenza, non è facile vivere con loro, sono impossibili da definire. A loro di certo non ci si può imporre. In una certa misura si gioca con loro un gioco che non ha fine, gatto e topo, mosca cieca, nascondino. Ma alla fine ci si trova tra le mani persone di carne e sangue, persone con una propria volontà e sensibilità individuale, assemblate con dei componenti che non si possono cambiare, manipolare o distorcere.Così il linguaggio dell'arte rimane un'impresa grandemente ambigua, sabbie mobili, un trampolino, una polla ghiacciata che potrebbe trascinare te, l'autore, in ogni momento.Ma, come ho detto, la ricerca della verità non può fermarsi mai. Non può essere rinviata, non può essere posposta. Occorre affrontarla, proprio in tempo reale.Il teatro politico presenta una gamma del tutto differente di problemi. La predicazione deve essere evitata a ogni costo. L'oggettività è essenziale. I personaggi devono poter respirare l'aria loro propria. L'autore non può porre loro dei limiti per costringerli a soddisfare i propri gusti o inclinazioni o pregiudizi.Egli deve essere preparato ad un approccio da una varietà di angolature, da un insieme di prospettive che sia pieno e privo di inibizioni; all'occasione a prenderli di sorpresa, magari, ma nondimeno a dar loro la libertà di seguire la strada che vogliono. Questo non sempre funziona. E la satira politica, naturalmente, non osserva nessuno di questi precetti, e infatti fa precisamente l'opposto, il che è la sua funzione specifica.Nel mio testo 'Il compleanno' credo di aver consentito a un intero spettro di opzioni di operare in una densa foresta di possibilità prima della focalizzazione finale su di un atto di asservimento.'Il linguaggio della montagna' non aspira a una simile gamma di operazioni. Rimane brutale, breve e sgradevole. Ma nell'opera i soldati trovano il modo di divertirsi. A volte si dimentica che i torturatori si annoiano facilmente. Essi hanno bisogno di farsi una risata per tenere in alto lo spirito. Questo naturalmente è stato confermato dai fatti di Abu Ghraib a Baghdad. Il linguaggio della montagna dura solo 20 minuti, ma potrebbe andare avanti per ore e ore, sempre avanti, lo stesso schema ripetuto sempre di nuovo, ancora e ancora, ora dopo ora.'Ceneri alle ceneri', d'altro canto, mi appare svolgersi sott'acqua. Una donna che annega, la mano allungata sopra le onde, scivola giù invisibile, alla ricerca di altri, ma senza trovare nessuno né sopra né sott'acqua, trovando solo ombre, riflessi, galleggiando. La donna, una figura persa in un panorama che sommerge, una donna incapace di sfuggire al destino che sembrava essere solo di altri.Ma così come essi morirono, anche lei deve morire.Il linguaggio politico, quello adoperato dai politici, non si avventura in nessuno di questi territori in quanto la maggior parte dei politici, per ciò che ci viene dimostrato, è interessata non alla verità ma al potere e alla conservazione di quel potere. Per conservare quel potere è essenziale che la gente rimanga nell'ignoranza, che viva nell'ignoranza della verità, perfino la verità della sua propria vita. Ciò che ci circonda è dunque un immenso arazzo di menzogne, delle quali ci nutriamo.Come ognuno di noi sa, la giustificazione dell'invasione dell'Iraq fu che Saddam Hussein possedeva un arsenale altamente pericoloso di armi di distruzione di massa, alcune delle quali potevano essere azionate in 45 minuti, causando spaventose devastazioni. Ci venne assicurato che era vero. Non era vero. Ci venne detto che l'Iraq aveva legami con Al Qaeda ed era corresponsabile delle atrocità dell'11 settembre 2001 a New York. Ci venne assicurato che era vero. Non era vero. Ci venne detto che l'Iraq minacciava la sicurezza del mondo. Ci venne assicurato che era vero. Non era vero.La verità è qualcosa di totalmente differente.La verità ha a che fare con il modo in cui gli Stati Uniti intendono il loro ruolo nel mondo e scelgono di sostenerlo.Ma prima di tornare al presente io vorrei dare uno sguardo al recente passato, intendo dire la politica estera degli Stati Uniti dalla fine della Seconda guerra mondiale.Credo che sia doveroso per noi il sottoporre questo periodo a una sia pur limitata analisi, quella che ci è consentita dal tempo a disposizione.Tutti sappiamo che cosa avveniva in Unione Sovietica e in tutta l'Europa dell'Est nel dopoguerra: la brutalità sistematica, le diffuse atrocità, la spietata soppressione del pensiero indipendente. Tutto questo è pienamente documentato e verificato.Ma qui io sostengo che i crimini degli USA dello stesso periodo sono stati registrati solo superficialmente; tanto meno sono stati documentati, tanto meno ammessi, tanto meno riconosciuti come crimini. Credo che su questo si debba riflettere e che la verità abbia un significativo rapporto con lo stato in cui il mondo ora si trova. Benché necessitate in una certa misura dall'esistenza dell'Unione Sovietica, le azioni degli Stati Uniti in ogni parte del mondo dimostrano che essi ritenevano di avere carta bianca per fare ciò che volevano.In effetti l'invasione diretta di uno stato sovrano non è mai stata il metodo preferito dall'America. Nel complesso, essi hanno preferito ciò che hanno descritto come 'conflitto a bassa intensità'. Conflitto a bassa intensità significa che migliaia di persone muoiono, ma più lentamente che se in un colpo solo si sgancia su di loro una bomba. Significa che si infetta il cuore del paese, che si provoca una proliferazione maligna e si guarda la cancrena fiorire. Quando il popolo è stato sottomesso - o, il che è lo stesso, battuto a morte - e i tuoi amici, i militari e le grandi imprese, siedono comodamente al potere, si va davanti a una telecamera e si dice che la democrazia ha prevalso. Questo era un dato costante della politica estera USA degli anni ai quali mi riferisco.La tragedia del Nicaragua fu un caso altamente significativo. Scelgo di offrirlo qui come un esempio possente della visione del suo ruolo nel mondo da parte dell'America, ora e allora. Fui presente ad un incontro all'ambasciata USA a Londra alla fine degli Ottanta. Il Congresso degli Stati Uniti stava per decidere se dare altro denaro ai Contras per la loro campagna contro lo Stato del Nicaragua.Io ero membro di una delegazione che parlava nell'interesse del Nicaragua, ma il membro più importante di questa delegazione era Padre John Metcalf. Il capo delegazione degli USA era Raymond Seitz (allora numero due dell'ambasciata, più tardi egli stesso ambasciatore). Padre Metcalf disse: 'Sono responsabile di una parrocchia nel nord del Nicaragua. I miei parrocchiani avevano costruito una scuola, un ambulatorio, un centro culturale. Vivevamo in pace. Pochi mesi fa un gruppo di Contras ha attaccato la parrocchia. Hanno distrutto tutto: la scuola, l'ambulatorio, il centro culturale. Hanno violentato infermiere e insegnanti, massacrato medici, nella maniera più brutale. Si sono comportati come selvaggi. Chieda per favore al governo degli USA di ritirare il suo appoggio a questa abominevole attività terroristica.'Raymond Seitz aveva un'ottima reputazione di uomo razionale, responsabile e assai raffinato. Era molto rispettato nei circoli diplomatici. Ascoltò, fece una pausa e poi parlò con una certa gravità. 'Padre,' disse, 'mi lasci dire una cosa. In guerra, la gente innocente soffre sempre.' Ci fu un silenzio gelido. Lo fissammo. Non si scompose.La gente innocente, in effetti, soffre sempre.Alla fine qualcuno disse: 'Ma in questo caso la "gente innocente" era vittima di una raccapricciante atrocità sovvenzionata dal suo governo, una tra le tante. Se il Congresso accorda ai Contras altro denaro, ulteriori atrocità di quel genere avverranno. Non è così? Il suo governo non è dunque colpevole per l'appoggio ad atti di omicidio e distruzione contro i cittadini di uno stato sovrano?'Seitz fu imperturbabile. 'Non condivido che i fatti rappresentati supportino le vostre asserzioni,' disse.Mentre lasciavamo l'ambasciata un addetto degli USA mi disse che gli piacevano le mie commedie. Non gli risposi.Dovrei ricordare che al tempo il presidente Reagan fece la seguente affermazione: 'I Contras sono l'equivalente morale dei nostri Padri Fondatori.'In Nicaragua gli Stati Uniti sostennero la brutale dittatura di Somoza per oltre 40 anni. Il popolo nicaraguense, guidato dai sandinisti, rovesciò questo regime nel 1979, una straordinaria rivoluzione popolare.I sandinisti non erano perfetti. Possedevano la loro brava dose di arroganza e la loro filosofia politica conteneva numerosi elementi contraddittori. Ma erano intelligenti, razionali e civili. Si proponevano di instaurare una società equilibrata, decente, pluralista. La pena di morte fu abolita. Centinaia di migliaia di contadini poverissimi furono strappati alla morte. A oltre 100.000 famiglie fu data la terra. Furono costruite duemila scuole. Una imponente campagna di alfabetizzazione ridusse nel paese l'analfabetismo a meno di un settimo. Furono istituiti l'istruzione gratuita e un servizio sanitario gratuito. La mortalità infantile fu ridotta di un terzo. La poliomelite fu debellata.Gli Stati Uniti denunciarono questi risultati come sovversione marxista-leninista. Nella visione del governo USA, si stava creando un precedente pericoloso. Se al Nicaragua fosse stato permesso di istituire norme basilari di giustizia sociale ed economica, di elevare gli standard sanitari ed educativi e di raggiungere la coesione sociale e un giusto orgoglio nazionale, i paesi confinanti avrebbero perseguito gli stessi obiettivi e fatto le stesse cose. Beninteso, all'epoca vi era una tenace opposizione allo status quo in El Salvador.Ho parlato prima di un 'arazzo di menzogne' che ci circonda. Il presidente Reagan descriveva abitualmente il Nicaragua come una 'segreta totalitaria'. Questo era generalmente considerato dai media, e di certo dal governo inglese, un giudizio adeguato e corretto. Ma di fatto non c'era traccia di squadroni della morte sotto il governo sandinista. Non c'era traccia di torture. Non c'era traccia di brutalità militare, sistematica o ufficiale. Nessun sacerdote è mai stato ucciso in Nicaragua. C'erano del resto tre sacerdoti nel governo, due gesuiti e un missionario, Maryknoll. Le segrete totalitarie erano in effetti nella casa accanto, nel Salvador e in Guatemala. Nel 1954 gli Stati Uniti avevano abbattuto il governo democraticamente eletto del Guatemala, e si stimano in oltre 200.000 le vittime delle successive dittature militari.Sei gesuiti tra i più eminenti al mondo vennero trucidati nell'Università centroamericana di San Salvador nel 1989 da un battaglione del reggimento di Alcatl addestrato a Fort Benning in Georgia, USA. Il coraggiosissimo arcivescovo Romero fu assassinato mentre diceva messa. Si stima che morirono 75.000 persone. Perché furono uccise? Furono uccise perché credevano che una vita migliore fosse possibile e dovesse essere realizzata. Questo ideale li qualificò immediatamente come comunisti. Esse morirono perché osarono mettere in discussione lo status quo, l'infinito ristagno di miseria, malattia, abbrutimento e oppressione, che era stato il loro diritto di nascita.Gli Stati Uniti alla fine abbatterono il governo sandinista. Ci vollero alcuni anni per avere ragione di una forte opposizione ma alla fine l'incessante persecuzione economica e 30.000 morti fiaccarono lo spirito del popolo del Nicaragua. Si ritrovarono esausti e un'altra volta poverissimi.I casinò ritornarono nel paese. Sanità e istruzione gratuiti erano finiti. Il grande capitale tornò sugli scudi. La 'democrazia' aveva prevalso.Ma questa 'politica' non fu affatto limitata al Centroamerica. Essa fu attuata in ogni parte del mondo. Era infinita. Ed è come se non finisse mai.Gli Stati Uniti appoggiarono e in molti casi crearono ogni dittatura militare di destra nel mondo dopo la fine della seconda guerra mondiale. Mi riferisco a Indonesia, Grecia, Uruguay, Brasile, Paraguay, Haiti, Turchia, Filippine, Guatemala, El Salvador, e naturalmente Cile. L'orrore che gli Stati Uniti inflissero al Cile nel 1973 non può mai essere espiato e non può mai essere perdonato.Centinaia di migliaia di morti si verificarono in tutti questi paesi. Si verificarono? E sono in tutti i casi da attribuire alla politica estera degli USA? La risposta è: sì, si verificarono e sono da attribuire alla politica estera americana. Ma non lo si voleva sapere.Tutto ciò non è mai accaduto. Nulla è mai accaduto. Anche mentre stava accadendo, non accadeva. Non aveva importanza. Non era di nessun interesse. I crimini degli Stati Uniti sono stati sistematici, costanti, feroci, inesorabili, ma pochissimi ne hanno davvero parlato. Complimenti all'America. Ha esercitato una manipolazione scientifica del potere in tutto il mondo mentre si mascherava da forza rivolta al bene universale. È un fantastico, perfino brillante, numero di ipnosi, di gran successo.Vi invito a considerare che gli Stati Uniti sono senza dubbio il più grande spettacolo in circolazione. Possono essere brutali, indifferenti, sprezzanti e spietati, ma sono anche molto abili. Come piazzisti non hanno eguali e la loro merce più venduta è l'amore di sé. Sono dei vincenti. Ascoltate tutti i presidenti americani dire alla televisione le parole 'il popolo americano', come nella frase 'Io dico al popolo americano che è il tempo di pregare e di difendere i diritti del popolo americano e chiedo al popolo americano di aver fiducia nel suo presidente per l'azione che intende svolgere nell'interesse del popolo americano.'È un brillante stratagemma. Il linguaggio è in effetti adoperato per tenere a bada il pensiero. Le parole 'il popolo americano' procurano un guanciale quanto mai voluttuoso di rassicurazione. Non si ha bisogno di pensare. Basta mettersi comodi sul cuscino. Il cuscino può soffocare l'intelligenza e le facoltà critiche ma è molto confortevole. Questo naturalmente non riguarda i 40 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà e i 2 milioni di uomini e donne imprigionati nell'immenso gulag carcerario, che attraversa gli USA.Gli Stati Uniti non si preoccupano più di conflitti a bassa intensità. Non vedono più alcun motivo di essere reticenti o anche equivoci. Essi mettono le carte in tavola senza timori né riguardi. Semplicemente se ne fregano delle Nazioni Unite, del diritto internazionale o del dissenso critico, che considerano impotenti e irrilevanti. Hanno anche una pecorella belante che gli va dietro docilmente, la patetica e supina Gran Bretagna.Che cosa è accaduto alla nostra sensibilità morale? Ne abbiamo mai avuta una? Che cosa significano queste parole? Si riferiscono a un termine adoperato molto di rado di questi tempi: coscienza? La coscienza di agire non solo con i nostri atti ma anche con la nostra corresponsabilità negli atti degli altri? Tutto questo è morto? Guardate la baia di Guantanamo. Centinaia di persone detenute senza un'accusa da oltre tre anni, senza assistenza legale o regolare processo, tecnicamente detenute a tempo indeterminato. Questa struttura totalmente illegittima è mantenuta in spregio alla Convenzione di Ginevra. Non soltanto è tollerata ma a stento è ricordata da ciò che viene chiamata la 'comunità internazionale'. Questo oltraggio criminale è commesso da un paese, che dichiara di essere 'la guida del mondo libero'. Pensiamo a quelli che sono a Guantanamo? Che cosa dicono di loro i media? Ne accennano quando capita - un trafiletto a pagina sei. Essi sono stati consegnati a una terra di nessuno dalla quale invero potrebbero non tornare mai. Al momento molti di loro sono in sciopero della fame, alimentati forzatamente, compresi i residenti inglesi. Niente riguardi in queste procedure di alimentazione forzata. Niente sedativi né anestetici. Solo un tubo attaccato al naso e dentro la gola. Si vomita sangue. Questa è tortura. Che cosa ne dice il Ministro degli Esteri inglese? Nulla. Che cosa ne dice il Primo Ministro inglese? Nulla. Perché? Perché gli Stati Uniti hanno detto: criticare la nostra condotta a Guantanamo costituisce un atto ostile. O si è con noi o contro di noi. Così Blair tiene la bocca chiusa.L'invasione dell'Iraq è stata un atto banditesco, un impudente atto di terrorismo di stato, che dimostra assoluto disprezzo per l'idea del diritto internazionale. L'invasione è stata un'azione militare arbitraria ispirata da una serie di menzogne su menzogne e da una grossolana manipolazione dei media e dunque del pubblico; un atto inteso a consolidare il controllo militare ed economico americano del Medio Oriente camuffato, come estrema ratio, da liberazione - essendo fallite tutte le altre autogiustificazioni. Una formidabile affermazione di forza militare responsabile della morte e mutilazione di migliaia e migliaia di persone innocenti.Abbiamo portato al popolo iracheno torture, cluster bomb, uranio impoverito, e a scelta innumerevoli atti di omicidio, sofferenze, abbrutimento e morte e chiamiamo questo 'esportazione della libertà e della democrazia nel Medio Oriente'.Quante persone si devono uccidere per meritare la qualifica di massacratore e di criminale di guerra? Centomila? Sono più che sufficienti, direi. Dunque è giusto che Bush e Blair siano citati davanti alla Tribunale Penale Internazionale. Ma Bush è stato furbo, non ha ratificato il Tribunale Penale Internazionale. Perciò Bush ha avvertito che, se un qualunque soldato o politico americano si dovesse trovare alla sbarra, egli invierà i marines. Ma Tony Blair ha ratificato il Tribunale e perciò può essere perseguito. Possiamo fornire il suo indirizzo al Tribunale, se è interessato: è al numero 10 di Downing Street, a Londra.La morte in questo contesto è irrilevante. Sia Bush che Blair accantonano per bene la morte. Almeno 100.000 iracheni sono stati uccisi dalle bombe e dai missili americani prima che iniziasse la rivolta irachena. Queste persone non contano. Le loro morti non esistono. Essi sono un buco nero. Non sono neppure registrati come morti. 'Noi non contiamo i cadaveri,' ha detto il generale americano Tommy Franks.All'inizio dell'invasione ci fu una fotografia, pubblicata sulla prima pagina dei quotidiani inglesi, di Tony Blair che baciava sulla guancia un bambino iracheno. 'La riconoscenza di un bambino', diceva la didascalia. Alcuni giorni dopo, in una pagina interna, c'era la storia con fotografia di un altro bambino di quattro anni, senza braccia. La sua famiglia era saltata in aria per un missile, lui era il solo sopravvissuto. 'Quando riavrò le mie braccia?' chiedeva. L'episodio fu lasciato cadere. Bene, Tony Blair non teneva tra le braccia né quel bambino, né il corpo di qualunque altro bambino mutilato, né il corpo di un qualunque cadavere insanguinato. Il sangue è sporco. Ti sporca la camicia e la cravatta mentre stai facendo un discorso sincero alla televisione.I 2.000 morti americani sono fonte di imbarazzo. Alle loro tombe vengono trasportati al buio. I funerali sono riservati, in luogo sicuro. I mutilati marciscono nei loro letti, alcuni per il resto della loro vita. Così sia i morti che i mutilati marciscono, in tombe di specie differente.Ecco ora un estratto da una poesia di Pablo Neruda, 'Spiego alcune cose':E una mattina tutto questo stava bruciando, &lt;br /&gt;una mattina i falò &lt;br /&gt;si levavano dalla terra &lt;br /&gt;divorando esseri umani &lt;br /&gt;e da allora fuoco, &lt;br /&gt;polvere da sparo da allora, &lt;br /&gt;e da allora sangue.Banditi con aerei e con mori, &lt;br /&gt;banditi con anelli al dito e duchesse, &lt;br /&gt;banditi con domenicani benedicenti &lt;br /&gt;venivano dal cielo a uccidere i bambini &lt;br /&gt;e per le strade il sangue dei bambini &lt;br /&gt;scorreva con semplicità, come il sangue dei bambini.Sciacalli spregevoli agli sciacalli, pietre che l'arido cardo inumidisce e sputa, vipere abominevoli alle vipere.Al vostro cospetto ho visto il sangue della Spagna sollevarsi come una marea per annegarvi in un'onda di superbia e coltelli.Generali felloni: &lt;br /&gt;guardate la mia casa morta, &lt;br /&gt;guardate la Spagna spezzata: &lt;br /&gt;da ogni casa volumi di fuoco &lt;br /&gt;invece che fiori, &lt;br /&gt;da ogni cavità della Spagna &lt;br /&gt;la Spagna che riemerge, &lt;br /&gt;e da ogni bambino morto un fucile di precisione, &lt;br /&gt;e da ogni delitto nascono pallottole &lt;br /&gt;che un giorno centreranno &lt;br /&gt;i vostri cuori.E voi chiederete: perché la sua poesia &lt;br /&gt;non parla di sogni e di foglie &lt;br /&gt;e dei grandi vulcani della sua terra natia.Venite a vedere il sangue nelle strade. &lt;br /&gt;Venite a vedere &lt;br /&gt;il sangue nelle strade. &lt;br /&gt;Venite a vedere il sangue &lt;br /&gt;nelle strade!*Lasciatemi dire con chiarezza che nel citare la poesia di Neruda non paragono in alcun modo la Repubblica spagnola all'Iraq di Saddam Hussein. Cito Neruda perché in nessun'altra poesia contemporanea ho letto una descrizione così potente e viscerale del bombardamento di civili.Ho detto prima che gli Stati Uniti sono ora totalmente franchi quanto mettono le carte in tavola. Questa è la situazione. La loro politica ufficiale è ora definita 'predominio a tutto campo' (full spectrum dominance). Non è un termine mio, è loro. 'Predominio a tutto campo' significa controllo della terra, del mare, dell'aria e dello spazio e di tutte le risorse connesse.Gli Stati Uniti ora occupano 702 istallazioni militari in 132 paesi sparsi per tutto il mondo, con la lodevole eccezione della Svezia, naturalmente. Non sappiamo affatto come ci sono arrivati; ma ci stanno, ed è tutto a posto. Gli Stati Uniti posseggono 8.000 testate nucleari attive e operative. Duemila sono già allertate, pronte per essere lanciate con un preavviso di 15 minuti. Stanno sviluppando nuovi sistemi di armamento nucleare, noti come scudo spaziale. Gli inglesi, sempre pronti a cooperare, intendono rimpiazzare il proprio missile nucleare, il Trident. Su chi sono puntati, io chiedo? Su Osama bin Laden? Su di voi? Su di me? Su Joe Dokes? Sulla Cina? Su Parigi? Chi lo sa. Ciò che sappiamo è che questa follia infantile - il possesso e la minaccia di usare le armi nucleari - è al cuore dell'attuale filosofia politica americana. Dobbiamo ricordarci che gli Stati Uniti sono in stato di guerra permanente e non mostrano alcun segno di volerlo allentare.Molte migliaia, se non milioni, di persone negli stessi Stati Uniti sono visibilmente disgustate, si vergognano e si indignano dalle azioni del loro governo, ma al momento non sono una forza politica coerente - non ancora. Ma è improbabile che l'ansia, l'incertezza e la paura che vediamo crescere ogni giorno negli Stati Uniti diminuiscano.So che il presidente Bush ha molti collaboratori estremamente competenti che gli scrivono i discorsi, ma vorrei offrirmi volontario per questo lavoro. Propongo il seguente breve discorso che egli può fare in televisione alla nazione. Lo vedo grave, i capelli pettinati con cura, serio, vincente, sincero, spesso accattivante, a volte con un sorriso ironico, attraente in modo singolare, un vero uomo.'Dio è buono. Dio è grande. Dio è buono. Il mio Dio è buono. Il Dio di Bin Laden è cattivo. Il suo è un Dio cattivo. Il Dio di Saddam era cattivo, tranne che lui non ce l'aveva. Lui era un barbaro. Noi non siamo barbari. Noi non tagliamo la testa alla gente. Noi crediamo nella libertà. Come Dio. Io non sono un barbaro. Io sono il leader democraticamente eletto di una democrazia amante della libertà. Noi siamo una società compassionevole. Noi diamo la compassionevole sedia elettrica e la compassionevole iniezione letale. Noi siamo una grande nazione. Io non sono un dittatore. Lui lo è. Io non sono un barbaro. Lui lo è. Sì, lo è. Tutti loro lo sono. Io posseggo l'autorità morale. Vedete questo pugno? Questa è la mia autorità morale. E non lo dimenticate'.La vita di uno scrittore è un'attività assai vulnerabile, quasi nuda. Non ci si deve piangere sopra. Lo scrittore fa la sua scelta e le rimane fedele. Ma è vero che si è esposti a tutti i venti, alcuni dei quali davvero gelidi. Si finisce da soli, in una posizione pericolosa. Non si trova alcun riparo, alcuna protezione - a meno che non si menta, nel qual caso naturalmente si costruisce la propria protezione e, si potrebbe concludere, si diventa un politico.Più volte questa sera ho fatto riferimento alla morte. Citerò ora una mia poesia che si chiama 'Morte'.Dove fu trovato il corpo morto? &lt;br /&gt;Chi trovò il corpo morto? &lt;br /&gt;Il corpo morto era morto quando fu trovato? &lt;br /&gt;Come fu trovato il corpo morto?Di chi era il corpo morto?Chi era il padre o la figlia o il fratello &lt;br /&gt;O lo zio o la sorella o la madre o il figlio &lt;br /&gt;Del corpo morto e abbandonato?Il corpo era morto quando fu abbandonato? &lt;br /&gt;Il corpo fu abbandonato? &lt;br /&gt;Da chi era stato abbandonato?Il corpo era nudo o vestito da viaggio?Che cosa vi fa dichiarare morto il corpo morto? &lt;br /&gt;Avete dichiarato morto il corpo morto?: &lt;br /&gt;Quanto conoscevate il corpo morto? &lt;br /&gt;Come sapete che il corpo morto era morto?Hai lavato il corpo morto &lt;br /&gt;Gli hai chiuso entrambi gli occhi &lt;br /&gt;Hai seppellito il corpo &lt;br /&gt;Lo hai lasciato abbandonato &lt;br /&gt;Hai baciato il corpo mortoQuando guardiamo dentro a uno specchio noi pensiamo che l'immagine di fronte a noi sia fedele. Ma muoviamoci di un millimetro e l'immagine cambia. Noi stiamo in effetti assistendo a un infinito gioco di specchi. Ma a volte uno scrittore deve rompere lo specchio - perché è dall'altra parte di quello specchio che la verità ci fissa.Io credo che nonostante gli enormi ostacoli che esistono, la risoluta, costante, tenace determinazione intellettuale di definire, come cittadini, la reale verità delle nostre vite e delle nostre società è un compito decisivo che incombe su noi tutti. Esso infatti è vincolante.Se una tale determinazione non si incarna nella nostra visione politica, non avremo nessuna speranza di ripristinare ciò che per noi è così prossimo ad essere perduto - la dignità dell'uomo.* Tratto da 'Spiego alcune cose' di Pablo Neruda (la traduzione tiene conto dell'originale spagnolo)© The Nobel Foundation 2005&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;form action="http://www.blogger.com/post-delete.do" method="POST" id="deletePost" name="deletePost" style="border-top-width: 1px; border-top-style: solid; border-top-color: rgb(204, 204, 204); padding-top: 1em; margin-top: 0px; "&gt;&lt;div class="errorbox-good"&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="cssButtonSize-small cssButtonSide-left" dir="ltr" style="float: left; display: inline; margin-top: 0px; margin-right: 5px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;div class="cssButtonColor-orange" style="float: left; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255); font-family: 'Lucida Grande'; font-weight: bold; line-height: 15px; text-transform: uppercase;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;/div&gt;&lt;form action="http://www.blogger.com/post-delete.do" method="POST" id="deletePost" name="deletePost" style="border-top-width: 1px; border-top-style: solid; border-top-color: rgb(204, 204, 204); padding-top: 1em; margin-top: 0px; "&gt;&lt;div class="cssButtonSize-small cssButtonSide-left" dir="ltr" style="float: left; display: inline; margin-top: 0px; margin-right: 5px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;div class="cssButtonColor-orange" style="float: left; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-1927496263364614024?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/1927496263364614024/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=1927496263364614024' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/1927496263364614024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/1927496263364614024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2008/12/arte-verit-e-politica_26.html' title='Arte, verità e politica'/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-2919812678806476843</id><published>2008-12-25T08:51:00.001-08:00</published><updated>2008-12-25T09:13:02.816-08:00</updated><title type='text'>Addio, maestro.</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:Georgia;"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SVO6vvhQ7hI/AAAAAAAAAK4/-ivRT-u_diA/s400/700739959-morto-harold-pinter-premio-nobel-nel-2005.jpg" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:x-large;"&gt;Londra - &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:x-large;"&gt;E' mort&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:Georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:x-large;"&gt;o &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:Georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:x-large;"&gt;Harold Pinter. Aveva 78 Anni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); text-decoration: underline;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51);   line-height: 15px; "&gt;&lt;p class="first" style="text-align: justify;padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.22em; color: rgb(51, 51, 51); clear: both; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0);   line-height: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); text-decoration: underline;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51);   line-height: 15px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;p class="first" style="text-align: justify; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.22em; clear: both; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;R&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;OMA - ''Ho scritto 29 piece in 50 anni, non e' abbastanza? Certamento lo e' per me''. Harold Pinter amava ripetere questa frase negli ultimi anni, segnati dalla malattia che lo aveva colpito nel 2002, dalla soddisfazione di aver avuto il Premio Nobel nel 2005, ma anche dalla rinnovata voglia di impegno politico e di difesa dei diritti civili, che lo aveva fatto attaccare d&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;p class="first" style="text-align: justify; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.22em; clear: both; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;uramente Bush e Blair.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="first" style="text-align: justify; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.22em; clear: both; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;p style="text-align: justify; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.22em; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;gia' consegnato la sua opera al passato, vendendo il suo archivio alla British Library, giusto un anno fa per 1.65 milioni di euro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;p style="text-align: justify; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.22em; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Centocinquanta scatoloni contenenti lettere, manoscritti, fotografie. Tra le gemme preziose quella del capitolo segnato dalla sua amicizia con Samuel Beckett, con il quale condivideva la passione per cricket e il rugby, ma anche ovviamente quella teatrale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;p style="text-align: justify; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.22em; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Non e' certo un caso, anzi indica la forza di suggestione che ha la sua opera, il fatto che dal nome di Harold Pinter sia nato &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;p style="text-align: justify; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.22em; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;un aggettivo, pinteriano, che segue, ma si diversifica da beckettiano, derivato dal nome dell'autore di cui e' sempre stato considerato un po' l'erede.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="first" style="text-align: justify; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.22em; clear: both; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;p style="text-align: justify; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.22em; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Il primo esprime comunque un disagio, una sensazione forte di incertezza e timore, mentre l'altro ha un sapore di catastrofe e smarrimento piu' totale. Raramente un autore e' stato cosi' immediatamente metaforico per forza poetica, per qualita' e invenzione drammatica come Harlod Pinter, che era considerato da tempo un classico del Novece&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;p style="text-align: justify; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.22em; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;nto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="first" style="text-align: justify; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.22em; clear: both; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;p style="text-align: justify; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.22em; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Non si e' mai tirato indietro davanti all'impegno civile e col tempo e' passato da una vena piu' esistenziale a una piu' decisamente politica mantenuta fino all'ultimo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;p style="text-align: justify; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.22em; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Di pochi mesi fa il suo ultimo appello per fare giustizia ed individuare i responsabili dell'uccisione di Anna Politkovskaia. Il suo impegno radicale contro ogni prevaricazione del potere, anche quello democratico, e in nome della pace, che diventa pubblico negli anni del governo Thatcher, lo avvicina, per certi versi, a un altro premio Nobel, Dario Fo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;p style="text-align: justify; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.22em; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;L'impegno lo avvicino' anche ad Arthur Miller con il quale nel 1985 fu protagonista in Turchia di una violenta denuncia dell'oppressione politica che costo' ad entrambi la cacciata: ne nacque la commedia Mountain language. Ma tanto fu diretto nella vita quanto invece allusivo sulla scena, dove diede vita al teatro della minaccia (''La vita di ognuno di noi e' sempre minacciata e incerta. Viviamo nella repressione e fingiamo di vivere nella liberta'').&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;p style="text-align: justify; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.22em; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;La sua e' l'arte di scrivere per sottrazione, costruendo personaggi e vicende esemplari, sganciate da ogni contingenza. E nonostante questo riuscendo a farli sentire vivi, concreti, esemplari.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;p style="text-align: justify; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.22em; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Vale per le figure dei primi drammi anni Cinquanta e Sessanta, dal 'Calapranzi' al 'Guardiano', come per quelli piu' politici degli ultimi venti anni, da 'Il bicchiere della staffa' a 'Ceneri alle ceneri', passando per le tragicommedie che trattano apparentemente dell'amore e delle sue menzogne, da 'L'amante' a 'Tradimenti', ma che forse parlano di inganni ben piu' profondi e esistenziali, della morte inevitabile di illusioni e speranze.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;p style="text-align: justify; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.22em; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Pinter, nato ad Hackney, un sobborgo di Londra, il 10 ottobre 1930, inizio' la sua carriera teatrale come attore, prima frequentando grandi scuole di recitazione, poi girando l'Irlanda con una compagnia shakespeariana con lo pseudonimo di David Barron.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;p style="text-align: justify; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.22em; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;La sua carriera di drammaturgo inizio', quasi per caso, nel 1957, quando scrisse per un amico in quattro giorni un atto unico intitolato 'La stanza'. Del 1958 il celebre 'Festa di compleanno', in cui due ignoti visitatori piombano a casa di un giovane misantropo che vive isolato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;p style="text-align: justify; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.22em; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Ancor maggiore impatto suscita il lavoro di Pinter quando gli argomenti diventano piu' drammatici, e si capisce che il riferimento e', per esempio, alla tragedia dei desaparecidos argentini in 'Il bicchiere della staffa' del 1984 o alla Shoah in 'Ceneri alle ceneri' del 1996.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;p style="text-align: justify; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.22em; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Autore del suo tempo, Pinter ha anche scritto testi radiofonici, volumi di poesia e sceneggiature per il cinema, legando il suo nome a film di qualita' e successo, come 'La donna del tenente francese' di Reisz, per cui e' stato candidato all'Oscar e al Golden Globe, 'Cortesie per gli ospiti' di Schrader, 'Messaggero d'amore' di Losey.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;p style="text-align: justify; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.22em; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Ha adattato per il cinema anche il capolavoro di Proust, mai realizzato e uscito solo in volume.(ANSA)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="line-height: 15px; font-family:arial;font-size:13px;"&gt;&lt;p style="text-align: justify; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.22em; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="line-height: 19px; text-decoration: underline; font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Questa la notizia. In verità non ci sono parole per descrivere l'importanza e l'influenza di quest'uomo nel mondo della cultura e della "resistenza". Quella resistenza che spinge l'intelletto a reagire contro l'imbruttimento di un'epoca fatta di ingiustizie e violenze. Perché Harold Pinter, prima di un grande artista, era un grande cittadino. Un uomo che non ha mai perso di vista il valore morale e civile del teatro e l'importanza dell'arte in una società degna di questo nome. Mi è capitato di vederlo di persona solo una volta, seduto in platea al Teatro dei Filodrammatici di Milano. In scena c'era un suo testo. Alla fine mi sono avvicinato, pieno di curiosità giovanile nei confronti di un grande Maestro. Ma nella confusione generale sono riuscito soltanto a dirgli un timido "Thank you". Lui ha sorriso. E io sono andato via con i miei compagni di Accademia. Mi vergognavo come un ladro. Ringraziare Harold Pinter mi sembrava assurdo.  Mi chiedevo cosa mi fosse saltato in testa. Invece ora, a distanza di circa 4 anni, penso che sia l'unico modo per rendere omaggio all'opera di un autore (ma anche regista e attore) capace di rimanere una voce libera e coraggiosa in questo occidente ormai al crepuscolo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="line-height: 19px; text-decoration: underline; font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Ora vorrei ripeterlo. Grazie Harold. Dovunque tu sia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="line-height: 19px; text-decoration: underline; font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Marco.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-2919812678806476843?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/2919812678806476843/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=2919812678806476843' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/2919812678806476843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/2919812678806476843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2008/12/addio-maestro.html' title='Addio, maestro.'/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SVO6vvhQ7hI/AAAAAAAAAK4/-ivRT-u_diA/s72-c/700739959-morto-harold-pinter-premio-nobel-nel-2005.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-3685253300494480180</id><published>2008-12-19T07:40:00.000-08:00</published><updated>2008-12-19T08:20:02.488-08:00</updated><title type='text'>è uscito Versione 2.0</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SUvIAew8kwI/AAAAAAAAAKg/W8UNCuuJDPM/s1600-h/versione+2.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 302px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SUvIAew8kwI/AAAAAAAAAKg/W8UNCuuJDPM/s400/versione+2.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5281534898605953794" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;"Il mito come strumento d’analisi della società contemporanea. Questo il pensiero che è alla base delle trentuno poesie che compongono Versione 2.0. Trentuno poesie, trentuno voci che si levano disperate dal magma del presente, invocando e imprecando contro una realtà che non sembra più appartenergli, che le ha ridotte a squallidi feticci violentati dalla società contemporanea.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;L’occhio con il quale l’autore si muove in questi frammenti di realtà è quello di un osservatore lucido, disilluso, ma non distante dalle cose che vede. Il linguaggio usato per dar voce alle trentuno tragedie contemporanee del sottotitolo è quello di un autore che sa esattamente di cosa sta parlando, di chi è immerso profondamente nel mondo che si sforza di descrivere e di condannare. Un linguaggio crudo, fatto di immagini forti, che riduce il mondo moderno e l’ordine che lo governa ad una gigantesca fiera della carne; dove l’odio e il sangue sembrano l’unica moneta di scambio e l’unico valore morale possibile. [...]"&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Garamond;"&gt;Dall'introduzione di Edoardo Zambelli&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;Marco Di Stefano, &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;Versione 2.0 &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;, Tespi Editore, Roma 2008&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;Per info e acquisti: www.tespi.it&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-3685253300494480180?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/3685253300494480180/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=3685253300494480180' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/3685253300494480180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/3685253300494480180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2008/12/uscito-versione-20.html' title='è uscito Versione 2.0'/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SUvIAew8kwI/AAAAAAAAAKg/W8UNCuuJDPM/s72-c/versione+2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-5229233035380232962</id><published>2008-12-12T01:08:00.000-08:00</published><updated>2008-12-14T03:20:24.553-08:00</updated><title type='text'>Prima tappa di Bancone di Prova.</title><content type='html'>TEATRO I&lt;br /&gt;Via Gaudenzio Ferrari, 11&lt;br /&gt;LUNEDì 15 DICEMBRE 2008&lt;br /&gt;dalle 20.30 lettura e dopo cena&lt;br /&gt;ingresso 3 Euro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Serata a cura di&lt;br /&gt;Maria Antonia Pingitore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comincia una nuova stagione del Bancone&lt;br /&gt;Sei giovani autori saranno&lt;br /&gt;impegnati nella scrittura di sei nuovi testi.&lt;br /&gt;Attraverso tre appuntamenti di lettura pubblica,&lt;br /&gt;i materiali non ancora compiuti&lt;br /&gt;di volta in volta incontreranno le voci degli attori&lt;br /&gt;e il pubblico che verrà coinvolto in un confronto informale&lt;br /&gt;accompagnato da un bicchiere di vino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunedì 15 dicembre ascolteremo la presentazione e gli incipit dei nuovi testi dalle voci degli autori stessi:&lt;br /&gt;Elisabetta Bocchino, Gianluca De Col, Marco Di Stefano, Lorenzo Piccolo, Alessandro Quattro e Alessandra Scotti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A presentare e coadiuvare la serata saranno presenti alcuni degli autori della passata stagione:&lt;br /&gt;Riccardo Bani e Magdalena Barile&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-5229233035380232962?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/5229233035380232962/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=5229233035380232962' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/5229233035380232962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/5229233035380232962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2008/12/prima-tappa-di-bancone-di-prova.html' title='Prima tappa di Bancone di Prova.'/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-4461584731851167311</id><published>2008-12-11T07:24:00.000-08:00</published><updated>2008-12-11T07:30:16.482-08:00</updated><title type='text'>Enjoy the silence</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/11Hej3fEpYA&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/11Hej3fEpYA&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" 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class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-4461584731851167311?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/4461584731851167311/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=4461584731851167311' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/4461584731851167311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/4461584731851167311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2008/12/enjoy-silence.html' title='Enjoy the silence'/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-6138835460447442331</id><published>2008-12-11T07:14:00.001-08:00</published><updated>2008-12-11T07:14:57.719-08:00</updated><title type='text'>Riflessioni</title><content type='html'>Senza accorgermene ho ricominciato a fare teatro politico. O forse non ho mai smesso. Non so.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-6138835460447442331?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/6138835460447442331/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=6138835460447442331' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/6138835460447442331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/6138835460447442331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2008/12/riflessioni.html' title='Riflessioni'/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-4403574018023730625</id><published>2008-12-02T06:40:00.001-08:00</published><updated>2008-12-02T06:50:01.335-08:00</updated><title type='text'>BANCONE DI PROVA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/STVKq9FswkI/AAAAAAAAAIE/jLMUMpDEcTs/s1600-h/l_bd10c202ed65329fbf979f2064d2b579.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5275204640347832898" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 84px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/STVKq9FswkI/AAAAAAAAAIE/jLMUMpDEcTs/s400/l_bd10c202ed65329fbf979f2064d2b579.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Da quest'anno faccio parte, come autore, del gruppo "Bancone di Prova"&lt;br /&gt;Insieme a me la regista Maria Antonia Pingitore e gli autori teatrali Magda Barile, Gianluca De Col, Riccardo Bani, Tommaso Urselli, Alessandro Quattro, Alessandra Scotti, Elisabetta Bocchino, Lorenzo Piccolo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Come l'anno scorso l'attività del gruppo verrà ospitata da Teatro I, via Gaudenzio Ferrari 11, Milano.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nei prossimi post vi terrò aggiornati sulle serate aperte al pubblico.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel frattempo mi dedico al mio progetto di scrittura per quest'anno.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-4403574018023730625?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/4403574018023730625/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=4403574018023730625' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/4403574018023730625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/4403574018023730625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2008/12/bancone-di-prova.html' title='BANCONE DI PROVA'/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/STVKq9FswkI/AAAAAAAAAIE/jLMUMpDEcTs/s72-c/l_bd10c202ed65329fbf979f2064d2b579.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-6744411082119388735</id><published>2008-11-19T07:13:00.000-08:00</published><updated>2008-11-19T07:14:40.564-08:00</updated><title type='text'>Where the wild roses grow</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jRMe5H9WKpM&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/jRMe5H9WKpM&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-6744411082119388735?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/6744411082119388735/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=6744411082119388735' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/6744411082119388735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/6744411082119388735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2008/11/where-wild-roses-grow.html' title='Where the wild roses grow'/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-6258356258952486503</id><published>2008-11-12T03:57:00.000-08:00</published><updated>2008-11-12T04:04:56.497-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SRrGJwcXCjI/AAAAAAAAAH8/lVpVfGkxwEQ/s1600-h/teatri_spettacoli_nuovo_teatro_nuovo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267740585088191026" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 145px; CURSOR: hand; HEIGHT: 94px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SRrGJwcXCjI/AAAAAAAAAH8/lVpVfGkxwEQ/s400/teatri_spettacoli_nuovo_teatro_nuovo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Falene al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;recensione di Anita Curci&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Al Nuovo teatro Nuovo di Napoli la sezione ‘Nuove Sensibilità’ apre il sipario con un tributo a Virginia Stephen Woolf , attraverso un riesame del romanzo ‘Le Onde’.‘Falene’ è il titolo dello spettacolo pensato e scritto da Marco Di Stefano, diretto da Carlotta Origoni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Qui l’opera della scrittrice britannica, già di per sé strutturata sotto forma di dialoghi introspettivi, viene letteralmente presa in prestito e riorganizzata secondo moderni schemi teatrali, riuscendo perfettamente a soddisfare le esigenze e le dinamiche della performance d’innovazione.Il tema di ‘Falene’ lo indoviniamo leggendo ‘Le Onde’ e non solo: Virginia Woolf è un libro aperto di sensibilità e sperimentazione verso la coscienza umana e la ricerca interiore. Nulla di ermetico.Tutto sta nel cogliere il senso di quel quesito che ci tiene avvinghiati alla vita sino alla fine. Questa vita che è come le onde, ci culla e ci conduce verso lidi ignoti: ‘La vita è solida o fuggevole?’, ecco la domanda della scrittrice, e il leit motiv che penetra i sei personaggi in scena, quando ripercorrono il sentimento e l'indagine inconscia della Woolf.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Bernard, Susan, Rhoda, Neville, Jinny e Louis sono gli elementi che costruiscono e costituiscono questa storia semplice eppure complessa. Dai soliloqui emerge la realtà di una solitudine offuscata dall’illusione che l’ego possa risolvere ogni cosa al momento opportuno, affiora la certezza del tempo che scorre, si manifesta l’ineluttabilità del destino che, ad un certo punto, non concede più spazio ai miraggi dell’anima. E tutto diventa sofferta reminiscenza.E’ attraverso queste sei personalità che palpiamo la figura di Percival il quale, seppur non compare mai sul palco, e nemmeno nel romanzo, non si rivela un’entità secondaria anzi, spesso è proprio il suo influsso a fare da collegamento, da filo conduttore per tutti gli altri.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La morte di Percival traccia un solco tra un prima e un dopo. Il prima è l’adolescenza, la strada verso la maturità vera; il dopo è la consapevolezza della crescita, costellata di riflessioni ed autoanalisi.L’intento della Woolf era quello di ritmare il flusso della coscienza, della profondità, dell’ondeggiare del tempo, e lo ha fatto in forma letteraria. Al Nuovo Teatro Nuovo questo scopo è stato pienamente conseguito non soltanto attraverso dialoghi, ingranaggi e impostazioni propri del teatro d’avanguardia, ma anche per l’impostazione di una scenografia fluente assieme ai personaggi e ai contenuti, e attraverso la scelta di una musica suggestiva e meritevole di nota. Altra menzione di lode va agli attori, dei veri talenti. [....]&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Recensione di Anita Curci.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Potete leggerla in versione integrale su &lt;a href="http://www.teatro.org/"&gt;http://www.teatro.org/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-6258356258952486503?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/6258356258952486503/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=6258356258952486503' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/6258356258952486503'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/6258356258952486503'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2008/11/falene-al-nuovo-teatro-nuovo-di-napoli.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SRrGJwcXCjI/AAAAAAAAAH8/lVpVfGkxwEQ/s72-c/teatri_spettacoli_nuovo_teatro_nuovo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-5603662417781904719</id><published>2008-10-24T03:09:00.000-07:00</published><updated>2008-10-24T03:12:21.096-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>SHALL WE DANCE: PER CECILIA&lt;br /&gt;SCUOLA D’ARTE DRAMMATICA PAOLO GRASSI&lt;br /&gt;VIA SALASCO 4 – 20136 MILANO&lt;br /&gt;DALLE ORE 16.30 ALLE ORE 23&lt;br /&gt;LA DANZA DEL RICORDO&lt;br /&gt;UNA MARATONA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Danzatrice, d’ogni trascorrere&lt;br /&gt;Trasposizione nel passo: come l’offrivi!&lt;br /&gt;E nel finale il vortice, quest’albero di movimento,&lt;br /&gt;tutto non concentrava in sé l’anno, già dileguato?&lt;br /&gt;Reiner Maria Rilke da I sonetti a Orfeo (II-18)&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Qualche tempo fa la Scuola D'Arte Drammatica inaugurò una rassegna settembrina intitolata SHALL WE DANCE: il titolo riproposto ora segna una continuità progettuale che il Corso di Teatrodanza, vorrebbe mantenere anche per dare costante visibilità ai suoi allievi ed ex-allievi, spesso attivi in gruppi e compagnie nazionali, europee e internazionali. L'odierna occasione, in particolare, coniuga gioia e rimpianto, letizia e nostalgia.&lt;br /&gt;SHALL WE DANCE: PER CECILIA nasce come contributo alla Festa del Teatro ma anche, e soprattutto, su iniziativa di ex-allievi diplomatisi nel 2001, per ricordare Cecilia Poli, prematuramente scomparsa nell'agosto di due anni orsono: una radiosa danzatrice dai grandi occhi azzurri e dalla spasmodica necessità di stare in scena che riteneva la Scuola una sua seconda casa, e che nei tre anni della sua permanenza, amatissima dai compagni di corso, ha sparso attorno a sé quella stessa serenità combattiva che l’ha portata a superare diverse e dolorose operazioni nella speranza di vincere, anche dopo essere diventata mamma, la battaglia intrapresa contro una malattia fatale. &lt;br /&gt;Otto tra i compagni di Cecilia presentano, a conclusione di questa vera e propria maratona di ex-allievi “Paolo Grassi”, brevi danze o performance in suo onore. Giustificati per obblighi di lavoro all’estero, anche i colleghi assenti di quel corso conclusosi nel 2001 - per certi versi eccezionale quanto a numero di talenti e coesione di gruppo - si stringono attorno al suo ricordo.&lt;br /&gt;Gli altri partecipanti a SHALL WE DANCE: PER CECILIA hanno generosamente aderito all’iniziativa con brevi lavori in corso, assoli definiti o in via di definizione, danze di gruppo collaudate o in fieri. Si sono diplomati dopo ma anche prima di Cecilia e non l’hanno mai conosciuta. Anche tra questi ex-allievi ormai professionisti, vi sono innumerevoli assenti, che avrebbero voluto partecipare senza riuscirvi. Diplomarsi nel Corso di TeatroDanza della “Paolo Grassi” significa non solo coltivare un sogno ma tanto spesso realizzarlo. Come avrebbe voluto anche Cecilia.&lt;br /&gt;Marinella Guatterini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FESTA DEL TEATRO – SHALL WE DANCE: PER CECILIA&lt;br /&gt;SABATO 25 OTTOBRE 2008 – SCUOLA D’ARTE DRAMMATICA PAOLO GRASSI&lt;br /&gt;SALA TEATRO DALLE 16.30 ALLE 23&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORDINE ESIBIZIONI:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;16.30               COMPAGNIA CROLLOPROSPETTICO (CORTILE) “IN VITRO”&lt;br /&gt;16.50               COMPAGNIA IN-STABILE (CORTILE) “SOTTOVUOTO”&lt;br /&gt;17.15               LARA GUIDETTI E SANPAPIE’ “ISANTANEA DI BOH”&lt;br /&gt;17.40               LUCA ZANGHERI “THE END OF A LOVE”&lt;br /&gt;18.00               ELEONORA BONVINI E FRANCESCA PENZO "VIDEO"&lt;br /&gt;18.20               PAOLA BEDONI “L’EQUILIBRIO DELLE NUVOLE” (ESTRATTO)&lt;br /&gt;18.40               PAUSA CON BUFFET&lt;br /&gt;19.30               ELISA ZUCCHETTI E ESPZ “FLIPSIDE – 1° STUDIO A MILANO”&lt;br /&gt;20.10               ERICA GIOVANNINI “SCRITTO A MATITA”&lt;br /&gt;20.40               BREVE INTERVALLO&lt;br /&gt;21-23              POLI DANZANTI: SERGIO ANTONINO “CONTINUUM” (video)&lt;br /&gt;                                                           SANDHYA NAGARAJA  “LULLABY”&lt;br /&gt;                                                           CATERINA MOCHI SISMONDI  “JIKAN”&lt;br /&gt;                                                           ISABELLA FILIPPINI “SOLO PER TE”&lt;br /&gt;                                                           ROBERTO BAFFA “SOLO WITH CARPET”&lt;br /&gt;                                                           YONG-MIN CHO   “SENZA TITOLO”&lt;br /&gt;                                                           STEFANIA D’ONOFRIO “WEDDING”&lt;br /&gt;                                                           ADRIANA TOLEDO “IL PASSAGGIO”&lt;br /&gt;                                                           POLI DANZANTI “FINALE”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-5603662417781904719?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/5603662417781904719/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=5603662417781904719' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/5603662417781904719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/5603662417781904719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2008/10/shall-we-dance-per-cecilia-scuola-darte.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-7150216048722104937</id><published>2008-10-22T11:10:00.000-07:00</published><updated>2008-10-24T09:19:35.603-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SP9ubOXqegI/AAAAAAAAAHk/q0FFxtJjZ54/s1600-h/FestadelTeatro.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5260044303784901122" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SP9ubOXqegI/AAAAAAAAAHk/q0FFxtJjZ54/s400/FestadelTeatro.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Festa del Teatro 2008 - Milano&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sabato 25 ottobre, dalle 16 alle 23&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Shall we Dance? Per Cecilia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;I danzatori ex-allievi del corso di Teatrodanza tornano a Milano da molte parti d'Italia d'Europa per ricordare la loro compagna Cecilia Poli, prematuramente scomparsa. Una maratona di danza, un'antologia di performance, che testimonia la vitalità del corso di Teatrodanza all'interno della scuola.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Crolloprospettico presenta:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;InVitro&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;una performance di&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Marco Di Stefano e Francesca Romano&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;con&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Lorena Amico, Marco Di Stefano, Francesca Romano&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ore 16.30&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;cortile della scuola&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SQH0_Hm-beI/AAAAAAAAAH0/GSKS0UWaljY/s1600-h/biscotti-integrali%2520.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5260755204956909026" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SQH0_Hm-beI/AAAAAAAAAH0/GSKS0UWaljY/s400/biscotti-integrali%2520.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SQHwpfg1YbI/AAAAAAAAAHs/9OtSdh8kUxg/s1600-h/biscotti-in+vitro.jpg"&gt;&lt;/a&gt;InVitro è il primo movimento di un lavoro sull’alterità, un esperimento sui legami che corrono tra un individuo e ciò che reputa diverso e altro da sé. Siamo disposti a far entrare “l’altro” nel nostro spazio, nel nostro tempo? Qual’è il limite della nostra sopportazione, della nostra disponibilità? Qual’è il punto preciso in cui finisce l’ascolto e inizia il razzismo? Domande banali. O forse no. Non lo sappiamo ancora. Dobbiamo ancora capire il senso di questo percorso. Dobbiamo ancora capire se questo lavoro è inutile. O tremendamente necessario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In vitro –primo movimento- è dedicato ad Abba, il ragazzo originario del Burkina Faso ucciso a sprangate il mese scorso per aver rubato un pacco di biscotti in un bar vicino alla Stazione Centrale di Milano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marco Di Stefano per Crolloprospettico&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SQHwpfg1YbI/AAAAAAAAAHs/9OtSdh8kUxg/s1600-h/biscotti-in+vitro.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-7150216048722104937?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/7150216048722104937/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=7150216048722104937' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/7150216048722104937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/7150216048722104937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2008/10/festa-del-teatro-2008-milano-sabato-25.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SP9ubOXqegI/AAAAAAAAAHk/q0FFxtJjZ54/s72-c/FestadelTeatro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-1089142995888274768</id><published>2008-10-05T01:46:00.000-07:00</published><updated>2008-10-05T01:55:18.404-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SOiAxVs_GyI/AAAAAAAAAHc/cjr-EmBL72E/s1600-h/falene.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5253590550455458594" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SOiAxVs_GyI/AAAAAAAAAHc/cjr-EmBL72E/s400/falene.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;FALENE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;di&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Marco Di Stefano&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Regia Carlotta Origoni&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;Con Martina Desantis, Elisa Denti, Daniele Gaggianesi, Vincenzo Giordano, Mario Gualandi, Sara Urban&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una produzione Crolloprospettico / Teatro dei Filodrammatici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunedì 6 ottobre, ore 21&lt;br /&gt;Piccolo Auditorium in piazza Dettori a Cagliari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuove Sensibilità nasce da un'idea del Nuovo Teatro Nuovo di Napoli e del Teatro Pubblico Campano, con il patrocinio dell'E.T.I. Ente Teatrale Italiano, ai quali si sono affiancate sei realtà teatrali nazionali (AMAT, Teatro Pubblico Pugliese, Teatro Stabile delle Marche, Teatro Stabile della Sardegna, Teatro Stabile d'Innovazione Filodrammatici, Festival Internazionale di Andria Castel dei Mondi) con lo scopo di presentare nuovi talenti, attori, registi ed autori, italiani al di sotto dei 40 anni. Fra i trenta progetti di spettacolo presentati al Teatro Festival Italia (Napoli 10-13 ottobre 2007), saranno realizzati i sette progetti finalisti nellle città sedi dei circuiti e dei teatri aderenti all'iniziativa. In particolare il Teatro Stabile della Sardegna patrocina a Cagliari le rappresentazioni de "I canti di Maldoror", "Oh Happy Day!", "Falene" e "Commedia all'improvviso". &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-1089142995888274768?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/1089142995888274768/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=1089142995888274768' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/1089142995888274768'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/1089142995888274768'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2008/10/falene-di-marco-di-stefano-regia.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SOiAxVs_GyI/AAAAAAAAAHc/cjr-EmBL72E/s72-c/falene.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-4314512648414227874</id><published>2008-10-03T05:04:00.001-07:00</published><updated>2008-10-03T05:04:58.610-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>FALENE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo Spazio Mil di Sesto San Giovanni, la rassegna dei vincitori del concorso "Nuove Sensibilità" comincia in questi giorni con uno spettacolo prodotto da Tieffe Filodrammatici scritto da Marco Di Stefano. "Falene", con la regia della giovanissima Carlotta Origoni, è una sorpresa molto piacevole che consigliamo caldamente di seguire (è in scena fino al 4 ottobre). Ispirato a Virginia Woolf e con 6 attori che tessono dialoghi e monologhi sulla trama delle loro vite, dall'adolescenza alla maturità alla vecchiaia. Amori manifesti e amori mal celati, dichiarazioni e silenzi, protagonismi e assenze. Come già dichiarato nelle note di regia siamo davanti a due spazi scenici, quello comunicativo e quello introspettivo, instradati sulla rarefazione. I personaggi, tre maschi e tre femmine, parlano sempre meno fra loro, parlano sempre più da soli e, col tempo, di comune e condiviso restano solo i ricordi, dolci o terribili. La prospettiva per tutti loro non è rosea, le passioni sono frustrate, le ambizioni pure: i grandi amori lasciano il cuore a sentimenti più innocui e rassicuranti, le mete più alte a traguardi in collina. Resteranno le domande, anzi LA domanda, a rodere dentro. Destino ineluttabile forse, soprattutto per chi abdica, si arrende, si abbandona e non affonda gli artigli sino in fondo. Una storia di perdenti e neppure magnifici. Dei miserabili messi in scena magnificamente.Colonna sonora perfetta, scenografia ridotta all'osso. Essenzialmente, uno spettacolo da vedere e sentire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Cornacchia&lt;br /&gt;www.vorrei.org&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-4314512648414227874?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/4314512648414227874/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=4314512648414227874' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/4314512648414227874'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/4314512648414227874'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2008/10/falene-allo-spazio-mil-di-sesto-san.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-5273997338260272789</id><published>2008-09-19T03:23:00.001-07:00</published><updated>2008-09-19T03:39:27.438-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-size:180%;"&gt;PER ABDUL. PERCHE’ NON SUCCEDA PIU’.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abdul è stato ucciso per niente o per futili motivi…come dice l’arido linguaggio della magistratura.&lt;br /&gt;Chi ha preso la spranga non l’ha fatto per paura o per legittima difesa, ha commesso un delitto a sfondo razzista, mosso da odio e rancore, consideratosi legittimato dal sentire intollerante, sciaguratamente diffuso. Questa Milano non ci appartiene. Non ci appartengono la violenza, il razzismo che si manifestano sempre più apertamente, in uno stilicidio di episodi quotidiani di intolleranza di cui sono vittime donne e uomini, quasi sempre inermi. La dilagante campagna razzista e la costruzione del nemico “altro” diventano funzionali a nascondere la questione politica della sicurezza sociale, della coesione e della giustizia sociale per tutti. L’altro e il diverso vengono additati quali cause del malessere sociale ed esistenziale. Il potere e lo sfruttamento si alimentano anche in questo modo. Per questo, per ragioni etiche, culturali e politiche, gridiamo con forza che non ci appartiene l’ideologia sicuritaria, incentrata sulla repressione e sulla costruzione di alibi culturali che autorizzano le ronde e la violenza privata. L’omicidio di Abdul è l’ultimo segnale di un’escalation xenofoba, che va arrestata. La milano democratica e antirazzista deve reagire. Milano deve reagire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INVITIAMO TUTTI I CITTADINI sabato 20 settembre 2008 alle ore 14.30, alla manifestazione che partirà dai Bastioni di Porta Venezia e si concluderà in Piazza Duomo.&lt;br /&gt;DON GINO RIGOLDI, MONI OVADIA, RENATO SARTI, NICO COLONNA.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-5273997338260272789?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/5273997338260272789/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=5273997338260272789' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/5273997338260272789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/5273997338260272789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2008/09/per-abdul.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-3396780651568308697</id><published>2008-09-19T03:23:00.000-07:00</published><updated>2008-10-02T09:42:09.447-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SOT5wQIwlUI/AAAAAAAAAHM/W8shg2ie3JQ/s1600-h/Pubblicazione1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5252597672781583682" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SOT5wQIwlUI/AAAAAAAAAHM/W8shg2ie3JQ/s400/Pubblicazione1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;FESTIVAL PREVISIONI&lt;br /&gt;giovani proposte per la scena milanese&lt;br /&gt;Milano, 25 Settembre - 5 Ottobre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CROLLOPROSPETTICO&lt;br /&gt;presenta:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Toys&lt;br /&gt;(studio per una Salomè mutilata)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con: Maria Cerciello, Marco Di Stefano, Agostino Riola,&lt;br /&gt;Francesca Romano, Federico Vazzola&lt;br /&gt;coreografia: Francesca Romano&lt;br /&gt;regia e drammaturgia: Marco Di Stefano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;scene: Ivan Caprani&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;si ringraziano Lorena Amico e Teatro della Cooperativa&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Una produzione Crolloprospettico in collaborazione con Associazione Olinda, Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi, Previsioni 2008.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;E' possibile parlare d'amore oggi? Il grande Zygmunt Bauman ci accompagna in questo percorso alla ri-scoperta dell'amore, un sentimento che forse non esiste piu'. Un sentimento che di sicuro è troppo spesso trattato come una merce. E in una società dove tutto è consumo spesso bisogna correre senza fermarsi, produrre, ingurgitare, digerire, ricominciare. Vestiti, cibo, macchine,case. Amore. Produciamo e consumiamo tutto allo stesso modo.&lt;br /&gt;Ci guardiamo in faccia e decidiamo di fermarci. Come artisti, ma sopratutto come uomini.&lt;br /&gt;Uscire dai giochi e osservare. Prenderci il tempo per capire.&lt;br /&gt;L'importante è non partire prevenuti. Non voler spiegare nulla, ma cercare di capire.&lt;br /&gt;Individuare le domande.&lt;br /&gt;Perchè mancano le risposte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TeatroLaCucina&lt;br /&gt;(ex opsedale psichiatrico Paolo Pini)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tel. 02/66200646 - &lt;a href="http://www.olinda.it/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;http://www.olinda.it/&lt;/a&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SNOAiX8X9cI/AAAAAAAAAG0/TJeCOvvdu_c/s1600-h/immagine.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdi 26 Settembre - ore 22.30&lt;br /&gt;Sabato 27 Settembre - ore 22.30&lt;br /&gt;Domenica 28 Settembre - ore 21.30 &lt;/div&gt;&lt;/a&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5247679318847911362" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SNOAiX8X9cI/AAAAAAAAAG0/TJeCOvvdu_c/s400/immagine.jpg" border="0" /&gt; &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5247679465846591506" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SNOAq7jl0BI/AAAAAAAAAG8/pvAMsoCFs7Q/s400/Immagine1.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;PROGRAMMA PREVISIONI 2008&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-3396780651568308697?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/3396780651568308697/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=3396780651568308697' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/3396780651568308697'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/3396780651568308697'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2008/09/programma-previsioni-2008.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SOT5wQIwlUI/AAAAAAAAAHM/W8shg2ie3JQ/s72-c/Pubblicazione1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-369221230360045809</id><published>2008-09-15T01:12:00.000-07:00</published><updated>2008-09-15T01:14:26.441-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Crolloprospettico&lt;/strong&gt; è un collettivo artistico nato tra le mura della Scuola d’Arte Drammatica Paolo grassi di Milano. Fondato da Marco Di Stefano, Francesca Romano e Maria Cerciello nel 2005,&lt;br /&gt;il gruppo pone al centro del suo lavoro la ricerca sul teatro, la danza e il video e la possibile commistione dei linguaggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da sempre il gruppo si è impegnato su fronti diversi.&lt;br /&gt;Nel 2005 realizza &lt;strong&gt;“Steps into Liquid”&lt;/strong&gt;, duetto di danza contemporanea a partire dal tema dell’acqua e del galleggiamento del corpo.&lt;br /&gt;Lo stesso anno presenta in forma di studio &lt;strong&gt;“Sezioni. Schermi. Anamnesi di un crollo”&lt;/strong&gt;, primo esperimento di commistione tra danza e testo, all’interno del laboratorio “La vocazione teatrale” (Mittelfest 2005)&lt;br /&gt;Nel 2006 indaga l’unione tra teatro, danza e video con lo spettacolo &lt;strong&gt;“Fedra / Teseo. Voci di famiglia per dramma senza titolo”&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Questa ricerca continuerà con il progetto &lt;strong&gt;“Crolli”&lt;/strong&gt;, lavoro strutturato come una sequenza di studi itinerante comprendente performance, video, teatro e danza. Attualmente il progetto è in via di sviluppo con la collaborazione dell’università di Torino.&lt;br /&gt;Nell’ultimo anno la compagnia si è incentrata prevalentemente sul discorso teatrale realizzando &lt;strong&gt;“Checkpoint”&lt;/strong&gt; (premio Upnea ’07), spettacolo-ring per un pubblico limitato, e &lt;strong&gt;“Falene”&lt;/strong&gt; (vincitore di “Nuove sensibilità ‘08”, debutto 20 Luglio 2008, Castel dei Mondi, Andria.). Ha inoltre indagato la forma del corto teatrale con &lt;strong&gt;“Ninna Nanna”&lt;/strong&gt;, spettacolo finalista del festival “Schegge d’Autore” (Teatro Tordinona, Roma) e presentato a Milano all’interno della festa del Teatro 2007.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coerentemente con la propria politica “incoerente”, la compagnia nel settembre 2008 tornerà alla danza realizzando &lt;strong&gt;“TOYS”&lt;/strong&gt; spettacolo/performance a partire dalla Salomè di O. Wilde e dagli studi sociologici di Z. Bauman.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-369221230360045809?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/369221230360045809/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=369221230360045809' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/369221230360045809'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/369221230360045809'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2008/09/crolloprospettico-un-collettivo.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-3892540354665328513</id><published>2008-06-30T02:32:00.000-07:00</published><updated>2008-10-05T01:57:59.992-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-size:180%;"&gt;FALENE&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;di Marco Di Stefano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;regia Carlotta Origoni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con Martina Desantis, Elisa Denti, Daniele Gaggianesi, Vincenzo Giordano, Mario Gualandi, Sara Urban&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;della Associazione Culturale Crolloprospettico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;FESTIVAL INTERNAZIONALE&lt;br /&gt;CASTEL DEI MONDI DI ANDRIA&lt;br /&gt;17&gt;20/07/2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20 luglio 2008&lt;br /&gt;23.30&lt;br /&gt;Sala A &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Spazio Mil - Sesto San Giovanni (Milano)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;dal 30 settembre al 4 ottobre 2008&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ore 21&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lunedì 6 ottobre 2008, ore 21&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Piccolo Auditorium in piazza Dettori a Cagliari&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;17 ottobre 2008 ore 21&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Teatro Lauro Rossi - Macerata&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;1-2 Novembre 2008 ore 21&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nuovo Teatro Nuovo  - Napoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217605343486872642" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SGioanS3DEI/AAAAAAAAAGk/DpL-lxZdDo0/s400/Falene_locandina+copy.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Prendiamo Le Onde di Virginia Woolf come materiale per “costruire” teatro. Il romanzo, nel suo fiume di parole, non lascia spazio all’oggettività: ogni avvenimento è filtrato dalla mente dei personaggi. Decidiamo di agire come dei detective. Smontiamo il romanzo, lo facciamo a pezzi, lo analizziamo con cura per ricostruire le piccole storie quotidiane che stanno dietro alla vita di ogni personaggio.&lt;br /&gt;Creiamo delle situazioni drammatiche. Ne abbiamo bisogno. Non vogliamo tradire Virginia Woolf, ma crediamo che l’unico modo per dare potenza ai monologhi interiori dei suoi personaggi sia quello di farli vivere. Farli vivere nel mondo di tutti i giorni, fatto di delusioni, speranze, amori. Fatto di banalità disarmanti. Seguendo le tracce lasciate dall’assassino Virginia, riusciamo a ricomporre nove avvenimenti nell’arco di una vita intera: l’ultimo giorno di scuola, una festa tra amici, una cena d’addio.&lt;br /&gt;Ecco i personaggi che entrano. Susan, Jinny, Louis, Neville, Bernard. Sono bambini, giocano a nascondino. Manca Rhoda. Mentre gli altri agiscono lei è ferma in proscenio e ci apre la porta della sua mente. Così inizia il nostro furto letterario. Lavoriamo su due livelli: la quotidianità degli eventi e la profondità dei pensieri personali. Per nove volte, a turno, ogni personaggio regala al pubblico la parte più nascosta dei propri pensieri. Il proprio punto di vista. Ma qualcosa si inceppa lentamente in questo meccanismo, fino alla con-fusione totale. E allora diventa difficile distinguere i pensieri dalla realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scena: tempo interno e tempo esterno&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SNOCReJZGbI/AAAAAAAAAHE/kfHTjSlerT0/s1600-h/falene.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5247681227478604210" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SNOCReJZGbI/AAAAAAAAAHE/kfHTjSlerT0/s400/falene.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due piani: due luoghi e due tempi.Ad un piano corrisponde un luogo concreto, in uno spazio e in un tempo precisi, e all’altro corrisponde un non-luogo, al di fuori del tempo e dello spazio. Lo spazio delle sceneGli unici elementi di scena sono luci da interno: lampade da terra, lampadine, abatjour si muoveranno nello spazio per delimitarlo, ampliarlo romperlo. Le luci disegneranno interni ed esterni.Gli attori si muovono in un luogo astratto con grande concretezza. Il suono, crea l’ambiente nel quale i personaggi si muovono e sottolinea costantemente un mondo esterno con il quale questi personaggi fanno devono fare i conti, ciò che li spinge ad essere così uniti.Il ritmo delle scene è sincopato e rapido, si ha la sensazione che gli eventi si consumino nel giro di un attimo senza lasciare echi.Lo spazio dei soliloquiUna scena spoglia, silenziosa.Questo è un luogo interno alla mente dei personaggi. Le luci, questa volta teatrali, consentono di evocare un’atmosfera surreale, onirica, allucinatoria.Il ritmo sarà dilatato: questo è il luogo dove si sente l’eco delle azioni delle scene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I diversi ritmi dei due piani restituiscono quella percezione del tempo che è così presente nel testo:il continuo comprimersi e dilatarsi, un tempo soggettivo in cui una tragedia può consumarsi in un attimo mentre una sensazione durare a lungo.I due piani si sovrappongono nello spazio proprio come nel testo.Lo spazio dei soliloqui deve gradualmente aumentare, comprimendo quello delle scene, fino a diventare l’unico spazio scenico.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-3892540354665328513?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/3892540354665328513/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=3892540354665328513' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/3892540354665328513'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/3892540354665328513'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2008/06/20072008-20-luglio-2008-23.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SGioanS3DEI/AAAAAAAAAGk/DpL-lxZdDo0/s72-c/Falene_locandina+copy.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-6835683428920460046</id><published>2008-06-30T02:24:00.000-07:00</published><updated>2008-06-30T02:25:37.452-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Io sono figlio del ’68&lt;br /&gt;Figlio degli ideali morti&lt;br /&gt;Delle rivoluzioni fallite&lt;br /&gt;Del qualunquismo imperante.&lt;br /&gt;Sono figlio della borghesia proletaria&lt;br /&gt;Del proletariato borghese Non so&lt;br /&gt;Figlio del trasformismo politico&lt;br /&gt;Della voglia di scopare elevata a principio&lt;br /&gt;Del femminismo grottesco&lt;br /&gt;Del maschilismo nascosto&lt;br /&gt;Dell’oppio religione dei popoli&lt;br /&gt;Della certezza del futuro precario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono figlio del ’68.&lt;br /&gt;Io sono un figlio di puttana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marco Di Stefano&lt;br /&gt;per Dodicesimo Round&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-6835683428920460046?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/6835683428920460046/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=6835683428920460046' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/6835683428920460046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/6835683428920460046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2008/06/io-sono-figlio-del-68-figlio-degli.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-2780328490590532527</id><published>2008-06-27T04:32:00.000-07:00</published><updated>2008-06-27T04:33:12.608-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SGTP7BaPa7I/AAAAAAAAAGc/sWNaY--v3lk/s1600-h/cortili_jpeg.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5216522881299606450" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SGTP7BaPa7I/AAAAAAAAAGc/sWNaY--v3lk/s400/cortili_jpeg.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-2780328490590532527?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/2780328490590532527/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=2780328490590532527' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/2780328490590532527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/2780328490590532527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2008/06/blog-post.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SGTP7BaPa7I/AAAAAAAAAGc/sWNaY--v3lk/s72-c/cortili_jpeg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-2590887298085319585</id><published>2007-11-16T04:35:00.000-08:00</published><updated>2007-11-16T04:46:35.814-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/Rz2QW89DXCI/AAAAAAAAAGM/9GmEgAAvjJU/s1600-h/checkpointfoto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5133417874265955362" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/Rz2QW89DXCI/AAAAAAAAAGM/9GmEgAAvjJU/s320/checkpointfoto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;CHECKPOINT&lt;br /&gt;di Marco Di Stefano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con&lt;br /&gt;Martina De Santis, Mario Gualandi, Fabrizio Lombardo, Sara Urban&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regia&lt;br /&gt;Marco Di Stefano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piccolo Teatro Campo d’Arte&lt;br /&gt;Via dei Cappellari 93&lt;br /&gt;(Campo de’ Fiori)&lt;br /&gt;Roma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal 13 al 25 novembre&lt;br /&gt;ore 21&lt;br /&gt;domenica ore 17&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Recensione &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Donatella Codonesu&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Opera d’esordio all’insegna di un'ideale rivendicazione di libertà, Checkpoint è il ritratto nebbioso di una dittatura crudele e soffocante, di un mondo oscurato dalla totale mancanza di libertà, affossato da regole inspiegabili ed inspiegate, fini a sé stesse in quanto mero strumento di repressione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;La storia è ambientata in un paese dove non si può più viaggiare e le stazioni sono usate come carceri. In una di esse, un centro di detenzione femminile, si sviluppano ambigue relazioni fra le detenute e i due carcerieri. Da queste interazioni violente e a tratti morbose emergono i singolari giochi di ruolo e repentini ribaltamenti delle parti dei protagonisti. Chi comanda proietta sugli altri la propria angosciata quanto impossibile ricerca di pace, ritrovandosi vittima dei propri stessi suprusi, mentre chi è vittima si ritrova a detenere per un attimo un ruolo importante e decisivo nella gestione della propria prigionia. Fino alle inevitabili conclusioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Un carceriere ed il suo assistente muto, una ragazza e la speranza di salvarsi attraverso un amore deviato, un'altra ragazza e la consapevolezza che è inutile vivere se tutto intorno il resto muore. Tutti i protagonisti si ritrovano a turno, ciascuno proprio malgrado, ad essere causa del dolore altrui. Checkpoint è il punto di controllo, dove tutto viene messo alla prova: l'ideologia, la colpa, le passioni e la volontà.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/Rz2Q2M9DXDI/AAAAAAAAAGU/NZzHhk9LQIs/s1600-h/checkpointfoto1.jpg"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5133418411136867378" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/Rz2Q2M9DXDI/AAAAAAAAAGU/NZzHhk9LQIs/s320/checkpointfoto1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Il mondo evocato in questo interessante atto unico va oltre la facile identificazione con esempi di stati assolutisti a noi vicini: la sfumata descrizione della situazione si concretizza felicemente nei meccanismi che sono alla base delle azioni. Il lavoro viene così elevato all’assoluto, puro ed apolitico riferimento all’oppressione di un sistema antilibertario e castrante. Ciò che viene descritto in termini di repressione e negazione è in realtà un'ideale impossibilità di essere e sentirsi liberi, condizione di cui la repressione dittatoriale è solo una delle tante forme possibili. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;La mancanza di libertà e l'adeguamento incondizionato a regole limitative possono essere semplicemente frutto di un'autoimposizione, di una personale mancanza di autonomia o di una banale latenza di coraggio. Ciascuno dei personaggi è infatti consapevole del proprio ruolo e almeno parzialmente artefice del proprio destino; ciascuno ha modo di influire su se stesso e sugli altri e da questo girotondo nessuno esce vincitore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Il soggetto del lavoro di Marco di Stefano è dunque un luogo fisico e metaforico di corruzione, spazio emotivo e mentale carico di dolore e claustrofobica alienazione, dove incredibilmente la speranza riesce ancora a nascondersi. L’ambiente e la situazione vengono rappresentati con un’opera di intelligente sintesi, che permette alla storia, pur appena accennata, di essere tuttavia delineata con chiarezza esaustiva. Gli interpreti, incisivi nei toni e misurati e nei movimenti, rappresentano correttamente il testo in tutta la sua drammaticità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Donatella Codonesu&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.teatroteatro.it/"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;http://www.teatroteatro.it/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-2590887298085319585?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/2590887298085319585/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=2590887298085319585' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/2590887298085319585'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/2590887298085319585'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2007/11/checkpoint-di-marco-di-stefano-con.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/Rz2QW89DXCI/AAAAAAAAAGM/9GmEgAAvjJU/s72-c/checkpointfoto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-938507363591647041</id><published>2007-11-15T02:59:00.000-08:00</published><updated>2007-11-15T03:03:07.455-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/Rzwm8s9DXBI/AAAAAAAAAGE/6k11z7QCISc/s1600-h/checkpoint+locandina_Page_2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5133020499596762130" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/Rzwm8s9DXBI/AAAAAAAAAGE/6k11z7QCISc/s400/checkpoint+locandina_Page_2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Dal 13 al 25 novembre&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;ore 21&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;domenica ore 17&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;prenotazione consigliata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-938507363591647041?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/938507363591647041/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=938507363591647041' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/938507363591647041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/938507363591647041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2007/11/dal-13-al-25-novembre-ore-21-domenica.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/Rzwm8s9DXBI/AAAAAAAAAGE/6k11z7QCISc/s72-c/checkpoint+locandina_Page_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-2118684462867198489</id><published>2007-10-20T02:59:00.000-07:00</published><updated>2007-10-22T13:10:09.188-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RxnRvMCBRzI/AAAAAAAAAFs/Hcea5D5be6o/s1600-h/bimbo.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5123356659724404530" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RxnRvMCBRzI/AAAAAAAAAFs/Hcea5D5be6o/s400/bimbo.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Ninna Nanna&lt;br /&gt;di Marco Di Stefano&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;con Martina De Santis e Sara Urban&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;regia Marco Di Stefano&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;All'interno di &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Shake Mi!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Festa del Teatro - Teatri Aperti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;27 ottobre 2007&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;ore 21&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Barrio's, via Boffalora, angolo via Barona&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Milano&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5123358360531453762" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RxnTSMCBR0I/AAAAAAAAAF0/3cHD-SWEuJE/s400/demolizioneultima.jpg" border="0" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-2118684462867198489?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/2118684462867198489/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=2118684462867198489' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/2118684462867198489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/2118684462867198489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2007/10/ninna-nanna-di-marco-di-stefano.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RxnRvMCBRzI/AAAAAAAAAFs/Hcea5D5be6o/s72-c/bimbo.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-7304975609405446031</id><published>2007-09-12T09:05:00.000-07:00</published><updated>2007-09-14T07:20:03.777-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;font-size:180%;"&gt;Macbeth&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di William Shakespeare&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5109353261362158882" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RugRuH95nSI/AAAAAAAAAFI/GOt0TRLt1m8/s320/nero%5B1%5Drit.JPG" border="0" /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Regia: Emanuele Crotti, Stefano De Luca, Marco Di Stefano, Antonio Mingarelli, Riccardo Pippa&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Drammaturgia: Elena Cattaneo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Coordinamento artistico: Claudio Longhi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Macerata, Centro Storico, 1/2 settembre 2007&lt;br /&gt;ore 20, 45&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;— MACERATA —&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;«LA RAPPRESENTAZIONE itinerante del Macbeth cui ho assistito nei primi giorni di settembre mi ha lasciato un senso di stupore e gratitudine, per come ha saputo animare alcuni luoghi del nostro centro storico.Di Macbeth si era molto parlato nell’estate maceratese: per la messa in scena dell’opera curata da Pierluigi Pizzi. Si poteva dunque temere un effetto di saturazione. Invece è venuto fuori uno spettacolo davvero vivo, forse il più coinvolgente fra tutti quelli cui ho assistito quest’anno: commovente, per la passione degli attori (sia i professionisti del Piccolo Teatro, sia i maceratesi dei nostri gruppi, detti amatoriali proprio per l’amore che vi manifestano); poi per l’emozione profonda che ha saputo trasmettere agli spettatori. E infine, per la sapienza del tocco registico che sta tutta nelle scelte fatte: persone, relazioni e luoghi. L’operazione di ritaglio sull’opera e la sua messa in scena itinerante hanno prodotto una specie di spaesamento, palpabile fra gli spettatori, ma anche una moltiplicazione del suo fascino e della sua attualità. E’ la potenza della parola e del teatro di Shakespeare che ne esce esaltata e che parla a noi, e di noi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;COSÌ, SULLO SFONDO di questo ritaglio del testo, mi è parso importante che l’unità dell’azione teatrale fosse di nuovo ripristinata e garantita proprio dai luoghi della cittadinanza e della vita pubblica, dagli spazi della città che abbiamo percorso accompagnati da gentili ragazze: le strade, le piazze, il cinema, le case, i passanti un po’ sbigottiti, il vicino che ti apre la porta sorridendo e poi entra nella messa in scena, la barista della Filarmonica presente sullo sfondo di quella ‘notte di gozzoviglie fino al secondo canto del gallo’ e del suo risveglio sanguinoso. Questi luoghi con la loro storia, col sapore della vita quotidiana, noi li vediamo allora quasi per la prima volta in una luce diversa. E questo ci scuote dall’indifferenza, ci fa sobbalzare. E’ capitato a me in quei locali: seduto nella stanza vicina a causa del sovraffollamento, ho ascoltato in lontananza Macduff e Macbeth esitare sulla porta della camera dove Duncan giaceva squartato, mentre il pianoforte, in lontananza, suonava Debussy e Chopin (siamo nel ’900, dunque, e nell’800, ho pensato). Questi luoghi, a loro volta, si riflettono con la loro storia sull’azione scenica distorcendola appena, come mi è parso evidente nelle stanze dell’Hotel Lauri e della Società Filarmonica: la loro aria decadente sembrava fatta apposta per esaltare l’idea che tutto è gioco e rappresentazione tragicomica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;CHI AMA IL TEATRO sa bene che al fondo dell’azione, dove la morte e la vita si danno la mano mascherate, c’è sempre la nostra stessa esistenza presentata in maniera più pura, più essenziale. Ecco, se lo spettacolo ha potuto evocare qualcosa di simile, in me come di certo in tanti altri che mi sono trovato a fianco e con i quali ho parlato – e davvero c’erano persone di tutte le età e questo mi è parso molto bello –, allora vuol dire che il teatro a Macerata è vivo grazie alla dedizione di quanti da anni si ostinano ad amarlo. Lode, dunque, a questo ‘evento’ culturale, a chi lo ha realizzato, a chi lo ha voluto».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Piero Feliciotti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-7304975609405446031?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/7304975609405446031/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=7304975609405446031' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/7304975609405446031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/7304975609405446031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2007/09/macbeth-di-william-shakespeare-regia.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RugRuH95nSI/AAAAAAAAAFI/GOt0TRLt1m8/s72-c/nero%5B1%5Drit.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-6344640875344116282</id><published>2007-07-28T11:00:00.000-07:00</published><updated>2007-07-28T11:01:45.191-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RquEWmqMGbI/AAAAAAAAAEs/Lu4x3fEAJk0/s1600-h/Pillola+copia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092309327541967282" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RquEWmqMGbI/AAAAAAAAAEs/Lu4x3fEAJk0/s320/Pillola+copia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RquEbmqMGcI/AAAAAAAAAE0/yK1ktub7Bws/s1600-h/Pillola_blu+copia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092309413441313218" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RquEbmqMGcI/AAAAAAAAAE0/yK1ktub7Bws/s320/Pillola_blu+copia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;  &lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RquEbmqMGcI/AAAAAAAAAE0/yK1ktub7Bws/s1600-h/Pillola_blu+copia.jpg"&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RquEbmqMGcI/AAAAAAAAAE0/yK1ktub7Bws/s1600-h/Pillola_blu+copia.jpg"&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-6344640875344116282?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/6344640875344116282/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=6344640875344116282' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/6344640875344116282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/6344640875344116282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2007/07/blog-post.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RquEWmqMGbI/AAAAAAAAAEs/Lu4x3fEAJk0/s72-c/Pillola+copia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-2219830227648610343</id><published>2007-07-28T10:30:00.000-07:00</published><updated>2007-07-30T08:02:39.900-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;Crolloprospettico presenta: &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092306703316949362" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RquB92qMGXI/AAAAAAAAAEM/L8YKMJ_20AA/s200/maimivergogner%C3%B2diapprendere1.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi vergognerò mai di apprendere.&lt;br /&gt;- riflessioni per il teatro presente -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da Carlo Goldoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un progetto di Marco Di Stefano, Cecilia Gragnani e Sara Urban.&lt;br /&gt;Con Cecilia Gragnani e Sara Urban.&lt;br /&gt;Drammaturgia e Regia: Marco Di Stefano.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;21 luglio 2007&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;ore21&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Arsenale di Venezia&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;all'interno di&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Il Mondo della Luna - Campus Biennale&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;39° Biennale Teatro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo nel 2007. Sono passati trecento anni dalla nascita di Carlo Goldoni. Questa ricorrenza ha dato la possibilità a tutto il mondo teatrale (italiano e non) di confrontarsi con una parte del nostro passato che si è rivelata fondamentale per lo sviluppo del teatro italiano. Carlo Goldoni è stato senza dubbio il più importante commediografo italiano di sempre. E questo non solo per la quantità e la bellezza dei su&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RquCo2qMGYI/AAAAAAAAAEU/afefXsPRpMM/s1600-h/maimivergognerÃ²diapprendere8.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092307442051324290" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RquCo2qMGYI/AAAAAAAAAEU/afefXsPRpMM/s200/maimivergogner%C3%B2diapprendere8.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;oi testi, ma soprattutto per la sua opera di modernizzazione delle nostre scene. Carlo Goldoni ha anticipato il proprio tempo, ha continuato a tenere lo sguardo fisso verso il futuro, nonostante tutte le difficoltà e i nemici che gli si sono presentati davanti. Non solo uno scrittore, quindi, ma un grande uomo di teatro.&lt;br /&gt;Siamo nel 2007. L’era del digitale è incominciata, il tempo scorre sempre più veloce, bisogna correre. E invece noi decidiamo di fermarci un attimo. Decidiamo di confrontarci anche noi con questo passato, di costruire un ponte tra noi e Goldoni. Non con le sue commedie, ma con il suo pensiero, con il suo modo del tutto personale di vedere il teatro. Usiamo le introduzioni che Goldoni scrisse in occasione della pubblicazione dei suoi lavori. “L’Autore a chi legge”, dice il titolo. E noi leggiamo, caro Autore, e sentiamo in queste parole vecchie più di due secoli una vicinanza sconcertante: le tue difficoltà sono uguali alle nostre, i tuoi dubbi sono gli stessi che ci assalgono tutti i giorni, la tua voglia di Teatro è la stessa che ci spinge a continuare nonostante tutto. Il Tuo passato per raccontare il Nostro presente. Chi l’avrebbe detto.&lt;/div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RquC8WqMGZI/AAAAAAAAAEc/LZOCpEi_QCY/s1600-h/maimivergognerÃ²diapprendere5.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092307777058773394" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RquC8WqMGZI/AAAAAAAAAEc/LZOCpEi_QCY/s200/maimivergogner%C3%B2diapprendere5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092308159310862754" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RquDSmqMGaI/AAAAAAAAAEk/7KtvHKcYhs4/s200/maimivergogner%C3%B2diapprendere.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;Vorrei approfitare dell'occasione per ringraziare Maurizio Scaparro e Ferdinando Ceriani per l'idea e la realizzazione del Campus Biennale. Ringrazio inoltre tutte le persone che hanno partecipato a Il Mondo della Luna e in particolare Flavio, Alessia, Marina e Cleo. Grazie di cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marco Di Stefano.&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di seguito trovate le parole di Carlo Goldoni che ci siamo permessi di usare per questa breve azione teatrale di otto minuti circa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;Non mi vergognerò mai di apprendere&lt;br /&gt;- riflessioni per il teatro presente -&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;dalle prefazioni di Carlo Goldoni alle proprie commedie&lt;br /&gt;montaggio di Marco Di Stefano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni fanno gl’Impresari per una specie di necessità, e sono quelli che possedendo qualche Teatro, per profittare della rendita considerabile di tal fondo, fanno andare l’impresa per loro conto, e sovente vi rimettono, oltre il profitto de’ palchetti, qualch’altra parte del patrimonio. Altri lo fanno per un’inclinazione generosa di divertire se stessi e il pubblico, e questi ci rimettono più degli altri.&lt;br /&gt;                                                                                  “L’impresario delle Smirne”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I miei caratteri sono umani, sono verisimili, e forse veri, ma io gli traggo dalla turba universale degli uomini, e vuole il caso che alcuno in essi si riconosca. Quando ciò accade, non è mia colpa che il carattere tristo a quel vizioso somigli, ma colpa è del vizioso, che del carattere ch’io dipingo, trovasi per sua sventura attaccato.&lt;br /&gt;                                                                                  “La bottega del caffè”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando la locandiera si burla del Cavaliere che languisce, non muove gli animi a sdegno contro colei, che dopo averlo innamorato lo insulta? Oh bello specchio agli occhi della gioventù! Dio volesse che io medesimo cotale specchio avessi avuto per tempo, che non avrei veduto ridere del mio pianto qualche barbara Locandiera. Oh di quante scene mi hanno provveduto le mie vicende medesime!….&lt;br /&gt;                                                                                  “La locandiera”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Povera gioventù sconsigliata! Volersi tormentar per amore! Voler che il balsamo si converta in veleno! Pazzie,  pazzie. Specchiatevi, o giovani, in questi Innamorati ch’ io vi presento, ridete di loro, e non fate che si abbia a rider di voi.&lt;br /&gt;                                                                                  “Gli innamorati”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Tu sai, lettore umanissimo, che apatista vuol dire Uomo senza passione. […] L’apathia del protagonista di questa Commedia consiste in una discreta virtuosa indifferenza del bene e del male, che accade o che accader potesse nel corso di nostra vita, onde si può anche chiamare l’indifferente. Tu lo vedrai in situazioni difficili, fastidiose, moleste; non lo vedrai insensibile, ma indifferente. Non fugge gli uomini come un misantropo, non li cerca come un curioso. Non ama le donne come un damerino, non le odia come un selvatico, in somma tale qual si dipinge da se medesimo, e tale, per dire la verità, qual io vorrei essere, se non lo sono.&lt;br /&gt;                                                                                  “L’apatista”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è vano che io cerchi su queste ed altre imputazioni giustificarmi. La commedia è piaciuta al Pubblico, il Pubblico la difende e su tal difesa mi acquieto. Si acchetino i critici ancora, se loro piace; quando no,  si assicurino che io faccio il sordo.&lt;br /&gt;                                                                                  “La vedova scaltra”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal pensare sempre in un modo nascono quasi sempre opere uguali e si perde il frutto della varietà tanto necessaria al Teatro.&lt;br /&gt;                                                                                  “La buona Moglie”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io aveva levato al popolo minuto la frequenza dell’Arlecchino; sentivano parlare della riforma delle Commedie, voleano gustarle; ma tutti  caratteri non erano adatti alla loro intelligenza: ed era ben giusto, che per piacere a quest’ordine di persone, che pagano come i Nobili e come i Ricchi, facessi delle Commedie, nelle quali riconoscessero i loro costumi e i loro difetti, e, mi sia permesso di dirlo, le loro virtù.&lt;br /&gt;Ma quest’ultima giustificazione è affatto inutile; poiché a tali Commedie le persone le più nobili, le più gravi e le più delicate si sono divertite egualmente […] (poiché) “tutto quello che è vero, ha il diritto di piacere, e tutto quello ch’è piacevole, ha il diritto di far ridere.”&lt;br /&gt;                                                                                  “Le baruffe chiozzote”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così bramo io parimente, che qualche nobile bell’ingegno d’Italia diasi a perfezionare l’opera mia e a rendere lo smarrito onore alle nostre scene con le buone commedie, che siano veramente commedie e non scene insieme accozzate senz’ordine e senza regola; e io, che fin ad ora sembrerà forse a taluno che voglia far da maestro, non mi vergognerò mai di apprendere da chicchessia, quando abbia capacità di insegnare.&lt;br /&gt;                                                                                  “Il teatro comico”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-2219830227648610343?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/2219830227648610343/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=2219830227648610343' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/2219830227648610343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/2219830227648610343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2007/07/crolloprospettico-presenta-non-mi.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RquB92qMGXI/AAAAAAAAAEM/L8YKMJ_20AA/s72-c/maimivergogner%C3%B2diapprendere1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-2261841844646075204</id><published>2007-06-04T07:09:00.000-07:00</published><updated>2008-07-08T04:27:44.671-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SHNPAtthNKI/AAAAAAAAAGs/9ZYeEzUBp94/s1600-h/a+traverso+23+24+25+giugno.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5220603266741646498" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SHNPAtthNKI/AAAAAAAAAGs/9ZYeEzUBp94/s400/a+traverso+23+24+25+giugno.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;8-9-10 giugno 2007&lt;br /&gt;ore 20.15 e 22.15&lt;br /&gt;domenica ore 16.15&lt;br /&gt;Teatro Studio Frigia Cinque&lt;br /&gt;via Frigia 5-Milano (MM Precotto)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;23 giugno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ore 21&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cascina Autogestita&lt;/div&gt;&lt;div&gt;TORCHIERA SENZ'ACQUA&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;CHECKPOINT&lt;br /&gt;di Marco Di Stefano&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-2261841844646075204?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/2261841844646075204/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=2261841844646075204' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/2261841844646075204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/2261841844646075204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2007/06/8-9-10-giugno-2007-ore-20.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/SHNPAtthNKI/AAAAAAAAAGs/9ZYeEzUBp94/s72-c/a+traverso+23+24+25+giugno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-422251605319650389</id><published>2007-05-23T10:39:00.001-07:00</published><updated>2007-05-24T07:27:22.095-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RlR8f-Uf0iI/AAAAAAAAAC8/q_OWzKsCmTI/s1600-h/versione_20.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RlR8f-Uf0iI/AAAAAAAAAC8/q_OWzKsCmTI/s400/versione_20.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5067812369445409314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:Tahoma;font-size:13;"  &gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Marco Di Stefano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Versione 2.0&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;31 Tragedie Contemporanee&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);font-size:130%;" &gt;&lt;span&gt;Nicola Pesce Editore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(eu. 12.00)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-family:Tahoma;font-size:100%;"  &gt;&lt;b&gt;Come ordinare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con una email a&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-family:Tahoma;font-size:100%;"  &gt;&lt;b&gt;&lt;a href="mailto:ordini@lermellino.it" class="style1"&gt;ordini@lermellino.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tramite fax o telefono,&lt;br /&gt;al numero 0828/304608&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;scrivendo alla&lt;br /&gt;Nicola Pesce Editore&lt;br /&gt;cas. post 350&lt;br /&gt;84091 - Battipaglia (SA)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pagamento dei libri &lt;u&gt;è anticipato&lt;/u&gt; e dovrà essere effettuato versando l'importo sul &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-family:Tahoma;font-size:100%;"  &gt;&lt;b&gt;c.c.p. n. 48956924&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-family:Tahoma;font-size:100%;"  &gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;intestato a &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-family:Tahoma;font-size:100%;"  &gt;&lt;b&gt;Nicola Pesce Editore&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-family:Tahoma;font-size:100%;"  &gt;&lt;b&gt;specificando nella causale&lt;br /&gt;1) titolo libro&lt;br /&gt;2) nome autore&lt;br /&gt;3) numero delle copie ordinate&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le spese di spedizione sono a carico della casa editrice.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-422251605319650389?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/422251605319650389/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=422251605319650389' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/422251605319650389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/422251605319650389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2007/05/marco-di-stefano-versione-2.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RlR8f-Uf0iI/AAAAAAAAAC8/q_OWzKsCmTI/s72-c/versione_20.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-6623523237937116641</id><published>2007-05-09T05:49:00.000-07:00</published><updated>2007-07-03T07:09:17.610-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RopYRzC0EMI/AAAAAAAAAEE/WAwhTtt90PA/s1600-h/Immagine+003.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5082972192224055490" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RopYRzC0EMI/AAAAAAAAAEE/WAwhTtt90PA/s200/Immagine+003.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Crolloprospettico presenta:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ffffff;"&gt;CHECKPOINT&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;di Marco Di Stefano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con&lt;br /&gt;Martina De Santis, Vincenzo Giordano, Mario Gualandi, Sara Urban&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regia&lt;br /&gt;Marco Di Stefano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si ringrazia:&lt;br /&gt;Angelo Prati, Lampro, Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi,&lt;br /&gt;Outis-Centro Internazionale di Drammaturgia&lt;br /&gt;Nudoecrudoteatro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11-12-13 MAGGIO, ORE 21.30&lt;br /&gt;BARRIO'S&lt;br /&gt;VIA BARONA ANGOLO VIA BOFFALORA&lt;br /&gt;MILANO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una dittatura. Un paese dove non si può più viaggiare e le stazioni sono usate come carceri. Un carcere femminile. Un carceriere e il suo assistente muto. Una detenuta e la speranza di salvarsi attraverso un amore deviato. Una ragazza e la consapevolezza che è inutile vivere se tutto intorno il resto muore. Checkpoint è il punto di controllo, dove tutto viene messo alla prova: l'ideologia, la colpa, le passioni e la volontà. Un luogo fisico, ma anche un luogo della mente, dove tutto è corrotto&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RopVDjC0EII/AAAAAAAAADk/jcD5E70RanA/s1600-h/IMG_1516.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5082968648876036226" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RopVDjC0EII/AAAAAAAAADk/jcD5E70RanA/s200/IMG_1516.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;. Ma dove la speranza riesce ancora a nascondersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Checkpoint ha debuttato come mise en espace nel settembre 2006, all'interno di Tramedautore, festival organizzato da Outis - Centro Internazionale di Drammaturgia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(...)l'autore, nella sua opera d'esordio, affronta l'argomento con finezza e intelligenza, trattando temi già noti, ma senza mai cadere nel banale.&lt;br /&gt;Renato Palazzi&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.delteatro.it/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;http://www.delteatro.it/&lt;/a&gt; 27 settembre 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RopRlTC0EFI/AAAAAAAAADM/_U0k2mq4x4k/s1600-h/Immagine+007.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5082964830650110034" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RopRlTC0EFI/AAAAAAAAADM/_U0k2mq4x4k/s200/Immagine+007.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;Checkpoint – note di regia&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;Crediamo che la stazione/prigione di Checkpoint rappresenti la violenza e la repressione a più livelli. Decidiamo di raccontare non solo un luogo fisico, ma un luogo della mente, dove i rapporti umani diventano morbosi, duri, a volte atroci e crudeli. Vogliamo scandagliare il male. Il male come parte di un sistema che va sempre di più verso l'autodistruzione, un sistema parassitario e cieco che distrugge ciò che tocca. Ma non ci basta. Non ci basta perché il male è componente fondamentale dell'uomo. L'essere umano rende possibile il male. A volte volontariamente, a volte no, ma è importante? Forse l'importante è capire la radice. Analizziamo ciò che ci circonda e scopriamo che spesso anche chi commette i crimini più atroci crede di essere nel giusto. Pensiamo a tutti i grandi delitti della Storia. Niente sarebbe potuto succedere senza degli ideali precisi, a volte travisati, certo, ma pur sempre ideali. Il nazifascismo, il comunismo sovietico, l'inquisizione spagnola. E allora c'è qualcosa di comune nel male. Qualcosa di banale e terribile. Vogliamo metterci di fronte a tutto questo, ma soprattutto vogliamo che il pubblico sia con noi, accanto a noi, che riesca a vedere da vicino i nervi scoperti dei corpi che si muovono sulla scen&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RopVvjC0EJI/AAAAAAAAADs/8XRfZnG06sY/s1600-h/IMG_1646.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5082969404790280338" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RopVvjC0EJI/AAAAAAAAADs/8XRfZnG06sY/s200/IMG_1646.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;a.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;LO SPAZIO&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Abbiamo deciso di creare un luogo altro. Un tappeto di 6 metri per 6 in PVC bianco, con la pianta degli spazi scenici disegnata in nero. Bianco e nero. Lavorare cromaticamente sugli opposti senza compromessi, bianco e nero come due elementi fondanti della vita, senza lasciare spazio a fraintendimenti. Non ci interessa il grigio. Non adesso, non per questo spettacolo. Lavoriamo sugli estremi per affondare il nostro bisturi sempre più in profondità, per spingere fino all'eccesso le nostre conclusioni. Gli oggetti neri, i costumi neri, il cibo nero. Eppure ci muoviamo nell'asettica luminosità del bianco. Viviamo di conflitti. Vediamo dove portano.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RopSATC0EGI/AAAAAAAAADU/koArNMChons/s1600-h/Immagine+040.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5082965294506578018" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RopSATC0EGI/AAAAAAAAADU/koArNMChons/s200/Immagine+040.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;IL PUBBLICO&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Disponiamo il pubblico sui quattro lati del tappeto. Vogliamo sentire il loro calore. Vogliamo che guardino i corpi in ogni sfumatura, che sentano l'odore dell'ambiente che abitiamo. Vogliamo che si vedano tra loro, che siano agenti di questo rito. Questa cosa ci riguarda tutti e allora perché dividerci in due comunità distinte, palco e platea? Vogliamo guardarci negli occhi. Forse il male si nasconde proprio nella negazione del proprio sguardo agli altri. Guardami negli occhi e io ti guarderò negli occhi. Allora, forse, mi riconoscerai come simile. Viviamo nell'epoca dell'imagine e non sappiamo più come comportarci rispetto a un corpo vivo. Io sono qui, rido, soffro, mangio, mi lavo. E tu, per una volta, non devi SPIARMI. Devi GUARDARMI.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;GLI ATTORI&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Naturalmente ci assumiamo ogni responsabilità. Dobbiamo essere onesti. Non possiamo ingannare, non possiamo nasconderci, non possiamo fingere. Ci affidiamo all'istinto per raccontare. Cerchiamo di sentire ogni cosa che rappresentiamo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RopWiDC0EKI/AAAAAAAAAD0/8dHvi237WSQ/s1600-h/IMG_1656.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5082970272373674146" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RopWiDC0EKI/AAAAAAAAAD0/8dHvi237WSQ/s200/IMG_1656.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sara, cosa vuol dire aggrapparsi alla vita? Vincenzo, fermati e pensa: stai uccidendo ciò che ami. Martina, hai paura e vai avanti nonostante tutto. La tua voce va contro il tuo corpo. Mario, cosa vuol dire rivedere, ancora una volta, rivedere tutta questa violenza. Marco, fermati, vai davanti allo specchio, prendi fiato. Stai guidando delle persone. Forse devi trovare delle risposte. Quali? Presuntuoso. Prendi fiato. Stai sbagliando. Non devi trovare le risposte. Devi trovare il modo di formulare le domande.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;Gli attori sono sempre a vista. Aspettano. Sono seduti e attendono il loro turno per entrare. Il pubblico si siede. Li guarda. Vede che sono attori. Ma quando iniziano a recitare qualcosa cambia. Perché questa volta non sono più attori. Sono esseri umani.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RopSUjC0EHI/AAAAAAAAADc/oG9ryD9YAtk/s1600-h/Immagine+042.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5082965642398929010" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RopSUjC0EHI/AAAAAAAAADc/oG9ryD9YAtk/s200/Immagine+042.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;MARTIN&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Martin è il narratore. Martin non veste mai i panni dell'attore perché è il sopravvissuto. Fuori o dentro la scena, non importa: Martin è sempre Martin. Vediamo come si comportava: stupri, violenza, accondiscendenza. Ecco, esce di scena. E piange. Perché piangi, Martin? Ma Martin non può rispondere perché è muto. È questo il motivo per cui siamo qua, stasera. Perché Martin non può parlare, non può raccontare. E allora usa degli attori. Un attore per Esia, un'attrice per Jeràd, un'altra per Elàr. E Martin? Martin interpreta se stesso. E ci fa vedere cosa è successo. Dirige l'azione, giudica, ci indica dove guardare. Martin comanda la rappresentazione. È la sua condanna: raccontare senza voce.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;LA MUSICA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Bach è il nostro compagno di viaggio. La nostra colonna sonora. Le Suite per violoncello. Il bianco e il nero fatti musica. Lo ascolto e mi chiedo se più di due secoli fa lui aveva trovato le risposte. Forse sì, si direbbe dalla sua musica. Nel 2007 io sto ancora cercando le domande.&lt;br /&gt;Accosto la musica alle immagini dello spettacolo. Eccola qui, la musica del mondo che andiamo a raccontare. Il violoncello, il bianco e il nero. Sembrano tutti elementi discreti, in qualche modo raffinati. Solo ora mi accorgo che se li metto vicini, se li mescolo, se li obbligo a stare insieme, ogni cosa cambia. E tutto diventa violento.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RopXqzC0ELI/AAAAAAAAAD8/QflIZ5XvdsY/s1600-h/IMG_1649.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5082971522209157298" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RopXqzC0ELI/AAAAAAAAAD8/QflIZ5XvdsY/s200/IMG_1649.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;IL CAMBIAMENTO E LA CRISI&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Il cambiamento è possibile solo attraverso la crisi. Crisi come momento di costrizione, come vicolo cieco. Crisi come obbligo di scelta. Tutti i personaggi di Checkpoint cambiano perché qualcosa li obbliga a cambiare: la detenzione, l'amore, il pericolo. E così accade nell'esistenza. Viviamo in un mondo dove ogni componente della vita è in profonda crisi: l'identità, la cultura, la politica. Viviamo subissati dalla violenza o dall'immagine di essa, siamo costretti a rapportarci giornalmente con il conflitto, ad ascoltare parole folli che creano nemici da tutte le parti. Ci chiedono di accettare l'odio e la guerra. I presupposti ci sono. La Crisi è in atto. Adesso siamo obbligati a fare una scelta. Adesso è il momento in cui il cambiamento è possibile.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Marco Di Stefano&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-6623523237937116641?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/6623523237937116641/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=6623523237937116641' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/6623523237937116641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/6623523237937116641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2007/05/crolloprospettico-presenta-checkpoint.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RopYRzC0EMI/AAAAAAAAAEE/WAwhTtt90PA/s72-c/Immagine+003.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-649901500193559473</id><published>2007-04-17T11:29:00.000-07:00</published><updated>2007-09-24T08:12:17.795-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RvfTssCBRwI/AAAAAAAAAFQ/pnRFc_aONrY/s1600-h/demolizioneultima.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5113788666589824770" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RvfTssCBRwI/AAAAAAAAAFQ/pnRFc_aONrY/s400/demolizioneultima.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;CROLLOPROSPETTICO PRESENTA:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Ninna Nanna&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;di&lt;br /&gt;Marco Di Stefano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con&lt;br /&gt;Martina De Santis e Sara Urban&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;regia&lt;br /&gt;Marco Di Stefano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;all'interno del Festival Schegge d'Autore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;24/25/26 aprile 2007&lt;br /&gt;ore 21&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teatro Tordinona, via degli Acquasparta 16, 00186 - Roma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;info e prenotazioni:&lt;br /&gt;06-68805890&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ninna Nanna&lt;br /&gt;di&lt;br /&gt;Marco Di Stefano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un paese dove prima c’era una democrazia e ora c’è una dittatura. Il teatro è stato proibito come “arte degenerata” e tutti i teatri sono condannati ad essere distrutti. In uno di questi teatri si incontrano due giovani attrici. Hanno deciso di farlo esplodere prima che le ruspe governative lo abbattano: un ultimo atto di ribellione nel tentativo estremo di sensibilizzare le coscienze. Mentre aspettano ricordano, ridono delle loro carriere artistiche e cercano di capire come sia stata possibile la fine della libertà di pensiero. Una delle due non ha dubbi: la colpa peggiore, quella che non può essere perdonata, va attribuita ad artisti ed intellettuali. Non si può restare a guardare quando il mondo della politica ed il potere distruggono valori importanti. Non si può essere sempre innocui. Per questo ha deciso di immolarsi. Consegnata all’amica una lettera-manifesto per tutti coloro che non vogliono smettere di combattere, le chiede di andar via per compiere il proprio martirio. Rimasta sola, cede ancora alla tentazione del ricordo: ancora qualche istante per recitare l’ultima volta il proprio pezzo forte, un monologo di Lady Macbeth, prima di premere il pulsante.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-649901500193559473?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/649901500193559473/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=649901500193559473' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/649901500193559473'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/649901500193559473'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2007/04/crolloprospettico-presenta-ninna-nanna.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RvfTssCBRwI/AAAAAAAAAFQ/pnRFc_aONrY/s72-c/demolizioneultima.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-5619083657542679498</id><published>2007-02-22T02:34:00.000-08:00</published><updated>2007-02-22T02:36:25.895-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;CROLLO#3&lt;br /&gt;Human Rights&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 4 marzo&lt;br /&gt;Ore 18.00&lt;br /&gt;Via della Braida 6, Milano&lt;br /&gt;(MM Porta Romana)&lt;br /&gt;Ingresso gratuito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://wpop5.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=/rte/5CuKr44hSLyr4PO9znND/1Qob4AY5vwH5vtHU66B7FpzJha2SP4rllCbmqX&amp;Link=http%3A//www.teatrodellacontraddizione.it/" target="_blank"&gt;www.teatrodellacontraddizione.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://wpop5.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=/rte/5CuKr44hSLyr4PO9znND/1Qob4AY5vwH5vtHU66B7FpzJha2SP4rllCbmqX&amp;amp;Link=http%3A//www.marcodistefano.blogspot.com/" target="_blank"&gt;www.marcodistefano.blogspot.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa volta ci prendiamo una pausa. E parliamo di diritti umani. Ci fermiamo un attimo e verifichiamo il materiale che abbiamo esaminato in questi mesi di lavoro: libri di Storia, articoli di grandi giornalisti, appelli di Premi Nobel e saggi di sociologia e filosofia. Materiale video e audio sugli ultimi vent'anni. Ve lo regaliamo così com'è, perché crediamo che sia un grande regalo, per tutti, prendersi un tempo per pensare e discutere di ciò che accade. E' un regalo che vi facciamo e ci facciamo. Non vogliamo inseguire un risultato, non avrebbe senso a questo punto. La struttura aperta del progetto "Crolli" ci consente di sperimentare, osare, scoprire punti di forza e punti di debolezza del nostro fare teatro. Ma ci impone anche una grande responsabilità nei confronti del nostro pubblico. E' la responsabilità della discussione e del confronto. Per questo ringraziamo gli amici del Teatro della Contraddizione che ci hanno permesso di affrontare in modo libero e diretto un argomento tanto importante quanto delicato. I diritti umani, un valore irrinunciabile quanto labile, ormai troppo spesso dimenticato in nome di un non ben chiaro ideale di "pace".&lt;br /&gt;Ideale travisato, tradito e piegato ai propri interessi dagli Stati Uniti del post 11 settembre.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-5619083657542679498?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/5619083657542679498/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=5619083657542679498' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/5619083657542679498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/5619083657542679498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2007/02/crollo3-human-rights-domenica-4-marzo.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-1331572203813472816</id><published>2007-02-20T10:53:00.000-08:00</published><updated>2007-02-20T11:08:17.284-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RdtHCI9B5hI/AAAAAAAAACs/h_IcY4nsW64/s1600-h/nsr.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5033695110605432338" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RdtHCI9B5hI/AAAAAAAAACs/h_IcY4nsW64/s320/nsr.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Giovedì 1 marzo 2007&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;ore 20:30-22.30&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;intervista a Marco Di Stefano durante il programma radiofonico &lt;em&gt;La luna e i falò &lt;/em&gt;in onda su Nuova Spazio Radio (FM 88.150 MHz) ascoltabile anche tramite internet dal sito &lt;a href="http://www.nuovaspazioradio.it"&gt;www.nuovaspazioradio.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-1331572203813472816?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/1331572203813472816/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=1331572203813472816' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/1331572203813472816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/1331572203813472816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2007/02/gioved-1-marzo-2007-ore-2030-22.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RdtHCI9B5hI/AAAAAAAAACs/h_IcY4nsW64/s72-c/nsr.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-541868696881933845</id><published>2007-02-05T00:59:00.000-08:00</published><updated>2007-02-11T05:27:04.442-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/Rc8VnI9B5ZI/AAAAAAAAABM/w6Xbw9Up6BI/s1600-h/bona+la+prima2.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5030263070958675346" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/Rc8VnI9B5ZI/AAAAAAAAABM/w6Xbw9Up6BI/s200/bona+la+prima2.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Venerdì 9 febbraio 2007&lt;br /&gt;ore 18&lt;br /&gt;prsentazione del libro&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;"Sessanta lame all'ora. Analisi in forma di Haiku."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Marco Di Stefano &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;presso libreria Liber.MenTE&lt;br /&gt;via del pellegrino, 94&lt;br /&gt;Roma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Relatrice della serata: Valentina Petrucci&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5030264973629187522" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/Rc8XV49B5cI/AAAAAAAAABk/GIUH6S6OWbk/s320/terza_modif.JPG" border="0" /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/Rc8ZaI9B5gI/AAAAAAAAACE/wSK8rQ8tT_A/s1600-h/ok.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5030267245666887170" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/Rc8ZaI9B5gI/AAAAAAAAACE/wSK8rQ8tT_A/s200/ok.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5030265763903170002" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/Rc8YD49B5dI/AAAAAAAAABs/GkHaMCtp6I8/s400/seconda_modif.JPG" border="0" /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/Rc8XV49B5cI/AAAAAAAAABk/GIUH6S6OWbk/s1600-h/terza_modif.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-541868696881933845?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/541868696881933845/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=541868696881933845' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/541868696881933845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/541868696881933845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2007/02/venerd-9-febbraio-2007-ore-18.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/Rc8VnI9B5ZI/AAAAAAAAABM/w6Xbw9Up6BI/s72-c/bona+la+prima2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-116686864693008288</id><published>2006-12-23T02:06:00.000-08:00</published><updated>2007-01-06T13:55:25.894-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RaAWZGsyr6I/AAAAAAAAAAM/1ffXeEIN5ew/s1600-h/piero+boccuzzi+e+marco+di+stefano.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5017034605441757090" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RaAWZGsyr6I/AAAAAAAAAAM/1ffXeEIN5ew/s320/piero+boccuzzi+e+marco+di+stefano.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Marco Di Stefano con Piero Boccuzzi, direttore della Galleria d'Arte Contemporanea Rosso41 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;giovedì 28 dicembre 2006, ore 18.30&lt;br /&gt;Galleria d’Arte Contemporanea Rosso41&lt;br /&gt;Via delle Crociate 41 – Trani (BA)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La casa editrice il filo presenta&lt;br /&gt;"Sessanta lame all'ora. Analisi in forma di Haiku."&lt;br /&gt;di Marco Di Stefano. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilfiloonline.it"&gt;www.ilfiloonline.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5017036950493900738" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RaAYhmsyr8I/AAAAAAAAAAg/OTIpyLLhg_g/s320/giuseppe+de+chirico+patrizia+mastropasqua.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Marco Di Stefano con il designer Giuseppe De Chirico e la pittrice Patrizia Mastropasqua&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5017038470912323554" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RaAZ6Gsyr-I/AAAAAAAAAA0/ima4Hc_YNQM/s320/edoardo+zambelli.JPG" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Marco Di Stefano con lo scrittore Edoardo Zambelli, relatore della serata.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5017038075775332306" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RaAZjGsyr9I/AAAAAAAAAAs/ryJJtgjCQfI/s320/mario+petronzi+filippo+magnifico.JPG" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Marco Di Stefano con il musicista Mario Petronzi e il critico cinematografico Filippo Magnifico&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-116686864693008288?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/116686864693008288/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=116686864693008288' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/116686864693008288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/116686864693008288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2006/12/gioved-28-dicembre-2006-ore-18.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8eJAybTZUEc/RaAWZGsyr6I/AAAAAAAAAAM/1ffXeEIN5ew/s72-c/piero+boccuzzi+e+marco+di+stefano.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-116630236405897226</id><published>2006-12-16T12:49:00.000-08:00</published><updated>2006-12-16T12:52:44.070-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/1286/3340/1600/510205/1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/1286/3340/400/778655/1.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marco Di Stefano&lt;br /&gt;Sessanta lame all’ora&lt;br /&gt;Analisi in forma di Haiku&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono sessanta gli haiku che compongono questa silloge e&lt;br /&gt;l’autore se ne serve per mettere in scena la modernità. Marco&lt;br /&gt;Di Stefano traccia i contorni di scenari perlopiù metropolitani&lt;br /&gt;con l’abilità di un osservatore esperto. La sua prospettiva&lt;br /&gt;è realistica (a tratti perfino iperrealistica): per questo Sessanta&lt;br /&gt;lame all’ora Analisi in forma di Haiku è simile a una verità andata&lt;br /&gt;in frantumi su fogli bianchi, e i resti di questa esplosione&lt;br /&gt;creativa sono schegge di uguale misura (pezzi di soli&lt;br /&gt;tre versi) che insieme, a loro volta, compongono più di un&lt;br /&gt;immagine suggestiva. Ed è proprio raccogliendo ed esaminando&lt;br /&gt;con cura alcuni di questi frammenti che prende corpo&lt;br /&gt;l’idea più interessante di quest’opera, ossia che il male (l’indifferenza,&lt;br /&gt;l’abitudine, l’odio) alberghi in noi più di quanto&lt;br /&gt;siamo disposti a credere. Così leggiamo di un Conte Dracula&lt;br /&gt;(Béla Ferenc Dezső Blaskó, 20 ottobre 1882-16 agosto 1956,&lt;br /&gt;in arte Bela Lugosi) vecchio e ormai sbiadito – in bianco e&lt;br /&gt;nero – tremante di fronte ai nostri giorni: alle grida in “dolby&lt;br /&gt;surround” della polveriera mediorientale, alle strade del sud&lt;br /&gt;d’Italia che esplodono in barba alla legalità. Il vecchio Bela&lt;br /&gt;Lugosi, sdentato e disorientato, non spaventa più nessuno&lt;br /&gt;perché la realtà sembra aver superato la finzione quando è la&lt;br /&gt;vita vera a sanguinare e a bruciare in technicolor.&lt;br /&gt;(dalla prefazione)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuove Voci - lePiume&lt;br /&gt;Edizioni Il F i l o&lt;br /&gt;ISBN 88-7842-625-3 il&lt;br /&gt;9 7 8 8 8 7 8 4 2 6 2 5 2&lt;br /&gt;Euro 12,00&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-116630236405897226?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/116630236405897226/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=116630236405897226' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/116630236405897226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/116630236405897226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2006/12/marco-di-stefano-sessanta-lame-allora.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-116116690192446580</id><published>2006-10-18T03:18:00.000-07:00</published><updated>2006-10-18T03:25:30.600-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/bandiera%20usa%20e%20polvere.2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/320/bandiera%20usa%20e%20polvere.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CROLLO #2: Estetica della Polvere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DATA: dal 23 al 29 ottobre - LABORATORIO&lt;br /&gt;      27-28 ottobre ore 20.15 e 22.15 – dom. 29 ottobre ore 16.15 - SPETTACOLO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;conduzione e regia di Marco Di Stefano&lt;br /&gt;Con gli attori della compagnia e i partecipanti al Laboratorio. &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;LUOGO: Teatro Studio Frigia 5, Via Frigia 5, Milano&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Testo di riferimento: Marco Belpoliti, "Crolli", Einaudi, Torino, 2005.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Una settimana intensiva di lavoro dal Lunedì alla Domenica, cinque ore di lavoro al giorno e poi il Secondo Studio aperto al pubblico. Ancora un Laboratorio per creare il Secondo Studio del progetto, un evento realizzato appositamente per lo spazio del Teatro Studio Frigia 5. Un luogo atipico, calato nella suggestiva cornice di un’area industriale nella periferia di Milano. Un luogo perfetto per indagare “L’Estetica della Polvere”. &lt;br /&gt;La polvere come elemento formale e poetico, materiale in continua trasformazione: polvere che copre oggetti, polvere come elemento autonomo. Polvere provocata da macerie. Polvere che copre il corpo.&lt;br /&gt;IL Laboratorio è APERTO A TUTTI GLI ARTISTI: attori, danzatori, drammaturghi, registi, videomakers, artisti visivi, musicisti etc. &lt;br /&gt;Non ci sono nè limiti di età né  numero chiuso. L’unica cosa che chiediamo ai partecipanti è di leggere BENE il saggio “Crolli” di Marco Belpoliti, edito da Einaudi, prima dell’inizio del laboratorio. Sono ben accette, anche se non obbligatorie, ipotesi di lavoro personale legate all’argomento. &lt;br /&gt;Finalità del laboratorio è quella di realizzare il Secondo Studio del progetto che diventa Spettacolo inserito nella programmazione della stagione del Teatro Studio Frigia 5 e poi selezionare nuovi attori e collaboratori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORARI: Dal lunedì al sabato dalle ore 10.00 alle ore 15.00-&lt;br /&gt;       venerdì, sabato ore 20.15 e ore 22.15 - domenica ore 16.15 &lt;br /&gt;COSTI: costo totale € 90.00 per persona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Laboratori sono tenuti da Marco Di Stefano, drammaturgo e regista, con la collaborazione di attori e danzatori della compagnia. Crolloprospettico è formata da  professionisti diplomati alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Per info e adesioni: crolloprospettico@yahoo.it -- www.marcodistefano.blogspot.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-116116690192446580?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/116116690192446580/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=116116690192446580' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/116116690192446580'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/116116690192446580'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2006/10/crollo-2-estetica-della-polvere.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-116057074100524939</id><published>2006-10-11T05:41:00.000-07:00</published><updated>2006-10-11T05:45:41.020-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/copertina%20la%20vocazione%20teatrale.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/400/copertina%20la%20vocazione%20teatrale.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo: La vocazione teatrale. Un laboratorio a Mittelfest &lt;br /&gt;Autore: Renata M. Molinari &lt;br /&gt;Collana: Scene/grafie &lt;br /&gt;Formato: 15 x 20 cm &lt;br /&gt;Pagine: 208 &lt;br /&gt;Prezzo: € 12,50 &lt;br /&gt;Codice ISBN: 88-89645-05-9&lt;br /&gt;Nuova edizione: –&lt;br /&gt;Prima edizione: luglio 2006&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel luglio del 2005, a Cividale del Friuli, nell’ambito di Mittelfest, Renata Molinari conduce un laboratorio sul tema della vocazione teatrale. Vi partecipano allievi della Civica scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano, dell’Accademia d’arte drammatica Nico Pepe di Udine, dell’Accademia d’arte del Dipartimento di teatro Juri Strossmayer di Osijek (Croazia) e dello Studio per la ricerca sull’arte dell’attore di Lubiana (Slovenia).&lt;br /&gt;Partendo dai diari tenuti da due allieve, questo libro ricostruisce nel dettaglio le due settimane di lavoro, gli esercizi affrontati, la visione di teatro di ognuno dei partecipanti, l'evoluzione a volte imprevedibile dei progetti, lo scarto tra scrittura e pratica scenica, la vita in comune. Renata Molinari va alle radici della scelta di fare teatro, parla di giovinezza e durata, di vocazione e mestiere, stimola i ragazzi all'attenzione reciproca e al confronto continuo, soffermandosi sulla composizione come modalità creativa. Osservando e guidando i giovani allievi, apre lo scrigno dei segreti di cui è fatta la sapienza teatrale, ben sapendo – come ogni pedagogo – che il valore di questi segreti è solo nella condivisione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Renata M. Molinari è scrittrice, dramaturg e docente alla Civica scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano. Ha lavorato, tra gli altri, con Jerzy Grotowski e Thierry Salmon.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La vocazione teatrale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;INDICE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prefazioni&lt;br /&gt;Il teatro, santuario laico dell’essere umano di Moni Ovadia&lt;br /&gt;Un laboratorio, perché? di Mario Brandolin&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA VOCAZIONE TEATRALE&lt;br /&gt;Introduzione: La vocazione teatrale, un laboratorio e molti incontri&lt;br /&gt;di Renata M. Molinari&lt;br /&gt;(Il progetto - Le tappe del lavoro - Il gruppo al lavoro: camminare assieme, per comporre - Il diario di Sarah Chiarcos e Anna Siccardi - Un commiato: custodire i semi)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le giornate di lavoro&lt;br /&gt;Domenica 10 luglio 2005. L’arrivo&lt;br /&gt;Lunedì 11 luglio 2005. Camminare in silenzio, poi tante parole per iniziare&lt;br /&gt;(con il progetto Il Grande Imbuto di Elena Cattaneo, Sarah Chiarcos, Carmen Giordano e Viviana Salvati)&lt;br /&gt;Martedì 12 luglio 2005. Orientamento e custodi&lt;br /&gt;(con il progetto Insita di Anna Siccardi e Fabio Cherstich)&lt;br /&gt;Mercoledì 13 luglio 2005. Corpi attenti e visioni di teatro&lt;br /&gt;(con la riflessione Lei si chiama Marta di Sara Fenoglio e il progetto Luocazione di Giorgia Toso)&lt;br /&gt;Giovedì 14 luglio 2005. Comporre: sguardo e ascolto&lt;br /&gt;(con le riflessioni Tutti lì in silenzio di Sarah Chiarcos, Ciò che è rimasto di Giulia Cailotto e Camminare, fermarsi, osservare: estensione del principio-regola del laboratorio di Camilla Tagliabue)&lt;br /&gt;Venerdì 15 luglio 2005. Ripetere, ripetere e ancora ripetere&lt;br /&gt;Sabato 16 luglio 2005. La prima apertura&lt;br /&gt;Domenica 17 luglio 2005. Nuove ospitalità, nuove attese&lt;br /&gt;Lunedì 18 luglio 2005. Il cambio della guardia&lt;br /&gt;(con le riflessioni Io sto al tuo fianco di Elena Cattaneo e La lingua del laboratorio di Giulia Abbate)&lt;br /&gt;Martedì 19 luglio 2005. Ricominciare, andando avanti&lt;br /&gt;(con il progetto Nijinskij sono io di Giulia D’Amico e Paolo Fronticelli Baldelli)&lt;br /&gt;Mercoledì 20 luglio 2005. Progetti e testi da trasformare&lt;br /&gt;(con i progetti Vocazione e morte di Marco Di Stefano, Walking Bernhard di Camilla Tagliabue, Vocazione al male di Giulia Abbate e 25/3/1945 ovvero Vocazione in tempo di guerra di Valeria Banchero)&lt;br /&gt;Giovedì 21 luglio 2005. Ascoltare, vedere, comporre&lt;br /&gt;(con la riflessione Alla ricerca di un percorso condiviso di Anna Siccardi)&lt;br /&gt;Venerdì 22 luglio 2005. Ascolto in movimento&lt;br /&gt;(con la riflessione Tempo, spazio, gruppo: l’esperienza del laboratorio di Giulia D’Amico e Paolo Fronticelli Baldelli)&lt;br /&gt;Sabato 23 luglio 2005. Il bagaglio, prima di partire    &lt;br /&gt;(con il testo Senza il Mortirolo di Oliver Scharpf)&lt;br /&gt;Domenica 24 luglio 2005. L’ultimo sforzo, l’ultimo regalo    &lt;br /&gt;(con la riflessione Il toto-scaletta di Marco Di Stefano)&lt;br /&gt;Lettera agli allievi. Miei cari/Dragi moji di Evgenij B. Vachtangov&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appendice&lt;br /&gt;Le trasformazioni dei progetti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-116057074100524939?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/116057074100524939/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=116057074100524939' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/116057074100524939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/116057074100524939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2006/10/titolo-la-vocazione-teatrale.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-115960906378836881</id><published>2006-09-30T02:36:00.000-07:00</published><updated>2006-09-30T02:37:43.790-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/07.0.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/400/07.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martina De Santis e Marco Di Stefano in Checkpoint&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-115960906378836881?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/115960906378836881/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=115960906378836881' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/115960906378836881'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/115960906378836881'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2006/09/martina-de-santis-e-marco-di-stefano.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-115960881585214080</id><published>2006-09-30T02:32:00.000-07:00</published><updated>2006-09-30T02:33:35.853-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/checkpoint120.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/400/checkpoint120.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mario Gualandi e Sara Urban in Checkpoint&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-115960881585214080?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/115960881585214080/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=115960881585214080' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/115960881585214080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/115960881585214080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2006/09/mario-gualandi-e-sara-urban-in.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-115960868960817943</id><published>2006-09-30T02:26:00.000-07:00</published><updated>2006-10-01T05:51:12.273-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/05.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/400/05.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martina De Santis, Mario Gualandi e Sara Urban in Checkpoint&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-115960868960817943?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/115960868960817943/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=115960868960817943' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/115960868960817943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/115960868960817943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2006/09/martina-de-santis-mario-gualandi-e.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-115937860448020081</id><published>2006-09-27T10:35:00.000-07:00</published><updated>2006-09-30T06:45:19.683-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/germania%20hans.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/400/germania%20hans.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;nella foto: GERMANIA di Hans Haacke. Biennale di Venezia, 1993&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CROLLO #1: Il Muro di Berlino. &lt;br /&gt;Heiner Müller e L’invenzione del silenzio.&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;DATA:  dal 2 all'8 ottobre 2006 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LUOGO: Teatro Garage, via Torino 76, Sesto San Giovanni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TESTO DI RIFERIMENTO: Heiner Müller, L’invenzione del silenzio, Ubulibri,   Milano, 1996.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo scelto di partire da Heiner Müller  e dai suoi materiali prodotti dopo l’Ottantanove  perché la sua lucidità nell’affrontare la caduta del Muro è disarmante. Il bisturi di Müller affonda nella realtà per sezionarla e passarla al microscopio: la sua analisi impietosa ci accompagna attraverso la fine di un’era di illusioni e speranze. Un’era che con la caduta del Muro di Berlino è costretta a dichiarare il fallimento.&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-115937860448020081?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/115937860448020081/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=115937860448020081' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/115937860448020081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/115937860448020081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2006/09/nella-foto-germania-di-hans-haacke.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-115937806968738803</id><published>2006-09-27T10:22:00.000-07:00</published><updated>2006-09-27T10:27:49.696-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>CROLLO #0: 11 SETTEMBRE 2001.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SATURAZIONE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DATA: 11 settembre 2006.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LUOGO Milano. Performance in strada.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-115937806968738803?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/115937806968738803/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=115937806968738803' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/115937806968738803'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/115937806968738803'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2006/09/crollo-0-11-settembre-2001.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-115937658131371218</id><published>2006-09-27T09:57:00.000-07:00</published><updated>2006-09-27T10:03:01.326-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>1989: Crollo del Muro di Berlino. Le immagini gioiose dei tedeschi in festa fanno il giro del mondo. Le rovine del Muro, veri e propri feticci socio-politici, vengono venduti per tutta Berlino come souvenir. È solo l’inizio di un processo che porterà alla fine dell’Unione Sovietica e dell’utopia socialista. L’apertura delle frontiere permetterà al capitalismo di espandersi, spesso in modo disastroso, nei paesi dell’Est.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2001: Crollo delle Torri Gemelle di New York. Le immagini, amatoriali e non, del World Trade Center in fiamme sconvolgono il mondo intero. Un incubo inimmaginabile entra con violenza nella vita di tutti i giorni. È la legittimazione tanto attesa dagli Stati Uniti: la guerra tra Oriente e Occidente ha inizio.&lt;br /&gt;Nel giro di dodici anni due Crolli, distanti per tempo, luogo e valore, hanno segnato la storia occidentale. Ma non solo. Hanno stravolto il modo sentire, di vedere, di leggere la realtà. Hanno influenzato l’arte e la letteratura. Hanno cambiato la vita quotidiana della gente comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viviamo nell’epoca dei Crolli.&lt;br /&gt;Berlino e New York sono solo i due casi più eclatanti di una lista ben più ampia: i Buddha in Afghanistan, Punta Perotti a Bari, gli argini provvisori per la nuova Maxi-Diga in Cina e via dicendo. Avvenimenti che sono entrati nelle nostre case grazie alle imponenti coperture mediatiche che la TV e Internet ci hanno offerto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A partire da queste riflessioni-base nasce “CROLLI” il nuovo progetto di Crolloprospettico. Un progetto nomade e multidisciplinare, un work in progress costituito da studi, laboratori, installazioni, video e tutto ciò che durante il progetto riterremo necessario per affrontare l’argomento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-115937658131371218?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/115937658131371218/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=115937658131371218' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/115937658131371218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/115937658131371218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2006/09/1989-crollo-del-muro-di-berlino.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-115937210214704988</id><published>2006-09-27T08:45:00.000-07:00</published><updated>2006-09-30T06:21:57.496-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/02.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/320/02.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Checkpoint &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Autore: Marco Di Stefano &lt;br /&gt;Artisti: Martina De Santis, Marco Di Stefano, Mario Gualandi, Sara Urban &lt;br /&gt;Regia: Luigi Guaineri &lt;br /&gt;Sede: Milano, Teatro Arsenale, nell'ambito di Tramedautore &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di renato palazzi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guarda la PHOTOGALLERY dello spettacolo, realizzata con scatti di Pino Montisci, per gentile concessione di Outis &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come scrivono i nuovi autori dell'ultimissima generazione, quelli che si affacciano ora alle loro prime prove creative? Intanto, fondamentalmente, va detto che scrivono, e questa non sembri un'osservazione di poco conto: a giudicare da quanto ci ha mostrato quest'estate Stefano Massini, un giovane emergente, a giudicare dal testo che il venticinquenne Marco Di Stefano ha presentato nel festival Tramedautore, essi non disdegnano un certo impianto letterario, un certo decorativismo verbale, anche a rischio di apparire pretenziosi. Il che, nell'epoca di un teatro sempre più materico e concreto, è comunque un dato interessante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di cosa scrivono i nuovi autori? Per proseguire con l'improprio confronto già iniziato, paiono voler affrontare le grandi questioni del presente, ma senza un esplicito taglio politico. Massini, ne La gabbia, approfondiva il nodo psicologico del rapporto madre-figlia sullo sfondo di una vicenda di terrorismo brigatista, Di Stefano in Checkpoint parla di un prossimo futuro per evocare incubi di oggi: egli immagina infatti una situazione in cui alla popolazione sia proibito viaggiare, e le stazioni siano trasformate in centri di reclusione dove giovani donne direttamente scaricate dai treni vengano imprigionate e torturate per espiare ignote colpe. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo clima di vessazione e di minaccia che riecheggia certe pièce dell'ultimo Pinter, quelle più impegnate ideologicamente, Di Stefano aggiunge oscure risonanze spirituali: il capo della stazione al centro della trama parla infatti una specie di linguaggio biblico, e aspira a redimere le internate anziché limitarsi a punirle. Particolarmente sviluppato è anche l'aspetto del legame carnefice-vittima: se infatti costui stabilisce un intimo rapporto di possesso con una delle ragazze, il sottoposto muto e sadico incaricato delle esecuzioni viene preso da tacita passione per un'altra, un sentimento che lo induce infine, dopo averla uccisa, a ribellarsi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si può intuire anche da questo semplice riassunto, il testo mette molta carne al fuoco, e fatalmente ne perde un po' per strada, in ciò per giunta non favorito dal sommario allestimento, in linea con la tendenza ad offrire semplici mise en espace che caratterizza l'iniziativa milanese: quando però si è ancora ai primi passi è in fondo meglio avere troppe idee che troppo poche, il tempo per limare, per mettere più nitidamente a fuoco si potrà sempre trovare. Ciò che conta è che l'autore, nella sua opera d'esordio, affronta l'argomento con finezza e intelligenza, trattando temi già noti, ma senza mai cadere nel banale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(27 settembre 2006) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte: www.delteatro.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-115937210214704988?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/115937210214704988/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=115937210214704988' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/115937210214704988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/115937210214704988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2006/09/checkpoint-autore-marco-di-stefano.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-115815732522150368</id><published>2006-09-13T07:20:00.000-07:00</published><updated>2006-09-30T03:27:18.426-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/tramed1.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/400/tramed1.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tramedautore 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martedì 19 settembre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teatro Arsenale, via Cesare Correnti, 11 - Milano&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;paese in scena: ITALIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;21.00 &gt; CHECKPOINT di Marco Di Stefano (ITALIA)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;regia di Luigi Guaineri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con Martina De Santis, Marco Di Stefano, Mario Gualandi, Sara Urban.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In collaborazione con Crolloprospettico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CHECKPOINT&lt;br /&gt;La scena si svolge in un ipotetico futuro, non troppo lontano, dove è proibito viaggiare e le stazioni ferroviarie vengono usate come carceri. Lo scopo dei carcerieri è quello di far confessare ai detenuti le colpe commesse, in modo che ne prendano coscienza. Solo questo può salvarli dalla tortura e da una morte certa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-115815732522150368?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/115815732522150368/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=115815732522150368' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/115815732522150368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/115815732522150368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2006/09/checkpoint-di-marco-di-stefano-italia.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-115753535776630292</id><published>2006-09-06T02:30:00.000-07:00</published><updated>2006-09-30T06:18:48.906-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/08.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/320/08.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CHECKPOINT di Marco Di Stefano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regia di Luigi Guaineri&lt;br /&gt;Con Martina De Santis, Marco Di Stefano, Mario Gualandi, Sara Urban.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martedì 19 settembre, ore 21, Teatro Arsenale, via Cesare Correnti 11, Milano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Festival Tramedautore 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ingresso 4 Euro - Tessera per l'intero Festival 20 Euro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-115753535776630292?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/115753535776630292/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=115753535776630292' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/115753535776630292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/115753535776630292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2006/09/checkpoint-di-marco-di-stefano-regia.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31024639.post-115753494807741142</id><published>2006-09-06T02:24:00.000-07:00</published><updated>2006-10-01T06:13:16.846-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/320/marco6.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marco Di Stefano (Milano, 1981) è diplomato in drammaturgia alla Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano e laureato in Teatro al DAMS di Bologna. Ha collaborato come attore con Masque Teatro (“Davai”, 2004) e come assistente alla regia con Motus (“Piccoli episodi di fascismo quotidiano” 2005). Debutta come regista con “Grand Guignol Iago” (2004 Paolo Grassi) e come autore teatrale con “Checkpoint” (testo selezionato da OUTIS – Centro Nazionale di Drammaturgia – per “Tramedautore 2006”). Nel 2005 è co-fondatore del collettivo artistico Crolloprospettico. La compagnia debutta lo stesso anno con "Fedra/Teseo. Voci di Famiglia per dramma senza titolo" di Marco Di Stefano. Regia di Marco Di Stefano e Francesca Romano. Lo spettacolo viene replicato a Milano, Brescia, Asti e Sesto San Giovanni.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/CARTOLINA%20FRONTE2neroverticale.0.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/400/CARTOLINA%20FRONTE2neroverticale.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;"Fedra/Teseo. Voci di famiglia per dramma senza titolo."&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                          di Marco Di Stefano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con:&lt;br /&gt;Francesca Romano&lt;br /&gt;Luca Zangheri&lt;br /&gt;Luigi Guaineri&lt;br /&gt;Maria Cerciello&lt;br /&gt;Marco Di Stefano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;costumi:&lt;br /&gt;Lucilla Gi - Milano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;coreografia:&lt;br /&gt;Francesca Romano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;regia:&lt;br /&gt;Marco Di Stefano e Francesca Romano&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31024639-115753494807741142?l=marcodistefano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcodistefano.blogspot.com/feeds/115753494807741142/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31024639&amp;postID=115753494807741142' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/115753494807741142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31024639/posts/default/115753494807741142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcodistefano.blogspot.com/2006/09/marco-di-stefano-milano-1981-diplomato.html' title=''/><author><name>marco di stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15161608554100734073</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1286/3340/1600/marco6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
